Piccole imprese, come fare domanda per prestito coronavirus Decreto liquidità

di Chiara Compagnucci pubblicato il
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Piccole imprese, prestiti nel decreto liquidità

La facilitazione delle operazioni è una delle caratteristiche principali dell'impianto normativo di emergenza messo in piedi per chiedere un prestito per coronavirus.

Ci sono le piccole imprese a poter fruire in piena regola del sistema di prestito facilitato messo in piedi dal governo nell'ambito del decreto Liquidità.

L'urgenza con cui l'esecutivo ha messo in piedi questo pacchetto di provvedimenti va ricondotto alla violenza delle conseguenze economiche per le piccole realtà italiane in seguito alla diffusione del contagio del coronavirus.

Da una parte l'esecutivo ha fissato i contorni entro cui le imprese possono muoversi ovvero i requisiti richiesti in termini di lavoratori dipendenti e di fatturato.

E dall'altra ha fissato le modalità di presentazione della domanda che, rispetto alla procedura standard, è semplificata e le verifiche sul rispetto delle condizioni richieste scattano solo in un secondo momento.

Proprio la facilitazione delle operazioni è una delle caratteristiche principali dell'impianto normativo di emergenza messo in piedi da Palazzo Chigi.

Il tutto senza dimenticare che a fare la differenza saranno naturalmente i tassi di interesse applicati al prestito per coronavirus concesso alle piccole imprese. Approfondiamo in questo articolo

  • Coronavirus, come fare domanda per prestito piccole imprese
  • Piccole imprese, prestiti nel decreto liquidità

 

Coronavirus, come fare domanda per prestito piccole imprese

Sono due gli aspetti di cui tenere conto nella fase di domanda per accedere al prestito per le piccole imprese: le dimensioni e il fatturato.

Nel primo caso, l'azienda deve essere inferiore di 499 dipendenti, nel secondo i prestiti sono concessi alle realtà con fatturato fino a 800.000 euro e fino al 15% del fatturato, quindi per un massimo di 120.000 euro.

La domanda va presentata alla propria banca o attraverso un Confidi accreditato. La scrematura all'ingresso è piuttosto limitata poiché sono ammesse anche le imprese con procedura attiva del concordato con continuità aziendale dopo il 31 dicembre 2019, ma anche quelle con sconfinanti deteriorate, esposizioni scadute, inadempienze probabili.

La sola condizione richiesta in questi ultimi casi è che la classificazione sia seguente al 31 gennaio 2020. Un ruolo centrale sarà ricoperto dal comitato di gestione del Fondo di garanzia per le piccole imprese, le cui risposte alle istanze di accesso saranno decisive nella tempistica di concessione dell'importo.

Prima ancora servirà il via libera ai nuovi provvedimenti da parte della Commissione europea. Dai ministeri trapela comunque fiducia sulla riduzione delle tempistiche ovvero che il definitivo via libera possa arrivare a breve. Dopodiché, per i prestiti fino a 25.000 euro non è prevista alcuna istruttoria sui conti dell'impresa.

Piccole imprese, prestiti nel decreto liquidità

In base a quanto precisato nel decreto Liquidità, il prestito può essere attivato solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a favore di imprese e professionisti.

Previsti tempi restituzione fino a 6 anni e inizio del rimborso tra 18 e 24 mesi e tassi di interesse tra 0,2 e 0,5%.

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