Pasta, 3 piatti di pasta su 4 in Europa sono italiani. Regina del Made in Italy

A fornire i numeri aggiornati sulla diffusione della pasta italiana ci ha pensato l'Aidepi, l'Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane.

Pasta, 3 piatti di pasta su 4 in Europa

Sono italiani 3 piatti di pasta su 4 in Europa


Italia regina della pasta? Sì, in tutti i sensi perché i numeri rilevano che 3 piatti di pasta su 4 in Europa arrivano dall'interno dei confini nazionali. Non solo, ma oltre la metà della produzione finisce all'estero. Non ovunque nella stessa quantità perché ci sono alcuni Paesi che per tradizioni gastronomiche sono decisamente più abituati al consumo. Detto in un altro modo, tutti i pastifici italiano consegnano una quota della loro lavorazione all'export, rispetto a una media del 10% del totale delle aziende agroalimentari. Ma se Francia, Germania e Gran Bretagna sono quelli che aprono maggiormente le porte del made in Italy, le percentuali sono in forte crescita nei mercati dell'Est.

Chi mangia la pasta italiana

A fornire i numeri sulla diffusione della pasta italiana ci ha pensato l'Aidepi, l'Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane. Germania, Francia e Regno Unito sono quindi i tre mercati più importanti per le aziende nazionale con circa un miliardo di piatti di pasta serviti all'anno per un giro d'affari di quasi un miliardo di euro. Ma sono numeri in realtà ben maggiori se si allarga lo sguardo perché non sfuggono le performance di vendita in doppia cifra in Spagna, Belgio, Ucraina, Bielorussia e Lituania. Come fanno notare gli esperti, in controtendenza rispetto agli ultimi anni, l'export di pasta in Russia è torna di segno positivo (+9%).

Ma perché il mondo mangia sempre più pasta (italiana)? La ragione principale - rileva l'Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane - è il cambio di alimentazione. In Francia i consumatori sono attenti a una dieta senza sprechi e amica dell'ambiente. E anche se gli inglesi non mangiano molta pasta, tre su dieci considerano quella italiana la cucina migliore. E naturalmente il piatto italiano per eccellenza è a base di pasta: gli spaghetti al ragù di carne quelli alla bolognese, ma stanno guadagnando posizioni gli spaghetti con il pesto. E anche per i tedeschi la pasta sta diventando il piatto preferito, anche di più delle patate e della Schnitzel.

E per le preoccupazioni del glisofato

Non si tratta di una marcia indietro rispetto all'importazione del grano dall'estero per la produzione della pasta. Questo passaggio è di fatto impensabile perché il rifornimento fuori dai confini nazionali continua a rivelarsi indispensabile. Il no al grano proveniente dal Canada nei prodotti Barilla prende le mosse da un'altra constatazione: la preoccupazione per la possibile presenza di tracce di glifosato. Tanto per intenderci, si tratta dell'erbicida più conosciuto al mondo, vietato nella produzione di grano duro nella subito precedente alla raccolta, ma non in Canada e in altri Paesi. E in questa epoca di innalzamento del livello di consapevolezza è una precauzione necessaria.

Il passo indietro di Barilla rispetto al grano passibile di contaminazione con glifosato va inquadrato in una situazione generale che vede il gigante alimentare protagonista di un investimento da 240 milioni di euro in progetti che coinvolgono 5.000 imprese agricole italiane che coltivano una superficie di circa 65.000 ettari con un aumento dichiarato del 40% dei volumi di grano duro italiano nei prossimi tre anni. Di più: le importazioni di grano duro dal Canada sono comunque diminuite del 39,5% nel corso dell'anno precedente. E le ragioni sono evidenti: l'entrata in vigore del decreto che impone l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza del grano impiegato.

Grano: Italia leader con 3,2 milioni di tonnellate all'anno

Senza dimenticare che quando si tratta di pasta, l'Italia detiene il primato della produzione con 3,2 milioni di tonnellate all'anno davanti a Stati Uniti, Turchia, Brasile e Russia. Sulla vicenda è intervenuta anche Coldiretti, secondo cui in una situazione in cui un pacco di pasta su sette prodotto in Italia è prodotto con grano canadese. Di conseguenza la decisione di Barilla viene ritenuta una svolta storica. Si tratta infatti della principale industria pastaia del mondo che - ci tiene a sottolineare l'associazione dei coltivatori diretti - risponde alle sollecitazioni dei consumatori che chiedono garanzie di sicurezza alimentare.

La pasta, 5 validi benefici.  Dimagrire

La pasta e i suoi tanti benefici: non solo, stando a quanto emerge dalle ultime notizie, non farebbe ingrassare così come comunemente si pensa e dice ma anzi aiuterebbe a dimagrire e non solo. Tra gli tanti effetti benefici assicurati da un bel piatto di pasta considerata anche un aiuto a dormire meglio e ad essere più felici. Ma come si è arrivati a queste conclusioni?

Stando già a quanto emerso da una ricerca condotta qualche tempo fa dal Dipartimento di Epidemiologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, la pasta più che fare ingrassare è stata associata a una riduzione dell’obesità. La ricerca, infatti, studiando oltre 23.000 persone inserite in due grandi studi, è riuscita a dimostrare che mangiare pasta è decisamente salutare per l’indice di massa corporea, per garantire una minore circonferenza addominale e un miglior rapporto vita-fianchi.

La pasta rappresenta una componente fondamentale della tradizione mediterranea italiana e, come emerge dalla stessa ricerca, non c’è alcun motivo per rinunciarvi e non solo perché, come dimostrato, aiuterebbe a mantenere un giusto peso corporeo ma anche perché, secondo le ultime notizie, avrebbe anche tanti altri effetti benefici, come quello di sostenere il sonno e rendere felici.

Sonno e felicità

Se, infatti, la pasta è tra gli elementi fondamentali della dieta mediterranea che, nonostante le tante diete sempre in voga in ogni momento, continua ad essere considerata il migliore regime alimentare da seguire perché quello più completo ed equilibrato, in grado di garantire al nostro organismo ogni apporto di nutrienti necessario, da vitamine a proteine, sali minerali, grassi, ecc, risulterebbe anche un valido aiuto per dormire e anche per essere più felici, soprattutto quella di grano duro cotta al dente, grazie al ridotto indice glicemico.

Secondo l'endocrinologa e nutrizionista Serena Missori, la pasta non solo può essere consumata anche durante una dieta ma anche a cena e in tal caso riuscirebbe a garantire benefici a chi soffre di insonnia ed è molto stressato, perchè l'assorbimento dell'amminoacido triptofano favorisce la sintesi dell'ormone melatonina e della serotonina che conciliano rilassamento e sonno. Il rilassamento, a sua volta, riduce gli ormoni dello stress, come il cortisolo, che se, al contrario, abbondanti, contribuiscono solo ad aumento del peso. La serotonina, dal canto suo, invece, contribuisce a far sentire più felici. Perché, dunque, rinunciare al piacere di un bel piatto di pasta se mangiandola si può beneficiari di tutti questi inaspettati vantaggi?