Pause lavoro più ampie per gran caldo e si può smettere di lavorare per legge

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Delle pause non si può fare a meno per ragioni di produttività perché senza riposo è impensabile riuscire a mantenere intatte le energie fisiche e mentali.

Pause lavoro più ampie per gran caldo e

Pause e lavoro, normativa 2019

Con il caldo non si scherza e sono le statistiche sul lavoro a ricordare i rischi che si corrono. Anche e soprattutto nel caso di impieghi faticosi, manuali e ripetitivi in ambienti chiusi, come le fabbriche e gli stabilimenti. Il punto di partenza per comprendere il rapporto tra pause e lavoro, quante ce ne devono essere, come comportarsi in caso di caldo e se si può smettere di lavorare per legge è rappresentato dalle normative 2019 in vigore che fissano appunto tempistiche ben precise da rispettare.

Le pause sono un diritto di ciascun lavoratore che l'azienda non può (quasi mai) negare, ma adesso vogliamo fare un passo in più in avanti e capire se per il gran caldo esiste il diritto di smettere di lavorare per legge.

Pause e lavoro, normativa 2019

C'è una ragione ben precisa per cui delle pause non si può proprio fare a meno ed è quella della produttività perché senza riposo è impensabile riuscire a mantenere intatte le energie fisiche e mentali. A tal proposito sono due gli aspetti di cui tenere conto. Innanzitutto ci sono le regole generali, secondo cui ai lavoratori spetta una pausa della durata di almeno dieci minuti di cui fruire in base all'organizzazione aziendale.

Poi ci sono le disposizioni interne sulle pause lavoro, che nelle aziende più strutturate sono il frutto di accordi tra sindacati e imprenditori, che fissano modalità più dettagliate della pausa lavoro. Il principio è chiaro: spetta ai vari contratti collettivi di lavoro di lavoro individuare tempi e modi più appropriati in base all'attività svolta.

Fermo restando che tutti hanno bisogno e diritto di pause frequenti dall'attività lavorativa, un conto è operare in un ufficio con l'aria condizionata, un altro in una fabbrica a stretto contatto di una fornace o anche all'aria aperta in un cantiere sotto al sole. Si tratta di particolarità che si vanno ad aggiungere alle eccezioni. La famosa pausa di dieci minuti non coinvolge proprio tutte le categorie di lavoratori.

Ce ne sono quattro che possono infatti organizzarsi con maggiore autonomia poiché l'orario di lavoro non è fisso e si tratta dei cosiddetti lavoratori mobili, dei dirigenti e più in generale del personale con funzioni direttive o potere decisionale, dei telelavoratori e lavoratori a domicilio, e dei collaboratori familiari, incluse badanti e colf.

Pause lavoro, si può smettere di lavorare per il caldo

A questo punto cerchiamo di capire se per il caldo eccessivo è possibile smettere di lavorare. La risposta è negativa, ma sono indispensabili alcune precisazioni. Il datore di lavoro ha il dovere di assicurare che le condizioni di lavoro siano quelle congrue e appropriate. Per capirci, anche all'interno di un ufficio è fondamentale che l'aria condizionata, se presente, rispetti limiti massimi (d'inverno) e minimi (d'estate) di temperatura.

Sono fissati per legge e i lavoratori devono comunque adeguarsi al di là della propria percezione di caldo e freddo. E se necessario, perché ad esempio il caldo è diventato torrido, l'azienda potrebbe anche sospendere l'attività lavorativa in attesa del miglioramento delle temperature.

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