Paradise Papers: evasori ecco italiani. E tra due mesi per noi italiani crescono imposte

I paradise papers non sono eticamente una buona cosa, ma dietro di essi non c'è nessun Robin Hood., anzi sembrano per Chris Foster una ottima strategia per togliere l'attenzione su altro

Paradise Papers: evasori ecco italiani.

I file dei Paradise Papers contengono i nomi di ricchi che hanno messo al sicuro il proprio patrimonio in un paradiso fiscale. Scopri quali sono i nomi degli italiani presenti


Se da una parte c'è chi evade le tasse, dall'altra c'è chi le deve pagare e ne pagherà sempre di più come è già stato ufficializzato per l'anno prossimo. E nel frattempo escono nuove riveliazioni e nomi dei 100 evasori italiani

Sono settimane che l'elenco dei nomi dei cosidetti Paradise Papers sono vaglio di giornalisti e alcune testate come Panorama in Italia, ma iniziano a sorgere i primi dubbi su cosa si muova direttamente come spiega in una lettera aperta di Chris Foster che spiega come non c'è nessun Robin Hood dietro, ma una strategia assolutamente ben congeniata per smuovere polvere su alcuni nomi che possoo dare fastidio ad alcui, ma che sono poca cosa, rispetto agli scandali veri, come la gestione dei soldi e elle tasse delle grandi multinzionali che ono intoccabili. E continua con accuse pesante, spiegando che tra i nomi, spiccano quasi o solo realtà che voliono otimizzare la propria gestione fiscale senza grandi elusione ed evasioni fiscali. 
Insomma, una mossa pianificata, secondo lui, da mesi a livello mondiale per distogliere l'attenzione da problemi ben più gravi e da chi davvero non paga le tasse.

I Paradisi fiscali entrano nell’occhio del ciclone anche in Italia. La pubblicazione dei Paradise Papers, esclusiva del settimanale “l’Espresso” e della trasmissione Rai “Report” contribuirà a far luce sui nomi e le aziende che hanno utilizzato i paradisi fiscali per poter usufruire di una legislazione fiscale di vantaggio rispetto a quella che avrebbero dovuto sostenere nel proprio paese.

Un’abitudine che, se qualche anno fa, accomunava solo i paperoni che potevano avere accesso, grazie alle proprie relazioni e anche alla disponibilità economica, alla fiscalità di vantaggio offerta da alcuni paesi che hanno meritato l’appellativo di Paradisi Fiscali. E le sorprese non mancano visto che tra i nomi presenti negli oltre tredici milioni di file che alcuni hacker hanno ‘rubato’ dall’archivio dallo studio legale Applebay, finto al centro dello scandalo, nei quali sono emersi, tra cantanti, vip, imprenditori e politici di tutto il mondo, anche i nomi degli italiani presenti che hanno sfruttato questa opportunità per mettere al sicuro ingenti somme di denaro nei paradisi fiscali.

Sorprese, ma anche conferme. In ballo ci sono centinaia di milioni di dollari che vengono sottratti, con questo espediente, al fisco attraverso la creazione di società off-shore che, rendono praticamente invisibili ai radar del fisco, enormi quantità di denaro.

I nomi degli italiani presenti

Così come si diceva in precedenza, i giornalisti dell’Espresso e quelli della trasmissione Rai Report, i soli che hanno potuto sfogliare le centinaia di migliaia di pagine che costituiscono il dossier nominato Paradise Papers, hanno trovato anche i nomi degli italiani presenti in questa lista. E, insieme ad alcune conferme (il lupo perde il pelo ma non il vizio), non sono mancate le sorprese.

Così sotto la lente d’ingrandimento sono finiti, un po’ a sorpresa, anche i Legionari di Cristo, una congregazione con propaggini in tutto il mondo, molto potente e misteriosa i cui adepti, ovviamente quelli che occupano posizioni di vertice all’interno dell’organizzazione, avrebbero nascosto una gran quantità di denaro in una società con sede legale in uno dei paradisi fiscali. Ma, dopo lo scandalo di qualche anno fa con la pubblicazione dei Panama Papers anche questa volta ci sono conferme e sorprese tra i nomi degli italiani presenti nella lista dei Paradise Papers.

