Pensioni, tasse, bonus 80 euro, aumento stipendi tra novità Legge di Bilancio Governo Pd-M5S

di Chiara Compagnucci pubblicato il
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Le misure già in discussione nel nuovo governo tra pensioni, tasse, salario minimo, bonus 80 euro: cosa ci sarà nella prossima Legge di Bilancio

Stringono i tempi sulla composizione del nuovo governo e il premier Conte, nuovamente incaricato dal presidente della Repubblica Mattarella per formare la nuova squadra di governo, si prepara a presentare la lista dei ministri. Importanti si riveleranno i nomi dei ministri per l’attuazione o il mantenimento delle misure già approvate dall’ormai ex governo Lega-M5S e la definizione di nuove misure.

Al momento, comunque, stando a quanto riportano le ultime notizie, la priorità sarebbe quella di ridurre il debito pubblico, ma sono diverse le ipotesi di lavoro sul capitolo pensioni, tasse, bonus Renzi da 80 euro, introduzione del salario minimo, novità per gli invalidi, da aumenti già promessi dalla Lega e ulteriori agevolazioni. Dunque, quali sono le novità che potrebbero arrivare nella prossima Legge di Bilancio con nuovo governo Pd-M5S?

Novità pensioni nuovo governo Pd-M5S

Partendo dal capitolo pensioni, particolarmente a cuore agli italiani, si pensa ad una ulteriore proroga dell’opzione donna anche nel 2020, nonostante si sia parlato di cancellazione della misura, mentre è in dubbio l’ape social e si balla ancora sulla novità pensioni di quota 100 introdotta dal governo Lega-M5S. Stando alle ultime notizie, infatti, ad oggi la maggior parte degli esponenti del nuovo governo soprattutto dalla parte del Pd, si dice contraria alla misura che impiegherebbe risorse economiche che invece sarebbe meglio usare per misure di riduzione del debito pubblico.

Tuttavia, le ipotesi in ballo sono diverse: mentre, infatti, c’è chi pensa già alla cancellazione di quota 100, si parla anche di possibilità di rivedere i requisiti per andare in pensione con quota 100, aumentando il requisito anagrafico da 62 a 64 anni e facendola durare non fino al 2021 come attualmente previsto ma al 2020, risparmiando soldi da impiegare per il deficit; o di lasciare la quota 100 così com’è fino alla sua naturale scadenza al 2021, senza ulteriori proroghe.

Novità tasse e bonus 80 euro con nuovo governo Pd-M5S

Stando a quanto riportato nel documento con le linee programmatiche del governo, tra le misure principali da attuare vi sono, tra le altre, in tema di tasse:

  1. riduzione delle tasse sul lavoro, per sostenere i lavoratori;
  2. stabilire un giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, per evitare lo sfruttamento dei professionisti;
  3. introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni;
  4. definire misure agevoli per conciliazione tra lavoro e vita privata.

Il capitolo tasse è quello su cui gli italiani attendono particolarmente: la priorità del nuovo governo Pd-M5S, come riportano le ultime notizie, è quella di bloccare Iva e le accise sulle benzina, ma ci sarebbero in ballo, tra le altre, anche le ipotesi di accorpamento Imu-Tasi, revisione del sistema fiscale in generale, che, però, non dovrebbe essere inserita nella nuova Legge Bilancio che, però, dovrebbe prevedere o taglio cuneo fiscale o estensione bonus 80 euro.

Per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale, l’intenzione del Pd sarebbe quella di ridurre la pressione sui lavoratori, mentre il M5S pensa anche alle imprese, proponendo una rimodulazione degli scaglioni Irpef, riducendoli a tre aliquote, e un ampliamento della no tax area a 10 mila euro.

Passando al bonus Renzi da 80 euro, potrebbe essere esteso anche agli incapienti: stando alle ultime notizie, infatti, piuttosto che cancellare il bonus, come era stato paventato qualche tempo fa, si potrebbe lavorare su un ampliamento dei beneficiari della misura anche a chi rientra nella no tax area e a titolari redditi bassi ed esenti Irpef. Se la misura rientrasse nella prossima Legge di Bilancio e quindi al via nel prossimo 2020, interesserebbe, secondo le stime, circa 5-6 milioni di contribuenti.

Salario minimo con nuovo governo Pd-M5S

Tra i punti programmatici del nuovo governo Pd-M5S c’è anche quello di introduzione del salario minimo, con aumento degli stipendi, per tutelare e assicurare garanzie a tutti i lavoratori. Attualmente nel nostro Paese a stabilire la paga minima oraria garantita per i lavoratori sono i contratti collettivi nazionali di lavoro, in base a settori di lavoro, mentre negli altri Paesi esiste da legge un salario minimo garantito. La proposta del M5S in tal senso stabilisce a nove euro lordi l’ora la retribuzione minima oraria.

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