Nuove regole e divieti su stufe, camini, pellet in vigore in attesa di quelli Ue già annunciati

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Nuove regole e divieti su stufe, camini,

In alcune regioni italiane e nella provincia autonoma di Trieste sono attualmente in vigore regolamenti specifici finalizzati alla riduzione delle emissioni inquinanti.

Prima di avviare la combustione di biomasse nei caminetti e nelle stufe, è opportuno acquisire una conoscenza completa delle norme e dei divieti vigenti in materia. Nelle regioni in cui è stato vietato l'uso si punta contenere le emissioni di anidride carbonica, poiché la combustione di biomasse contribuisce all'aumento del livello di gas serra nell'atmosfera. In questo contesto, è essenziale aderire alle normative e alle sanzioni previste dalle autorità competenti.

L'utilizzo di queste tecnologie avanzate non solo riduce le emissioni di anidride carbonica, ma anche il consumo di combustibile, consentendo un recupero degli investimenti nel tempo. Facciamo il punto della situazione:

  • Stufe pellet, camini e stufe: nuove regole
  • Nuovi divieti per la riduzione delle emissioni
  • Nuovi divieti stabiliti dalla Unione europea

Stufe pellet, camini e stufe: nuove regole

In 5 regioni italiane, la necessità di ridurre le emissioni di CO2 e limitare l'inquinamento urbano ha portato all'emanazione di divieti riguardanti l'accensione di stufe e camini a legna o a biomassa. Queste restrizioni sono finalizzate ad affrontare la questione del cambiamento climatico e ad assicurare un'aria più pulita nelle aree urbane. L'infrazione di queste norme può comportare una multa significativa: le amministrazioni più severe hanno previsto sanzioni pecuniarie fino a 5.000 euro.

I cittadini che risiedono in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Piemonte sono soggetti al divieto e sono tenuti ad attenersi alle normative in materia di combustione di biomasse. In particolare, il divieto si estende ai camini, alle stufe, alle termostufe a legna e alle termostufe ad accumulo alimentate a biomassa.

In Lombardia, ad esempio, dove l'aria risulta particolarmente inquinata, è stato introdotto il divieto di utilizzare camini e stufe a legna e biomassa obsoleti dal 2006 e chi viola questa norma può essere multato fino a 5.000 euro. Solo i modelli più recenti con 4 o 5 stelle sono ammessi sul territorio regionale.

In Piemonte, la delibera regionale ha introdotto il divieto di installare generatori di calore alimentati a biomassa legnosa con una potenza nominale inferiore a 35 kW e classe inferiore alla 3 stelle. Le regole sono diventate più severe, portando allo stop ai generatori di classe inferiore alle 4 stelle.

In Emilia Romagna, le restrizioni all'uso di stufe e camini a legna e biomassa di classe 1 e 2 stelle sono in vigore nei comuni al di sotto dei 300 metri di altitudine, a meno che non siano presenti altri metodi di riscaldamento in casa. I comuni di alta quota, caratterizzati da temperature più rigide, sono esclusi da tali limitazioni.

Anche in Veneto, la normativa sulla qualità dell'aria è stata rivista per limitare le emissioni inquinanti. La delibera regionale vieta l'utilizzo di camini e stufe a legna di classe inferiore alle 3 stelle e non è consentito installare in casa generatori di calore di classe inferiore alle 4 stelle.

Nuovi divieti per la riduzione delle emissioni

In alcune regioni italiane e nella provincia autonoma di Trieste sono attualmente in vigore regolamenti specifici finalizzati alla riduzione delle emissioni inquinanti. Per comprendere la normativa è necessario conoscere il funzionamento della classificazione a tre stelle per i sistemi di riscaldamento e per le caldaie a biomasse legnose. Tale sistema di classificazione è analogo a quello delle classi A-G degli elettrodomestici, dove un maggior numero di stelle corrisponde a minori emissioni. Un punteggio di almeno quattro stelle indica che il sistema di riscaldamento è ecologico.

Una volta classificati i sistemi, le autorità regionali hanno il compito di monitorare la qualità dell'aria e di comunicare ai comuni il livello di inquinamento rilevato. Tale livello viene valutato attraverso tre indicatori: verde, senza allerta, giallo e rosso. In pratica, a partire dal livello di allerta gialla, sono previste misure di emergenza che possono comportare l'arresto degli impianti di riscaldamento.

Nell'allerta gialla, tutti gli impianti di riscaldamento con punteggio di almeno tre stelle devono essere fermati, mentre nell'allerta rossa possono funzionare solo gli impianti con un punteggio di almeno quattro stelle. Ogni Regione ha il potere di decidere autonomamente quali misure applicare e pertanto le limitazioni possono variare notevolmente.

Nuovi divieti stabiliti dalla Unione europea

A partire dal 2025, è previsto che venga vietata l'installazione di caldaie a gas per nuove costruzioni e per gli immobili oggetto di ristrutturazione. Nel frattempo, già dal prossimo anno, potrebbe essere messo fine agli incentivi per l'acquisto di tali dispositivi. La normativa europea potrebbe quindi estendersi a stufe a pellet e altri camini. 

Questa misura è stata prevista dall'ultima direttiva approvata dalla Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del parlamento europeo. L'Unione europea ha l'obiettivo di rendere gli edifici dell'Europa più sostenibili e efficienti dal punto di vista energetico attraverso una serie di misure mirate. 

Il primo passo di questa direttiva riguarda l'eliminazione graduale dei sistemi di riscaldamento alimentati da fonti fossili, come le caldaie a combustione, che saranno sostituite da sistemi simili ma meno inquinanti. Oltre al divieto di installazione di questi impianti, previsto per il 2025, potrebbe anche essere proibito l'acquisto di caldaie a gas con sostegni statali a partire dal 2024.