Navi che si guidano da sole. Rivoluzione. Filmati. E' norvegese la prima. E altri veicoli innovativi no equipaggio

Navi che si guidano da sole, sono realtà collegate solo ad avanzati computer e droni. Ma non c'è solo questo.

Navi che si guidano da sole. Rivoluzione

Navi senza equipaggio, il primo armatore è norvegese


Navi senza equipaggio che si guidano da sole, senza bisogna di nessuno. Il primo a credereci è un armatore norvegese, ma non è l'unica e ormai sono quasi già realtà con droni e super computer a gestile. Così come altri veicoli innovativi totalmente automatici

Navi sempre più moderne, e addirittura senza equipaggio con in arrivo ora anche una prima società e un primo armatore che fa ancora più sul serio e ha già detto che non si fermerà solo ai test. Ma è tutto il settore dei veicoli che funzionano da soli senza pilota a fare passi da gigante

Nave senze equipaggio, il primo armatore

Sembra ormai che quella dei mezzi senza componente umana rappresenti la nuova frontiera da conquistare, sia su strada e sia su mare. Si spiega anche in questa modo la progettazione di una nave senza equipaggio.

A lanciarla è un armatore è norvegese, uno di quelli intenzionati a fare le cose sul serio per via dell'importanza strategia della nautica nel suo Paese. Non solo, ma il governo di Oslo si è anche detto pronto a sostenere l'iniziativa, intravedendo così opportunità e vantaggi. Per il suo varo non occorre poi attendere così tanto perché è pronta a solcare i mari per l'avvio della fase della sperimentazione, già nel 2020, tra circa due anni. Qualcuno li chiama navi drone, altri semplicemente navi senza equipaggio, ma quel che è certo è la presenza di una componente hi-tech molto pronunciata. 

I due gruppi logistici che sostengono il progetto mettono in luce due aspetti. In prima battuta i costi limitati rispetto a una nave con equipaggio. Quindi la convinzione di prospettive rosee ovvero di un mercato che risponderà positivamente. E poi, fanno notare, i vantaggi sono anche dal punto vista ambientale con lo spostamento di merci dalla strada al mare, riducendo le emissioni. Addio ai marittimi, dunque? In parte sì perché la figura tradizionale sarà sostituita da equipaggi specializzati.

Ormai se ne sente parlare sempre più spesso. Tant’è che c’è già chi inizia a prevedere quale sarà il futuro per il lavoro dell’uomo visto che piano piano tutte le attività e i lavori stanno cedendo il passo all’automazione. E certamente il settore delle auto e dei veicoli in generale rappresenta una delle punte più avanzate per capire a che punto siamo in quella che sarà la prossima rivoluzione industriale 4.0.

Come sono nel dettaglio, la rivoluzione Rina

E se le auto sono già una realtà, adesso potrebbe essere il momento delle navi che si guidano da sole senza la necessità dell’equipaggio a bordo, ma potendo ospitare droni che potranno essere tranquillamente comandati da chilometri e chilometri di distanza. Una prospettiva molto vicina. Forse più vicina di quanto la maggioranza delle persone sia disposta a credere. Rivoluzione che ha un nome ben preciso, Rina,

Quindi il tempo delle navi che si guidano da sole senza equipaggio è ormai un tempo presente e non più passato. Né prossimo, né remoto. E nemmeno poi tanto futuro visto che la tecnologia oggi disponibile permetterebbe già, in via teorica, l’assemblaggio di una Non solo automobili e camion. Presto anche le navi, di qualsiasi dimensione, potranno circolare senza presenza umana a bordo. Non saranno esperimenti, ma imbarcazioni pienamente funzionanti e capaci di affrontare anche le rotte più lunghe e faticose. A tenere ancora sedata, diciamo così, la quarta rivoluzione industriale, per il momento, sono motivazione di carattere culturale. Forse perché si teme il salto del buio anche se l’automazione potrebbe portare tanti benefici sia per l’uomo che per la società. Bisogna fare attenzione soprattutto all’utilizzo che si fa di questa tecnologia.

