Pace Fiscale 2019 tutti i condoni. Quali casi e come saldare debiti

di Luigi Mannini pubblicato il
Pace Fiscale 2019 tutti i condoni. Quali

Pace Fiscale 2019 tutti condoni casi debiti

Quali sono condoni previsti dalla Pace fiscale e regole per saldare i propri debiti: quali sono le novità previste dalla nuova Legge di bilancio

La pace fiscale 2019 della nuova Legge di Bilancio permetterà di cancellare i debiti più bassi fino a mille euro e pagare i propri debiti anche in 5 anni, come stabilito dalle ultime notizie, e varrà per coloro che hanno debiti fino ad un massimo di 100mila euro di imponibile all’anno per cinque anni, cioè di 500mila euro complessivi. Vediamo quali sono le novità previste dalla Pace fiscale 2019 e i casi da considerare.

Pace Fiscale 2019: chi può aderirvi

Potranno aderire alla nuova pace fiscale anche i contribuenti che hanno già aderito ai precedenti piani di rottamazione per il pagamento agevolato di eventuali cartelle. Passando al piano di rottamazione ter che prevede la totale cancellazione dei debiti fino a mille euro, possono aderirvi coloro che non hanno pagato le rate della rottamazione in corso e che dovranno pagare le rate scadute a luglio, settembre e ottobre entro il 7 dicembre 2018; coloro con cartelle rientranti nella prima definizione agevolata con Dl 193/2016 e che devono ancora finire di pagare quanto dovuto; coloro che, dopo aver aderito alla rottamazione prevista dal DL 148/2017, non hanno pagato tutte le rate scadute entro il 31 dicembre 2016 di vecchi piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016; e coloro che hanno debiti derivanti da carichi affidati all’agente della riscossione rientranti nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori.

Pace fiscale: tutti i condoni, casi e come saldare debiti

La pace fiscale 2019 con il piano di rottamazione ter prevede una serie di condoni di cartelle esattoriali relative a imposte locali non pagate, come Tari, Imu e Tasi, e le multe per violazione del codice della strada ma solo se di importi fino a mille euro e per cartelle iscritte a ruolo dal 2000 al 2010. Per gli altri casi, è prevista una sanatoria, quella della dichiarazione integrativa, che permette l’emersione fino a 100mila euro ma non si può andare oltre la soglia del 30% del dichiarato.

Il pagamento agevolato dei debiti con il Fisco dipenderà dal modello Isee di ognuno: chi, infatti, ha un Isee sotto i 15mila euro pagherà il 6% del dovuto, chi ha un Isee è compreso tra 15 e 22mila euro pagherà il 10% di quanto dovuto, mentre chi ha un Isee compreso tra i 22 e i 30mila euro pagherà il 25% di quanto dovuto, mentre non è previsto alcun condono per chi ha un Isee superiore ai 30.000 euro.

Nel caso di processi in corso con l’Agenzia delle Entrate, con un ricorso in primo grado presentato entro la data di entrata in vigore del decreto, si può saldare il proprio debito con uno sconto sul versamento che in caso di vittoria in secondo grado può arrivare all’80% dell’importo, pagando quindi solo il 20% dell’importo dovuto, mentre chi vince in primo grado potrà saldare il proprio debito pagando il 50% del valore dell’importo dovuto. La definizione agevolata liti pendenti si intende perfezionata con la presentazione della domanda entro il 31 maggio 201, e con il versamento degli importi dovuti entro la stessa data o in un’unica soluzione o la prima rata. E’, inoltre, previsto il pagamento a rate degli importi oltre i mille euro, in un massimo di 20 rate trimestrali.

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