Patente di guida italiana poco chiara: rischio multa da Ue

Stando alla direttiva europea oggetto di discussione, gli Stati membri istituiscono una patente nazionale di guida secondo il modello comunitario.

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Patenti italiane poco chiare


Patente di guida italiana da rifare per tutti? Forse sì perché per la Commissione europea è fuori norma. La lettera di costituzione in mora è già partita e la contestazione è di mancato rispetto delle regole precisate punto per punto nella direttiva dedicata. Se mal comune è mezzo gaudio, allora l'Italia non è la sola a essere stata ripresa dall'Europa perché nel mirino ci sono anche Germania, Lettonia e Paesi Bassi. Dal punto di vista formale, il nostro Paese ha due mesi di tempo per regolarizzare la propria posizione rispetto alla patente di guida ovvero per replicare difendendo la propria posizione. A quel punto spetta a Bruxelles decidere cosa fare ovvero se comminare o meno una multa.

Patenti italiane poco chiare

C'è una data da tenere presente: gli Stati devono si assicurasi che, entro il 19 gennaio 2033, tutte le patenti di guida rilasciate o in circolazione soddisfino tutti i requisiti della direttiva. E tra i passaggi considerati adesso poco chiari c'è quello sulla modalità utilizzata per segnalare l'obbligo di indossare occhiali da vista alla guida.

Cosa prevede la direttiva europea

Stando alla direttiva europea oggetto di discussione, gli Stati membri istituiscono una patente nazionale di guida secondo il modello comunitario con la sigla distintiva dello Stato membro che rilascia la patente di guida nell'emblema. Fatte salve le norme relative alla protezione dei dati, gli Stati membri possono inserire un supporto di memorizzazione nelle patenti. Previa consultazione della Commissione, gli Stati membri possono inserire dati supplementari, purché questo non interferisca in alcun modo con l'attuazione della direttiva.

Le patenti di guida rilasciate dagli Stati membri sono riconosciute reciprocamente. Se il titolare di una patente di guida nazionale in corso di validità sprovvista del periodo di validità amministrativa acquisisce la sua residenza normale in uno Stato membro diverso da quello che ha rilasciato la patente di guida, lo Stato membro ospitante può applicare alla patente i periodi di validità amministrativa rinnovando la patente di guida a partire da due anni dopo la data in cui il titolare ha acquisito la residenza normale nel suo territorio.

Tutti gli Stati sono chiamati ad adottare le disposizioni necessarie per evitare i rischi di falsificazione delle patenti di guida, compresi i rischi per i modelli di patente rilasciati prima dell'entrata in vigore della direttiva e ne informano la Commissione. In ogni caso, il materiale usato per la patente di guida deve essere protetto contro le falsificazioni in applicazione delle specifiche intese a modificare elementi non essenziali presente direttiva.