Oggi le navi sono gli oggetti più difficili da costruire. Quindi anche la realizzazione delle navi automatiche rappresenta una vera e propria scommessa. Ma nonostante questo la loro realizzazione è possibile ed il loro avvento molto, molto vicino. A bordo, e questo sarà uno degli aspetti certamente più interessanti della questione, verranno utilizzati droni che consentiranno, per esempio, di non dover ponteggiare la stiva, mentre gli ispettori non saranno più costretti a entrare nelle cisterne, con tutte le preoccupazioni legate alla presenza di gas e ossigeno. Anche in questo caso saranno dunque robot che svolgeranno le mansioni umane. Un gran passo in avanti soprattutto per quanto riguarda i motivi di sicurezza e di efficienza in tutte le condizioni, anche le più svantaggiose e difficili.

E le navi moderne del futuro per le crociere

Nuova giovinezza per il turismo da crociera che sta cercando di lasciarsi alle spalle il periodo buio dei tanti fatti di cronaca di segno negativo. E lo fa anche grazie all'innovazione delle compagnie ovvero alla realizzazione di navi sempre più tecnologiche. E si rimane anche a bocca aperta per via delle soluzioni immaginati per sorprendere i passeggeri e aumentare il tasso di benessere. Le navi sempre più grandi, quasi sempre equipaggiate con passerelle sospese per ammirare mari e oceani da una posizione privilegiata. Le cabine inoltre sono più confortevoli, proprio come le camere di un hotel di lusso e perfino con balconi privati. E che dire della presenza di cinema 3D Imax, ristoranti a cinque stelle gestiti o comunque sponsorizzati da chef stellati, centri benessere e teatri?
Il plus è rappresentato dalla creazione di aree tematiche interne esclusive, con cabine extra lusso, bar e piscine. E se c'è un aspetto a cui i costruttori hanno prestato maggiore attenzione è quella della sostenibilità ambientale grazie alle soluzioni proposte dalle nuove tecnologie. Ecco allora il sistema Safe return to port, tecnologie di risparmio energetico per rispettare le normative ambientali e sistemi di lavaggio di gas di scarico. Alcune navi di crociera sono perfino dotate di un assistente virtuale a disposizione di ogni passeggero. La tendenza delle nuove crociere è chiara: le attività sono sempre più personalizzate per rispondere alle esigenze di ciascun passeggero. E il bello è che la maggior parte di queste innovazioni sono già disponibili sui nuovi modelli delle compagnie di navigazione mentre altre vedranno la luce nel corso dell'anno.

E' un settore sempre più in fermento quello delle navi da crociere, per delle vacanze che di solito sono davvero sempre vacanze da sogni. Nell'ultimo periodo sono successi alcuni fatti particolari, ma la bellezza rimane davvero totale. E ora arrivano anche le navi da cociere del futuro.

La prima salpata ora....

L'hanno già battezzata la città galleggiante votata al divertimento. E in effetti non può che rinviare a pensieri di svago e rilassatezza l'immagine della Symphony of the Seas, nuova nave da crociera della compagnia Royal Caribbean. Un solo dato è sufficiente per inquadrarla al meglio: è la nave da crociera più grande del mondo. Consegnata dal cantiere navale Stx France di Saint Nazaire è lunga 362 metri, larga 66, alta 72 e con una stazza lorda di 230.000 tonnellate. Numeri da record, come quelli relativi alla sua capacità: 6.680 passeggeri e 2.200 membri di equipaggio per un totale di 2.759 cabine. E ancora, tanto per dirle tutte ed esseri sicuri di non aver dimenticato nulla, 18 ponti e 24 ascensori.

C'è allora sufficiente spazio per divertirsi a più non posso sia che la vacanza è in famiglia (tra le tante attività la Zip Line, il mini golf, il simulatore di surf Flow Rider, la parete d'arrampicata e i tanti scivoli, acquatici) e sia in coppia. Il programma delle partenze è già definito e le prossime tappe sono imminenti: si va dalla prima crociera in assoluto della Symphony of the Seas (il 27 marzo tra Barcellona e Malaga) a quella di 5 giorni tra Barcellona, Civitavecchia e Napoli del 31 marzo. Ecco poi quella lunga dell'8 aprile che raggiunge una dopo l'altro Barcellona, Palma di Maiorca, Marsiglia, La Spezia, Civitavecchia e Napoli. Per poi andare all'altra parte del mondo, a Miami e nei Caraibi.

