Nuove regole su tutele e diritti per consumatori per telefonia, cellulari e pay-tv

di Luigi Mannini pubblicato il
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Nuove regole operatori telefonici e pay TV

Ampio spazio nella legge Concorrenza viene concesso alla trasparenza sui costi per la cessazione dei contratti per telefono e pay TV. Ecco cosa cambia con le nuove norme.

Si fa presto a parlare di nuove tutele a favore di consumatori ovvero di regole rinnovate nel rapporto con operatori telefonici e pay TV. Molte delle disposizioni contenute nella legge Concorrenza non sono infatti entrate in vigore. O meglio, il solo articolo di cui è composta la legge è già formalmente operativa, essendo stata pubblicata. Ma per la loro applicazione occorre tempo, anche fino a un anno. Non tutto, intendiamoci, perché le spese di recesso o il trasferimento delle utenze telefoniche devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi reali sopportati dall'azienda. E allo stesso tempo, istituti di credito, assicurazioni e società di carte di credito devono far accedere all'assistenza clienti, anche attraverso telefono mobile a costi telefonici non superiori rispetto alla tariffa urbana. Ma non si tratta delle sole misure.

Nuove regole e vantaggi con operatori telefonici e pay TV

Se il testo sulla Concorrenza è già definitivo, per la sua operatività completa occorre tempo. In estrema sintesi viene fissata maggiore trasparenza sui costi per la cessazione dei contratti per telefono e pay TV, che dovranno essere resi noti al momento della stipula. Non potrà quindi esserci più nessun addebito a sorpresa per chi decide di interrompere l'abbonamento dopo il termine dei due anni previsti per legge come durata massima. Altro passaggio chiave da ricorda è la fissazione della durata contrattuale, che non può essere superiore ai due anni. Segnaliamo però altri casi, non ancora attivati, analizzando regole e vantaggio con operatori telefonici e pay TV:

  1. erogazioni liberali tramite credito telefonico
  2. opposizione alle informazioni commerciali
  3. risorse di numerazione telefonica
  4. cambio di gestore di telefonia

Ebbene, le erogazioni liberali destinate alle organizzazioni senza scopo di lucro di natura privata, alle associazioni di promozione sociale e alle associazioni e fondazioni riconosciute possono essere effettuate tramite credito telefonico. In quanto erogazione liberale, gli importi sono esclusi dal campo di applicazione dell'Iva; deducibili dal reddito complessivo nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e, comunque, nella misura massima di 70.000 euro annui. Per quanto riguarda l'opposizione alle informazioni commerciali, il regolamento di istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'uso del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali è esteso all'impiego della posta cartacea. Tra l'altro è stato soppresso un comma con cui venivano stabilite alcune caratteristiche necessarie per le telefonate non sollecitate dagli stessi clienti. Viene poi istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico il Registro dei soggetti che utilizzano indirettamente risorse nazionali di numerazione.

Cambio di gestore di telefonia: nuove regole

Ampio spazio nella legge Concorrenza viene poi assegnato al cambio di operatore telefonico. Il comma 46 intende semplificare le procedure di migrazione dei clienti tra operatori di telefonia mobile e le procedure per l'integrazione di SIM aggiuntive o la sostituzione di SIM richieste da utenti già clienti di un operatore attraverso l'utilizzo di misure di identificazione indiretta del cliente anche utilizzando il sistema pubblico dell'identità digitale previsto e anche per via telematica. Sempre all'interno della legge Concorrenza (composta da un unico articolo e decine e decine di commi, ricordiamolo), segnaliamo che il comma 167 prevede, per il trasporto pubblico locale, l'obbligo per il concessionario di fornire un servizio di biglietteria telematica accessibile via Internet a partire dai contratti stipulati dopo il 31 dicembre di quest'anno.

Tutte queste norme sono entrate in vigore dopo un iter parlamentare di circa tre anni per approvarle. Non tutte, come accennato, sono immediatamente operative, in attesa che il governo o i singoli ministeri varino i relativi decreti attuativi. In tutto sono 20. E alcuni di questi sono di grande importanza. Per quanto riguarda le comunicazioni le nuove regole arriveranno entro quattro mesi.

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