Msc Seaside orgoglio italiano. Ma litorali e mare record contaminazione in Italia

La nave da crociera offre cabine modulari, suite angolari con vista sul mare, cabine dotate di terrazze private e lussuose suite con vasca idromassaggio.

Msc Seaside orgoglio italiano. Ma litora

Msc Seaside, la nave all'avanguardia


Da una parte l'orgoio di una nave costruita in Italia prestigioda e innovativa, la pèiù grande mai creata. Dall'altra il grave problema dell'inquinamento del mare e delle spiaggie in Italia, dove la plastica èa rrivata a livelli record

Il settore delle crociere cresce a vista d'occhio in Italia perché, oltre all'aumento del numero di turisti che scelgono questa formula per trascorrere le loro vacanze, ci sono gli stessi armatori che rinnova il parco navi da crociera. Adesso è il turno di Msc con Seaside. Molto semplicemente siamo davanti alla più grande nave mai costruita in Italia. A occuparsi della sua realizzazione è stato il cantiere navale italiano Fincantieri per conto del gruppo crocieristico guidato da Gianluigi Aponte. Ispirato agli appartamenti di Miami che si affacciano sul mare, presenta caratteristiche di design distintive e innovative rispetto a quanto adesso esistenti. Due passerelle in vetro e un Ponte dei sospiri a 40 metri di altezza offrono una costante vista sull'oceano. Un pontile sul lungomare ruota attorno allo scafo mentre gli ascensori panoramici collegano i vari ponti esterni.

Msc Seaside, nave all'avanguardia e attenzione ai porti del Mare Adriatico meridionale

Quella che è pronta a solcare i mari, al termine di questo periodo di presentazione, è una nave all'avanguardia. Impossibile elencare tutte le opportunità. Basti ricordare la pista da bowling regolamentare, il cinema XD, la più lunga zip line sul mare, l'aqua park interattivo con cinque scivoli acquatici. Msc for Me è il programma di innovazione digitale che utilizza la più recente tecnologia all'avanguardia per connettere i crocieristi alle attività che più preferiscono, sia in mare che a terra. Dal punto di vista tecnico, Msc Seaside ha una stazza lorda di 154.000 tonnellate e una capacità di 5.179 passeggeri. La nave offre cabine modulari capaci di ospitare gruppi e famiglie fino a un massimo di dieci persone, suite angolari con vista sul mare, cabine dotate di terrazze private che affacciano sul pontile e lussuose suite con vasca idromassaggio esterna.

Oltre all'intrattenimento per bambini, che dura tutto il giorno, e sei aree dedicate ai bambini e ai ragazzi di tutte le età, gli ospiti possono anche prendere parte al Doremi Family Cinema e a un nuovo buzzer game. Ma è l'intero sistema delle relazione che sta cambiando, come dimostrato dal rinnovo dell'accordo tra l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e il Mediterranean Shipping Company nei porti del Mare Adriatico meridionale.

Le strategie di Msc: Messina faro del Mediterraneo

Si sta poi formando un legame sempre più stretto tra Msc e Messina. La società svizzera ha infatti annunciato nuovi investimenti con l'obiettivo di aumentare le rotte e dunque il numero dei turisti. Per non lasciare tutto nell'indeterminatezza delle buone intenzioni, il country manager della società ha anche fornito numeri ben precisi: il prossimo sarà l'anno in cui le navi Msc effettueranno 43 cali a Messina, movimento 180.000 crocieristi con un aumento del 36 per cento rispetto al 2017. Nel corso dell'appuntamento pubblico con l'illustrazione delle novità in casa Mediterranean Shipping Company, ha chiaramente affermato come la città di Messina sia semplicemente strategica. In un'ottica di medio-lungo periodo, il capoluogo siciliano potrebbe diventare per il gruppo svizzero quello che la città di Genova è diventato per gli armatori Costa, con tutta la cascata di benefici che ne deriva. In qualche modo potrebbe diventare il nuovo faro del Mediterraneo.