Symphony of the Seas è la quarta gemella di classe Oasis di una famiglia evidentemente di successo. A farla da padrone a bordo è l'innovazione. Basti pensare al Bionic Bar, gestito da barman-robot. Tra le novità da segnalare i tre scivoli multipiano, l'Ultimate Abyss lo scivolo più alto su una nave da crociera con i suoi 45 metri di altezza dal livello del mare, il Rock Climbing walls con cui scalare una parete di arrampicata a bordo di una nave, il Voom cioè il più veloce collegamento a Internet sul mare.

Un capitolo a parte va necessariamente riservato alla ristorazione per la semplice ragione che si tratta di un aspetto a cui gli italiani, per tradizione e per palato fine, prestano sempre molta attenzione. Ebbene, sulla Symphony of the Seas oltre alle 20 linee di cucina dei ristoranti gratuiti per gli ospiti, divisi nei sette quartieri, trovano spazio ristoranti tematici e di specialità a pagamento, come Hooked seafood. Collocato nel solarium, nella parte anteriore della nave, offre la vista sul mare aperto. Si tratta del primo ristorante in stile New England della compagnia statunitense: serve pesce fresco ed è dotato di un banco sul quale gustare le ostriche.

E due ulteriori esempi

L’attesa è ormai prossima alla fine. L’appuntamento, infatti, è stato fissato per il 2 giugno. E il parterre sarà di quelli prestigiosi visto che gli inviti per questo battesimo così particolare sono arrivati ai vertici del panorama istituzionale italiano e a diversi personaggi di spicco del mondo dello spettacolo. Mancano appena cento giorni alla presentazione, con tutti gli onori del caso, della MSC Seaview, la smartship di MSC che salperà dal porto di Civitavecchia.

Si tratta di una nave che garantirà gli standard tecnologici più elevati della marina commerciale non solo italiana. Si parte, per esempio, dal ventaglio, vasto ed eterogeneo, dei servizi offerti a bordo di questa nave. Cucina, intrattenimento affidato a professionisti di respiro internazionale, design, tecnologia solo per citarne alcuni.

MSC Seaview sarà impegnata per tutta l’estate tra Genova, Napoli e Messina, porti di imbarco di un itinerario settimanale nel Mediterraneo occidentale con tappe a La Valletta, Barcellona e Marsiglia. Al termine della stagione estiva la nuova futuristica nave si sposterà in Sud America per offrire crociere verso i luoghi più affascinanti del Brasile.

Il secondo esempio è Msc con Seaside. Molto semplicemente siamo davanti alla più grande nave mai costruita in Italia. A occuparsi della sua realizzazione è stato il cantiere navale italiano Fincantieri per conto del gruppo crocieristico guidato da Gianluigi Aponte. Ispirato agli appartamenti di Miami che si affacciano sul mare, presenta caratteristiche di design distintive e innovative rispetto a quanto adesso esistenti. Due passerelle in vetro e un Ponte dei sospiri a 40 metri di altezza offrono una costante vista sull'oceano. Un pontile sul lungomare ruota attorno allo scafo mentre gli ascensori panoramici collegano i vari ponti esterni.

Quella che è pronta a solcare i mari, al termine di questo periodo di presentazione, è una nave all'avanguardia. Impossibile elencare tutte le opportunità. Basti ricordare la pista da bowling regolamentare, il cinema XD, la più lunga zip line sul mare, l'aqua park interattivo con cinque scivoli acquatici. Msc for Me è il programma di innovazione digitale che utilizza la più recente tecnologia all'avanguardia per connettere i crocieristi alle attività che più preferiscono, sia in mare che a terra. Dal punto di vista tecnico, Msc Seaside ha una stazza lorda di 154.000 tonnellate e una capacità di 5.179 passeggeri. La nave offre cabine modulari capaci di ospitare gruppi e famiglie fino a un massimo di dieci persone, suite angolari con vista sul mare, cabine dotate di terrazze private che affacciano sul pontile e lussuose suite con vasca idromassaggio esterna.

