Biometano per tutti, auto che vola in vendita e taxi volanti Sea Bubble a Parigi. Video. Realtà

Tra un battello e un aereo sono state fatte le prove di questo nuovo mezzo che vuole cambiare totalmente la viabilità di Parigi.

Biometano per tutti, auto che vola in ve

A Parigi spuntano i «Sea Bubbles», i taxi volanti lungo la Senna


La realtà supera la fantasia o la fantascienza. A parigi, i taxi volanti scorrono lungo la Senna e si chiamano Sea Bubble. Il iometano, si attende solo una ultimo atto e diventerà legge per tutti e senza cambierà auto (ibirda o metano) si potrà usare con grandissimi risparmi. E poi auto che vola in vendita, si può comprare. Appunto, non è fantascienza.

E così anche uno dei luoghi più tradizionali del mondo come la Senna che attraverso il cuore di Parigi si carica di innovazione. Sulle sue acque circoleranno ben presto i Sea Bubbles ovvero i taxi volanti un po' battello e un po' aereo che promettono la rivoluzione del trasporto nella capitale francese. Alla base di queste decisione non ci sono solo ragioni turistiche perché a Parigi la viabilità è in sofferenza e questa soluzione permette di risolvere un bel po' di problemi. I tempi per vedere i taxi volanti sono destinati a essere brevi, considerando che quella dei giorni scorsi è la seconda prova tecnica dei mezzi di trasporto ed è andata a buon fine.

I taxi volano sulla Senna

E a dimostrazione di come ci troviamo davanti a un mezzo ibrido, a progettare questo nuovo mezzo di trasporto è stata una startup composta da velisti e ingegneri di Formula 1 e di Airbus. E siccome siamo a Parigi non poteva che essere trovato un nome poetico per definirli ovvero Sea Bubbles, spuma del mare. Immaginati per navigare a 25 chilometri orari, occorre però fare i conti con le regole della città di Parigi che fissano il limite massimo della velocità dei battelli sulla Senna a 18 chilometri all'ora. Forse si tratta solo di un dettaglio mentre non c'è nulla di cui discutere sulle dimensioni, essendo un mezzo di 4,6 per 2,60 metri e capace di fluttuare fino a 60 centimetri dall'acqua.

Quattro passeggeri a bordo

I prototipi del taxi volante sono adesso in esposizione alla fiera Viva Tech di Parigi e come è possibile notare sono in grado di ospitare fino a quattro passeggeri oltre al guidatore. A proposito, si tratta di un mezzo completamente elettrico che presenta un vantaggio supplementare: può raggiungere anche quelle parti di fiumi e canali in cui è vietato transitare per il rischio di provocare onde o risucchi e dunque disagi agli argini. Ma che dire dei benefici per la qualità dell'aria ovvero per il contrasto all'inquinamento? Ecco allora che una soluzione di questo tipo potrebbe trovare accoglimento anche in altre grandi città come Londra.

E c'è anche la vera auto che vola

Può un'auto diventare un elicottero? Una di quelle per cui basta schiacciare un pulsante e in pochi minuti (tre per la precisione) e si stacca da terra per prendere il volo. Le più sfrenate fantasie diventano adesso realtà con PAL-V Liberty ovvero l'auto volante che fino a questo momento abbiamo visto solo nei film o nei fumetti. Il mezzo esiste ed è realtà: da auto si trasforma in elicottero. Certo, il costo di 399.000 dollari è proibitivo e ne fa un mezzo non per tutti, ma il primo passo è stato ufficialmente compiuto e chissà che nel giro di pochi anni non diventi un mezzo di trasporto di massa. E non si tratta di un mero progetto perché PAL-V Liberty sarà ufficialmente presentato al prossimo salone di Ginevra per poi essere messo in vendita già nei primi mesi del 2019. Insomma, la tabella di marcia è serrata e tutto lascia immaginare un grande successo.

Nell'analizzare le caratteristiche tecniche dell'auto volante occorre allora procedere con una distinzione di base. Perché su strada PAL-V Liberty è in grado si sfrecciare fino a 160 orari grazie alla spinta di un motore da 100 cavalli. Quando spicca il volo l velocità massima è di 185 orari per la presenza di un propulsore da 200 cavalli e con la possibilità di salire in quota fino a 3.500 metri con un range tra 400 e 500 chilometri in base al numero di passeggeri a boro. Sono quindi due i motori di cui è in dotazione, entrambi piccoli, tali da rendere il mezzo leggero e perciò capace di staccarsi da terra. Secondo il produttore, il consumo è pari a 7,6 litri di carburante ogni 100 chilometri, con un'autonomia dichiarata di 1.315 chilometri per via di un capiente serbatoio da 100 litri.

I posti a sedere sono solo due, pilota e passeggero, mentre per quanto riguarda la conformazione, le ruote sono tre e le pale sono ripiegate sul tetto dell'auto. Di conseguenza lo stile di guida su strada è simile a quello di una moto. Per rimanere sospeso in aria PAL-V Liberty usa invece il principio del giroplano come i droni. Il rotore gira sempre come un mulino a vento, anche senza essere alimentato da un motore.

