Mutui 2018: le previsioni dell'anno. Come sarà

Cosa è meglio scegliere tasso fisso e tasso variabile in questa fase economica? E come inquadrare il mutuo con soglia massima oltre il quale il tasso non può aumentare?

Mutui 2018: le previsioni dell'anno.

Mutui 2018: cosa scegliere?


Anno nuovo mutuo nuovo? Si vedrà perché la questione su cosa sia più conveniente fare tiene sempre banco e lo sarà ancora di più nel 2018 alla luce dei primi segnali di ripresa. Ma poi, si riverseranno anche nel settore della compravendita immobiliare? Cosa è meglio scegliere tasso fisso e tasso variabile in questa fase economica? E come inquadrare il mutuo con cap ovvero quello con soglia massima oltre il quale il tasso non può aumentare? Anzi, proprio questa potrebbe essere una carta da giocare. Gli acquirenti risparmiano sulla rata nei primi anni perché il variabile costa meno rispetto al fisso. Tanto per capirci, in questo momento il variabile è tra lo 0,7 e l'1% mentre il fisso è tra l'1,7 e l'1,9%. Ma soprattutto ci si mette al riparo da possibili rialzi futuri dei tassi, soprattutto quando la durata del mutuo è particolarmente lunga, oltre i 20 anni.

Mutui 2018 con tasso fisso, variabile o con tetto?

Nel dilemma tra scelta di mutui 2018 con tasso fisso, variabile o con tetto si inseriscono altre due insidie. Anche nel caso di scelta di mutuo con tetto (cap) occorre procedere con la necessarie distinzioni perché non tutti gli istituti di credito offrono le stesse condizioni e la fissazione della soglia massima a cui possono arrivare gli interessi sul mutuo può rivelarsi molto pronunciata. Anche del doppio. E poi, anche nel 2018 vanno messi in conto difficoltà nella stessa accensione dei mutui. Seppur in una situazione di graduale ripresa, l'economia non gira ancora a dovere e la prudenza adottata dalle banche, peraltro nell'occhio del ciclone, non verrà meno. Significa che ottenere un mutuo con contratto a tempo determinato sarà un'operazione difficile e filtri all'ingresso saranno particolarmente funzionanti.

E allora cosa scegliere?

E allora cosa scegliere? Dipende appunto dalla personale attitudine al rischio e dalla presenza o meno di prospettive di crescita delle entrate economiche. Il mutuo a tasso fisso è quello in cui il tasso di interesse resta quello fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo. Lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato che dovessero verificarsi nel tempo. Il tasso fisso è consigliato a chi teme che i tassi di mercato possano crescere e fin dal momento della firma del contratto vuole essere certo degli importi delle singole rate e dell'ammontare complessivo del debito da restituire. Tuttavia l'intermediario spesso applica condizioni più onerose rispetto al mutuo a tasso variabile.

Nel mutuo a tasso variabile il tasso di interesse può cambiare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza seguendo le oscillazioni di un parametro di riferimento, di solito un tasso di mercato o di politica monetaria. Il rischio principale è un aumento insostenibile dell'importo delle rate. A parità di durata, i tassi variabili all'inizio sono più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così accrescere l'importo delle rate, anche in misura consistente. Il tasso variabile è consigliato a chi vuole un tasso sempre in linea con l'andamento del mercato, o comunque può sostenere eventuali aumenti dell'importo delle rate.




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di Chiara Compagnucci pubblicato il