Oltre all'intrattenimento per bambini, che dura tutto il giorno, e sei aree dedicate ai bambini e ai ragazzi di tutte le età, gli ospiti possono anche prendere parte al Doremi Family Cinema e a un nuovo buzzer game. Ma è l'intero sistema delle relazione che sta cambiando, come dimostrato dal rinnovo dell'accordo tra l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e il Mediterranean Shipping Company nei porti del Mare Adriatico meridionale.

E anche le moto che si guidano da sole, non solo le navi

Le prime moto a guida autonoma rappresentano certamente le innovazioni più interessanti proposte da due colossi del mondo delle due ruote come Yamaha e Honda. Per quel che riguarda la casa del diapason non si hanno grandi informazioni su questo nuovo modello che dovrebbe scardinare i canoni delle moto tradizionali, ma la cosa certa è che questo veicolo sarà capace di viaggiare senza la necessaria ‘collaborazione’ dell’uomo proprio grazie alla guida autonoma.

E chi non sa rinunciare al piacere della guida può stare tranquillo. Dalla Yamaha assicurano che questa moto darà solo soddisfazioni, sotto tutti i punti di vista, agli acquirenti che decideranno di affidarsi alle cure della guida autonoma. Stesso discorso, ovviamente anche per la Honda che, stando alle indiscrezioni che circolano nell’ambiente, è più avanti nello sviluppo rispetto alla concorrente Yamaha e potrebbe già essere commercializzata a breve.

Questo perché alcune delle soluzioni adottate sarebbero meno estreme ma più funzionali. Ma comunque ad accumulare queste due moto e spedendole direttamente in un futuro più vicino di quello che si possa immaginare, un particolare sistema di guida autonoma che permette alla moto di rimanere in equilibrio da sola. Un bel comfort non credete

E le auto naturalmente

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta per dare il via libera alla sperimentazione delle auto a guida autonoma in Italia. Da tempo è al lavoro sul decreto smart road, ma la legislatura che ormai volge al termine lascia pensare come i tempi possano allungarsi. Se c'è poi un altro motivo per cui l'accensione del semaforo verde può essere posticipata è per via dell'assenza di norme sulla responsabilità penale correlata alle sperimentazioni. La partita della loro definizione e successiva approvazione non può di certo chiudersi nell'arco di poco tempo. Anche in Italia, comunque, si muovono le cose per la guida autonoma, in particolar modo sta completandosi tutta la normativa ed entro qualche mese si potranno attuare i primi test, e sempre nel medio-breve periodo potranno iniziare le priove di guida autonoma avanazata con le decisioni dell'Anas di realizzare  mglio sistamare 3mila kilometri di strade, principalmente autostrade, ma non solo cone le più innovative tecnologie digitale e almeno 100 Km solo ed escluisvamnte deciati alla guida autonoma

Tanto per avere un confronto, negli Stati Uniti questo limite è stata da tempo ampiamente superato e l'impegno è piuttosto sul perfezionamento per via dell'evoluzione della tecnologia. Stando a quanto si apprende, i permessi per effettuare i test saranno concessi a produttori di auto, società specializzate, centri ricerca e università. un sondaggio Aci indica che solo il 48% degli italiani è disposto a provare queste auto, e il 25% non ci salirebbe mai.

Oltre alla cinese Baidu, la mobilità a guida autonoma vede coinvolte anche Uber con Volvo, Tesla, una fetta di un mercato che, secondo gli analisti di McKinsey varrà 6.700 miliardi di dollari nel 2030. La diffusione non è scontata. C'è una ricerca che merita di essere approfondita. Si chiama "Making autonomous vehicles a reality. Lessons from Boston and beyond" e porta la firma del Boston Consulting Group, ma anche quella del World Economic Forum, che ha analizzato i risultati di oltre mezzo anno di sperimentazione in un'area centrale di Boston, nello stato del Massachussets, da parte della startup NuTonomy. Al di là del discorso sicurezza, naturalmente centrale, quando si parla di auto senza pilota di interessante c'è la considerazione sul rischio di peggioramento delle condizioni del traffico nelle strade cittadini nel caso di circolazione di mezzi con guida autonoma. Basti pensare che non si fermerebbero fino all'individuazione di una posteggio nell'area indicata. Perché poi ci sono alcuni vantaggi che deriverebbero dalle auto a guida autonoma. Secondo il report "Making autonomous vehicles a reality. Lessons from Boston and beyond"