E basta appunto un semplice click sul cruscotto e il mezzo si trasforma come una crisalide da auto a elicottero. Il punto di domanda è un altro: il mezzo può essere immatricolato? Ebbene, la risposta è affermativa nella maggior parte dei Paesi del mondo per via della conformità con le regole in vigore. Va da sé che poter guidare-pilotare l'auto volante sono indispensabili due patenti, una di guida e una di volo. E naturalmente non bisogna dimenticare il bisogno di spazio che questo veicolo necessita per decollare e per atterrare in sicurezza. Secondo il produttore siamo davanti a una prima mondiale e una vera pietra miliare per la mobilità, che cambierà il modo di spostarsi sul pianeta. Il sistema Real Time Travel Calculator prende in considerazione parametri come le opzioni di atterraggio e decollo, il peso dei passeggeri, del bagaglio, la velocità del vento e calcola quante fermate occorrono per arrivare a destinazione.

Molto interessante nell'immediato il biometano

E' complicato dire quale sarà il futuro delle auto. Ad intuzione molti risponderanno auto elettriche o ad idrogeno, ma gli sperti sono piuttosto divisi, e per le auto elettriche rimane il problema sempre dell'inquinamento, seppur minore. E allora, ecco chi ha pensato ad una ulteriore via di sviluppo ed ecco il biometano. E non lo ha fatto una marca qualasiasi ma la Volkswagen.

Occorre precisare da subito che gli unici che al momento possono utilizzare le Volkswagen a biometano sono i dipendenti della S.e.s.a, una impresa di Este, in provincia di Padova, dove abbiamo potuto fare questa prova sui modelli Polo e Golf Tgi che al momento vanno a metano e che in equesta realtà che produce biometano, funzionano anche con questo combustibile che deriva dal riciclod ei rifiuti umidi provenienti della cucina.
Dunque, il biometano non si può trovare ancora al distributore, in quanto non è permesso dalla legge, ma ci sta muovendo per poterlo fare arrivare anche perchè i vantaggi sono davvero tanti.
In primo luogo queste auto diventerebbe i veicoli meno inquinanti in assoluto, più ancora delle auto elettriche e non ci sarabbe nessun problema degli scarti.
Il costo dei rifornimento sarebbe assolutamente basso con un costo dimezzato all'incirca come rapporto benzina o diesel e chilometri percorsi. E ancora, da sottolineare, per il funzionamento delle auto a metano con il biometano non si dovrebbe fare nessuno cambiamento tecnico.
Il biometano viene relizzto grazie alla rccolta differenziata, con 70 Kg di scarti di cucina si possono produrre 4 Kg di metano con i quali si fanno circa 100 Km.
Il costo, se ci fosse una rete di distribuzone capillare dovrebbe essere di menod i 1 euro.

Non solo Vw

Tutto vero: Panda Natural Power è in grado di percorrere migliaia di chilometri in totale tranquillità e senza effetti collaterali sul motore. La prima prova è stato il controllo delle emissioni allo scarico sul banco a rulli. La seconda la verifica delle prestazioni del motore. E in entrambi i casi i tecnici Fca hanno acceso il semaforo verde. A rivelare il nuovo record raggiunto dall'auto ecologica alimentata con biometano dal ciclo idrico ricavato è la sperimentazione in corso. Il tempo gioca tutto dalla parte della speciale Fiat Panda perché ormai trascorso un anno dall'avvio dei test e le prospettive - nel caso di conferma delle premesse - non possono che essere brillanti. Stiamo infatti parlando di un'auto che fa del biocombustibile che si ottiene dall'acqua di scarto, dagli scarti di biomasse di origine agricola o dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani della raccolta differenziata la sua linfa vitale.

Di conseguenza l'impatto per l'ambiente sarebbe straordinariamente basso. Fiat Panda viaggia allora alimentata solo con biometano prodotto dall'impianto per la depurazione delle acque reflue del Gruppo CAP a Bresso-Niguarda, Milano. I suo tour prosegue senza soste, considerando che esattamente un anno fa, è partita dal Mirafiori Motor Village di Torino per il lancio del progetto a cui prende parte anche LifeGate, il network italiano per lo sviluppo sostenibile. Interessante notare come il rifornimento avvenga grazie al gas prodotto dal depuratore di Bresso-Niguarda che raccoglie le acque reflue dei Comuni di Paderno Dugnano, Cormano, Cusano Milanino e Cinisello Balsamo, per il coinvolgimento di quasi 300.000 persone.

Sono i tecnici di Fca a voler far sapere come i vantaggi del metano ricavato da fonti rinnovabili siano numerosi e reali, anche oltre Panda Natural Power. In prima battuta stiamo parlando di una fonte pressoché inesauribile e capace di garantire livelli di emissioni inquinanti e di gas serra allo scarico contenuti e di certo non paragonabili a quelli delle auto che vediamo tutti i giorni transitare sulle strade. In seconda battuta, alla luce del ciclo di produzione e dell'utilizzo del carburante, il suo impatto sull'ambiente è paragonabile a quello delle auto elettriche alimentate con energia rinnovabile. Il ricorso al biometano non richiede cambiamenti e alle auto alimentate a metano o alla rete di distribuzione. Facile allora intuire come possa migliorare le prestazioni ambientali di tutto il parco circolante e non solo dei nuovi veicoli.

Infine, ma non da ultimo, il successo del progetto Panda Natural Power permette di ridurre la dipendenza dal petrolio, crea occupazione nella filiera nazionale, contribuisce alla sostenibilità economica di aziende agricole e allevamenti, facilita il riutilizzo efficiente dei rifiuti e, se ottenuto da reflui fognari - fanno ancora notare dalle parti di Fca - consente una riduzione della tassa rifiuti locale.