Pensioni, Bce e la tempesta perfetta. Ammonita Italia per revisione riforma Fornero. Reazione e verità

Ci sono molto analogie con quanto aveva dichiarato alla vigilia della riforma Fornero nel 2011 quando in sella al governo c'era Silvio Berlusconi.

Pensioni, Bce e la tempesta perfetta. Am

Si ricomincia da quota 100


Non ci devono essere i presupposti per una tempesta perfetta, è quello che chiede che la Bce, o meglio esorta di evitare con il rialzi dei tassi probabile e prossimo e l'aumento del debito pubblico provocato dalle pensioni.
 

Il primo tuonante allarme della Banca centrale europea è sulle pensioni. Senza troppi giri di parole, l'Istituto di Francoforte scrive di alti rischi in riferimento alla doppia situazione italiana e spagnola con la preoccupazione anhe per l'altroe debito pubblico ed evitare la tempesta perfetta dei tassi che si potrebbe scatenare con prossimi rialzi. Sono tre le variabili che fanno sballare i conti pubblici: le deboli capacità di crescita economica fin qui economica, la transizione demografica non favorevole e il ritiro dei baby boomers. In riferimento alla situazione italiana e a quella spagnola, se le rigidità attuali dovessero essere messe in discussione, scatterebbe un warning. Stando invece così le cose, la spesa per pensioni salirebbe di tre punti percentuali controllabili, dal 15,7 al attuale al 18,4%.

Vulnerabilità in caso di rallentamenti dell'attività economica

Tutte le considerazione e l'analisi completa della Bce sono finite nell'ultima edizione del Bollettino economico che va in scia delle proiezioni di lungo periodo contenute nel Rapporto sull'invecchiamento realizzato dal Working group on ageing population della Commissione europea. Secondo la Bce, per i paesi con alti livelli di debito sono indispensabili ulteriori sforzi di consolidamento per condurre stabilmente il rapporto fra debito pubblico e Prodotto interno lordo su un percorso discendente, poiché il forte indebitamento li rende vulnerabili in caso di futuri rallentamenti dell'attività economica o di nuovi episodi di instabilità nei mercati finanziari.

Insomma, la posizione è estremamente chiara e di certo fa suonare più di un campanello d'allarme. In qualche modo ci sono molto analogie con quanto aveva dichiarato alla vigilia della riforma Fornero nel 2011 quando in sella al governo c'era Silvio Berlusconi. Questa volta a guidare il Paese ci sono Movimento 5 Stelle e Lega e la posizione non sembra affatto conciliante. Tutt'altro perché se per la Bce, l'Italia rischia a toccare le pensioni, il vicepremier Matteo Salvini invita la Bce a farsene una ragione perché la legge Fornero sarà smontata. La presa di posizione è netta e precisa ed è stata ribadita in occasione di una intervista a Radio Capital.

Si ricomincia da quota 100

E la nuova riforma delle pensioni dovrebbe prendere le mosse da quota 100 ovvero da quella somma di età anagrafica e anni di contribuzione da conquistare per accedere al trattamento previdenziale. Stando alle intenzioni di Salvini, la novità dovrebbe vedere la luce già nel 2019. Potrebbe infatti trovare spazio nella prossima legge di bilancio, facendo slittare le norme sulla revisione della pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Il vicepremier non mostra tentennamenti, ricordando a Confindustria, Bce e a Istat (tutti a più ripresi scettici rispetto alla riforma della legge Fornero) di aver messo in programma il cambiamento delle pensioni a iniziare da quota 100. E poco sembra importare l'avvertimento delle Banca centrale europea sull'occupazione ovvero l'altro lato della medaglia. Secondo Francoforte gli indicatori di breve periodo segnalano il perdurare del vigore del mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2018. Per ora.

Il vero problema nonostante quota 100, e altri sistemi, si vorrebbero realizzare subito, è quello dei conti pubblici che sono in costante e in continuo peggioramento e che anche l'esecutivo si trova a dover fare i conti con delle novità che certo non si aspettava come i 9 miliardi in più che non sono stati stati riscossi dalla rottamazione delle cartelle. E poi una manovra finanziaria correttiva che in diversi esperti e associazioni ensano che ci sia da fare, tra cui la Bce stessa, di altri 9 miliardi.

Proprio questi elementi fanno capire che la verità sulle pensioni come per molti altri temi è legata, purtroppo, a questi conti e che non si otrà fare niente subito, se non mettere le basi. Ma nessun intervento per tutti e generalizzato si potrà fare a breve come molti continuano a dire.