Poste, in corso selezioni partner assicurazione auto

Poste Italiane sta scegliendo un partner per le assicurazioni auto, per estendere i propri servizi

Poste, in corso selezioni partner assicu

Poste: in corso selezione partner per assicurazione auto


Cambiano e si allargano le strategie di Poste italiane con la decisione di estende l'offerta a numerosi servizi e in questo si va a porre l'idea di completare l'offerta assicurativa del ramo danni, includendo il segmento dell'auto.

Assicurazioni Auto

Nulla di sorprendente perché è da tempo che il player sta seguendo un percorso parallelo a quello storicamente conosciuto. Non solo, ma l'annuncio della selezione in corso da parte di Poste Italiane di potenziali partner per l'assicurazione auto va esattamente in linea con i programmi annunciati dall'amministratore delegato Matteo Del Fante in occasione della presentazione del piano industriale Deliver 2022. Tra l'altro i numeri particolarmente brillanti che Poste è in grado di esibire in questa prima parte dell'anno rappresentano il miglior viatico per sperimentare strade nuove e alternative a quelle tradizionali. Il rischio, ma sicuramente calcolato da parte della dirigenza, è che si perdano di vista le tappe fondamentali nel tentativo di voler fare troppo cose, anche distanti dalla mission originaria.

Accordo Poste Italiane e Intesa

L'accordo tra Poste Italiane e Intesa Sanpaolo è importante proprio per via delle ripercussioni dirette sulla clientela di entrambi gli istituti. Per intenderci, Poste può adesso proporre prestiti e prodotti di risparmio di Intesa Sanpaolo mentre per quest'ultimi diventa più immediato ricaricare la carta PostePay o eseguire un versamento con bollettino tramite i canali fisici e remoti. Stando ai termini dell'intesa sulla distribuzione di prodotti e servizi, la validità è di tre anni e l'accordo non è esclusivo. Significa che entrambe la parti possono stipulare altre collaborazioni. Non solo mutui e prestiti personali, oggetto della partnership sono anche prodotti di wealth & asset management gestiti da Eurizon Capital. Entrambi gli isituti puntano allora ad allargare la clientela ovvero ad aumentare gli spazi di business. Resta da vedere se elaboreranno, come prevedibile, una strategia commerciale per rendere questa intesa più produttiva sia per Poste Italiane e sia Intesa Sanpaolo.

Poste Italiane non vuole farsi trovare impreparata alla sfida della modernità. Soprattutto in virtù del ruolo di più grande operatore che riveste in Italia nel settore dei pagamenti con oltre venticinque milioni di carte emesse. E quale occasione migliore per avviare questo percorso di innovazione se non quella di avviare una collaborazione con Talent garden, lo spazio co-working fondato da Davide Dattoli presente in diverse città europee? Non è un mistero, quindi, che Poste Italiane studia la moneta del futuro. E i pagamenti innovativi.

Ulteriori obiettivi, e la sfida dei pacchi

Possiamo affermare che Poste italiane è stata fortunata nella sfortuna? Da una parte il web e la posta elettronica hanno di fatto ucciso le tradizionali lettere. Ma dall'altra, Internet ha favorito il business dell'ecommerce, che in Italia non ha ancora raggiunto le massime vette, ovvero dei pacchi da recapitare nelle abitazioni degli acquirenti. Ed è proprio questo il segmento di mercato in cui Poste italiane potrebbe giocare meglio. E in effetti ha un corriere tutto suo, ma che ha mostrato di recente qualche crepa di troppo. E a dirla tutta, anche sul versante della più tradizionale corrispondenza cartacea, Poste deve guardarsi alle spalle dalla concorrenza di Nexive e altri player privati che stanno rosicchiando quote di mercato. Nel nuovo piano industriale 2018, un ampio capitolo sarà dedicato a questo comparto.
C'è l'obiettivo di poter arrivare ad una consegna delle lettere e dei pacchi ad orari flessibili anche in serata nella grandi città e più volte al giorno. Almeno due volte, una al mattino e una al pomeriggio, non posticipando al giorno dopo l'eventuale consegna sia delle lettere che della posta. E questa possibilità si è trovata grazie all'accordo siglato con i sindacati a livello nazionale da qualche giorno. L'obiettivo finale , almeno nelle grandi città sarà arrivare alla consegna in qualche ora, aprendo a settori quali quelli del fresco, come alimentare, frutt e verdura (a livello ovviamente solo di consegne)