Un altro nome pesante è quello di Andrea Bonomi avversario di Urbano Cairo per la scalata al Corriere della Sera, uscito poi sconfitto dall’editore che è anche proprietario del Torino Calcio che, secondo quanto è trapelato dalle carte con la sua finanziaria di ha creato tre trust con sede nelle Isole di Jersey. Simile la vicenda di Felice Rovelli, erede della dinastia che negli anni Ottanta regnava sulla chimica italiana. Tra i nomi presenti anche quello di Camilla Cruciani, forse l’anello finale della catena di controllo di Vitrociset, azienda specializzata in sistemi di sicurezza, appaltatrice dei ministeri della Difesa e della Giustizia per forniture riservate, controllata da una catena di società nei paradisi fiscali utilizzati da Appleby, ultimo tassello a Curacao.

E in questa lista non poteva di certo mancare il nome di Silvio Berlusconi che avrebbe fatto ricorso ad Appleby dopo aver acquistato uno yacht da Rupert Murdoch. Dopo lo scandalo dei Panama Papers, ecco il nuovo scandalo fiscale che si sta delineando dopo l’operazione compiuta da alcuni hacker che sono riusciti a ‘rubare’ oltre tredici milioni di file dall’archivio dello studio legale Appleby finito nell’occhio del ciclone.

Quanto paghiamo noi italiani e il prossimo aumento delle tasse

Un calcolo è stato fatto che per ogni paradiso fiscale o grande multinazionale che non paga le tasse noi paghiamo come singoli cittadini, circa il 10-15% in più senza dimenticare che il salvtaggio di alcune imprese come le banche ci è costato circa 20 miliardii ufficialmente, ma a a cui sono da aggiungere almeno altri 10-20 miliardi secondo le ultime analisi.
Se venissime eliminata anche del 50% l'evasione fiscale e quindi parliamo della parte più importante che usa anche i paradisi fiscali e tutte le grandi aiende paghassero le tsse dove lavorano non facendo giochi territoriali, il costo delle tasse potrebbe calare al 28%-30%, dll'attuale media del 48%.
Ed è da ricodare anche il prossimo aumentod elle tasse previsto già per l'anno prossimo di circa 9 miliardi, ufficiale se così rimarrà l'iter finanziario in discussione, con un amento delle tasse locali e dei servizi locali per la casa e il territorio. Tasse e imposte già confrmate da autorevoli realtà come lo ULM

Commissione Ue e Manovra attuale, dire la verità agli italiani

Secondo la Commissione, nel 2018 il miglioramento che viene promesse è dello 0,3% sul Pil, ma in realtà facendo i conti la Commission presieduta da Dombrovskis e Moscovici vede uno 0,2% reale e che, comunque, non basta con i conti che peggiorano come ha sottotolineato il vice presidente Katainen.
Si viene rischiedere, per questo motivo, nella definizione finale della manovra almeno un aggiustamento di circa 3,4 miliardi di un ulteriore 0,2% sul Pil, ma, comunque, cè molta preoccupazione per l'alto debito.
Non devono essere toccate, sempre secondo la Commissione, le pensioni e ir ischi in pratoica sono ovunque, da una crescita stimata trioppo alto così come le  entrate dalle privatizzazioni e il problema delle banche e dei crediti deterioati oltre i debito generale che si accumulano ella Pubblica Amministrazione.
Anche questa volta il Patto di Stabilità potrebbe non essere centrato.

Fallimento Italia difficile, Commissariamento come Grecia ritenuto di nuovo probabile

E ritorno lo spettro se non del fallimento e di un default dell'Italia, secondo molto analisti, troppo grande per fallire ma che ne avrebbe tutte le variabili egative per farlo, con la preoccupazione che cresce anche delle autorità Ue competenti, alcune delle quali hannoa dditiura doichiarato che gli italiani devono sapere la verità sui conti, che nulla sta migliorando. A questo punto se non fallimento, si rischia, soprttutto dopo le elezioni, un pesante commissiarimento







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di Luigi Mannini pubblicato il