Pomodoro Pachino dal Camerun è una bufala ma le difficoltà restano

Scongiurato la presenza di pomodori pachino dal Camerun, le difficoltà sono tutte sul tappeto: la liberalizzazione mette i produttori siciliani in difficoltà.

Pomodoro Pachino dal Camerun è una bufal

Pomodoro Pachino dal Camerun


Come se non bastasse, ai tanti problemi con cui sono alle prese i prodotti agroalimentari italiani si aggiunge quello delle bufale. E a essere coinvolto è una eccellenza come quella dei pomodori pachino. Il sospetto (o meglio, la bufala) era l'ingresso di pomodorino dal Camerun. Non solo è circolata la voce che il ciliegino pachino Igp arrivasse dall'Africa, ma Ispettorato repressione frodi, Agenzia delle dogane e Ministero dell'Agricoltura si sono dovuti attivare per esguire gli accertamenti del caso. L'esito è stato negativo: significa che se a Pachino gli agricoltori sono in crisi, la ragione non è da ricerca nell'arrivo in Italia di prodotti concorrenziali stranieri ovvero provenienti dal Camerun.

In ogni caso si tratta di un tassello in un mosaico più ampio perché lo stesso dicastero ha promesso controlli più serrati in collaborazione con l'Ispettorato repressione frodi e Carabinieri forestali. E per rilanciare il prodotto si punta a una più stretta collaborazione con la grande distribuzione per una campagna straordinaria di vendita e promozione nei supermercati in Italia dei pomodori ciliegino siciliani e del Pomodoro Pachino Igp con l'ausilio dell'Organizzazione interprofessionale Ortofrutta Italia.

Ma i problemi restano

Scongiurato la presenza di pomodori pachino dal Camerun, le difficoltà sono tutte sul tappeto e sono sintetizzate da una evidenza: non conviene più raccogliere questa apprezzata variante. Il prezzo di mercato è in picchiata proprio per via delle importazioni dai paesi esteri, in particolare da quelli del nord Africa per via della liberalizzazione stabilita con i trattati europei. Ma se i produttori stranieri hanno costi di produzione più bassi come fanno quelli siciliani a competere? Inevitabile allora che a rimetterci è il consumatore perché vede il costo finale alzarsi e dunque finisce con il reputare troppo costoso questo prodotto.

Le cifre sono state raccontate da un imprenditore agricolo per raccontare una crisi che sta travolgendo il comparto: produrre un chilo di pomodoro costa un euro tra l'acquisto della piantina e i costi della plastica, dei gancetti, delle tasse, degli operai che devono raccoglierlo e poi trasportarlo. E se adesso il ciliegino si vende a 50-60 centesimi al chilo e il pomodoro da insalata a 30, ha ancora senso raccoglierlo? La domanda ha raggiunto il ministro Maurizio Martina, secondo cui gli agricoltori di Pachino hanno bisogno di sostegno, non di false informazioni come quella della presunta invasione di pomodori dal Camerun.







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di Chiara Compagnucci pubblicato il