  1. il tempo risparmiato per sposarsi in città arriverebbe al 30%,
  2. i mezzi in circolazione diminuirebbero del 28%,
  3. la quantità di parcheggi a disposizione salirebbe del 48% per via della condivisione dei veicoli,
  4. gli incidenti stradali sarebbero ridotti dell'87% in dieci anni,
  5. l'inquinamento atmosferico migliorerebbe fino al 66%.

Piano europeo

Se negli Usa la guida autonoma sta sempre più diventando in realtà, in Europa siamo rimasti indietro, ma stiamo cercando di recuperare il tempo perduto con una serie di iniziative dell'ue che mettono insieme i vari gruppi industriali privati del continenente. Il progetto principale è L3 Pilot.
L'Ue ha stanziata 68 milioni totali, una prima tranche già versata di poco meno di 40, ma che ono desitinati ad aumentare per portare le auto a guida autonoma anche in Europa. Al progetto hanno avuto accesso 11 aziende e Bmw, Fca, Audi, Daimler, Jaguar, Daimler, Renault, Toyota, Honda, Psa, Volto, Ford e Volkswagen.

Questi produttori metteranno a disposizione sulle strade Ue, circa 100 auto di test e un migliaio di conduenti, per iniziare le prove di guida autonoma con conducente obbligagorio dove solo alcune funzioni sono relate alla sola tecnologa dell'auto. Viene definita guida autonoma di livello 3.

Il progetto è già partito a settembre e in due anni si avranno quattro obiettivi principali da completare, ovvero controllare se leggi e norme sono adatte, i livelli della tecnologia Adaptive, vedere il comportamento delle auto in situazioni difficili e controllare le consguenze sulla viabilità complessiva.

Adpative è un altro piano promosso dalla Ue per sviluppare parti tecnologiche specifiche per la guida autonoma come scanner laser, fotocamere e videocamere, radar che non solo avrebbero un ruolo nella stessa guida autonoma, ma a anchr quello di rendere più sicuri i trasporti ed diiminuire il traffico dovuto ad incidenti proprio perchè l'Ue stessa insieme a molte aziende, diversamente che negli USA, è convinta che per tanto tempo ci sarano solo auto a guida autonoma 3 dove il ruolo del conducento è fondamentale

E perfino gli autobus

Quando si dice che la Cina è un passo in avanti nella sperimentazione di nuove tecnologie o di nuove soluzioni per la mobilità, si dice la verità. Mentre in Europa e soprattutto negli Stati Uniti si parla di auto che si guidano da sole, grazie allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e dunque grazie al sapiente contributo delle aziende hi-tech, ecco che in Cina si lavora sui bus a guida autonoma. L'idea è già diventata un progetto considerando che sono attesi su strada già il prossimo anno, nel 2018. Naturalmente si tratta di una sperimentazione poiché i rischi sono ancora tanti e una innovazione tecnologica di questo tipo va studiata fino in fondo senza lasciare nulla al caso, ma la rotta è stata tracciata.

Ma chi c'è dietro? Quale colosso è alle spalle dei bus che si guidano soli in Cina? C'è addirittura il motore di ricerca Baidu, che ha svelato le carte in occasione di una intervista con il Wall Street Journal. Non si muoverà da solo poiché Baidu si farà affiancare da altri player, tra cui soprattutto un produttore di bus in Cina. Non si tratta di un semplice sfizio perché è allo stesso tempo impegnata nel settore della auto che si guidano sole, rispetto a cui la timeline prevede che si vada su strada da qui a quattro anni. Sul tavolo c'è un investimento pari a 1,5 miliardi di dollari. La componente software passerà dalla piattaforma Apollo, utile per affiancare strumenti per la navigazione, intrattenimento e offerte online per i passeggeri.