Calendario alla mano, il primo dicembre Msc Seaside è salpata da Trieste per la crociera inaugurale di 21 giorni verso Miami, che è diventata la sua nuova casa. Il 21 dicembre sarà celebrata la Naming Ceremony della nuova ammiraglia. Come ricordato da Gianni Onorato, amministratore delegato di Msc Crociere, il 2 giugno del prossimo anno, il gruppo inaugurerà a Civitavecchia la nave gemella di Seaside, la Seaview, destinata alle crociere nel Mediterraneo – aggiunge con orgoglio. A proposito di numeri, l'ad ha annunciato la conquista di due milioni di passeggeri nel 2017, a cui sommare le 11.000 prenotazioni al giorno. Di più: Msc ha vara anche un piano di investimenti che prevede la consegna di 12 nuove navi dal qui al 2026, di cui due saranno l'evoluzione della linea Seaside, in collaborazione con Fincantieri. A chiudere il cerchio, entro il 2026 sono previste 25.000 occasioni di lavoro.

L'incanto di Seaside e l'allarme lanciato su inquinamento mare e spiaggi italiane

Siamo tutti d'accordo sul fatto che la plastica sia un elemento utile e che abbia semplificato tanti piccoli problemi quotidiani. Ma evidentemente dall'uso si è passati con troppa facilità all'abuso e, come emerso con chiarezza dal worskhop "Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa", adesso si pone un problema grande come una casa. Perché gli impianti di depurazione delle acque reflue non sono in grado di trattenere microplastiche dalle dimensioni inferiori a 5 millimetri. Il risultato è presto detto: i frammenti prodotti dalla degradazione delle plastiche rappresentano adesso il 46% dei rifiuti rinvenuti lungo le spiagge italiane. In alcune località italiane sono stati raccolti fino a 18 oggetti di plastica per metro quadro, con nel nostro litorale trovati oltre 100mila cotton  fioc

Il classico esempio è quello dei cotton fioc, nemici giurati dell'ambiente e neanche così tanto efficaci per la pulizia delle orecchie. La stima dell'Enea è da brividi: ce ne sono almeno 100 milioni di cotton fioc. Dal punto di vista scientifico, le maggior parte delle plastiche è costituita da polimeri termoplastici come polietilene e polipropilene.I polimeri non degradabili, in particolare, sono diventati un problema ambientale primario. Sotto il profilo economico, ci pensano i dati dell'Unep (United nations environment programme) a rivelare che l'impatto è di 8 miliardi di euro l'anno e la spesa europea per la pulizia annuale delle spiagge ammonta a circa 412 milioni di euro.

C'è poco da stare tranquilli quando l'Enea introduce e conclude la sua ultima ricerca con le parole un mare di plastica. Significa che la situazione dei nostri mari e delle nostre spiagge è critica. Non è solo un problema di quantità di spazzatura che si trova dove non dovrebbe affatto stare. Ma di qualità ovvero di dannosità dei rifiuti che ogni anno vengono raccolti. L'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile parla molto chiaro: oltre l'80% dei rifiuti raccolti sulle spiagge italiane è rappresentato da plastiche e microplastiche che minacciano l'ambiente, l'ecosistema e la salute dell'uomo. Una quota eccessiva perché si tratta di materiale difficilmente smaltibile e per la cui gestione quotidiana occorre un supplemento di attenzione da parte di tutti i cittadini.

Entro il 2050 nel mare più plastica che pesci

Mettendo per un attimo da parte l'eccessiva quantità di plastica che ci circonda secondo la logica imperante dell'usa e getta, ci sono ragioni ben precise individuate da Enea - che ha organizzato l'evento romano di presentazione in collaborazione con Accademia dei Lincei e Forum Plinianum - per cui alcune località della nostra costa esibiscono un imbarazzante tappeto di rifiuti di plastica. Come argomentato dal ricercatore Loris Pietrelli del dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali, da una parte c'è la mancata o l'insufficiente depurazione dei reflui urbani. E in questo caso le responsabilità sono pubbliche da rimpallare tra amministrazioni comunali, società incaricate della gestione dei depuratori e Stato.

Dall'altra ci sono i nostri comportamenti di tutto i giorni, troppe volte distratti. Anche le grandi discariche sono il risultato di tanti piccoli rifiuti. Di questo passo, è la stima di Enea, entro il 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci. Il Mar Mediterraneo rischia allora di raggiungere i livelli di inquinamento del Pacific Trash Vortex, l'isola di plastica nell'Oceano Pacifico. Indispensabile allora trovare il modo per riutilizzare le plastiche, migliorare la normativa e rendere più efficaci i programmi di gestione sostenibile.







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di Chiara Compagnucci pubblicato il