E si era già parlato di Rc auto

Se l'obiettivo di Poste è diversificare il business, ecco che il ceo Del Fante si è reso conto come il segmento delle assicurazioni sia particolarmente fruttuoso. L'esperienza di Poste Vita si sta rivelando piuttosto interessante (nel primo semestre 2017 ha raggiunto premi netti per oltre 11 miliardi di euro) e nelle intenzioni si tratta solo di un passaggio intermedio verso lo sviluppo di una presenza più capillare. Il prossimo passo potrebbe essere quello delle Rc ovvero della vendita di polizze danni allo sportello. Già da tempo questo scenario è nelle mire del gruppo e adesso potrebbe passare dalle parole ai fatti grazie alla compagnia Danni e le decine di migliaia di clienti a cui può già fare riferimento. Anche questo versante è destinato a entrare di diritto nel piano industriale che aspetta solo di diventare di dominio pubblico. E si promette prezzi mai visti con sconti importanti applicando quello che finora le altre compagnie non hano fatto ovevro la scatola nera, l'etilometro, ma in generale una serie di prezzi davvero ipercompetitivi.

Rimane in piedi l'operatore virtuale

L'altro punto strategico da non perdere di vista è che PosteMobile non intende rinunciare alla sua attività di player nel campo della telefonia. A distanza di 10 anni dalla sua costituzione intende andare avanti nel percorso di offerta di servizi di telefonia cellulare e fissa, e connessione ad Internet in mobilità sia sul segmento consumer e sia su quello business. In fin dei conti può contare su patrimonio di 3,7 milioni di clienti, naturalmente da migliorare. Senza contare che sotto l'ombrello di PosteMobile finiscono anche servizi di m-payment, di m-banking e di mobile commerce, basati sull'integrazione della scheda SIM con i tanti e diversificati strumenti di pagamento BancoPosta.

Poste accordo con la Guardia di Finanza

Contrasto all'evasione, all'elusione e alle frodi fiscali. È l'obiettivo di un protocollo di intesa firmato dall'amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, e dal comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi. L'obiettivo è presto detto: rafforzare il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, alla criminalità economica e finanziaria e al riciclaggio, ma anche alla falsificazione e alle frodi sui sistemi di pagamento. Obiettivi ambiziosi rispetto ai quali Poste Italiane mette a disposizione delle Fiamme gialle il proprio patrimonio informatico anche per l'accertamento e la tutela dell’identità digitale del cittadino, costituendo una task force per lo studio dei nuovi scenari criminali. Il canale di comunicazione via web è rappresentato dalla Identity Check per la segnalazione di informazioni rilevanti per prevenire e reprimere le frodi, ma anche l'evasione fiscale attravrso ad esempio conti correnti Postali o servizi come Postepay.

A completamento delle iniziative che bollono in pentola e a dimostrazione di come la società di Del Fante stia cambiando pelle, Poste Italiane mette in rete i contratti con i fornitori, con il dettaglio di durata, costi e aggiudicatari. L'iniziativa avviata ieri (in rete la finestra "Contratti Aperti e Trasparenti") punta a rendere trasparente la gestione degli appalti e dei subappalti fatti dall'azienda. In qualche modo si tratta di un tassello ulteriore del complesso mosaico che comprende anche l'intesa raggiunta con le Fiammme gialle per contrastare l'evasione. Il punto di riferimento è il sito delle Poste Italiane (non a caso tra quelli più presi di mira da hacker e malintenzionati, poiché ospita i dati relativi al 2017: in tutto i contratti sono 303 per un valore di 532 milioni di euro.

A spulciare più a fondo tra le tante informazioni presente nella piattaforma web, viene fuori come tra i contratti freschi di stipula ci sia una consulenza da 3,5 milioni di euro a Prometeia per la manutenzione evolutiva dei servizi finanziari, una da 530.000 euro a Ernst & Young per la fidelizzazione dei clienti del Bancoposta. Volendo entrare nel dettaglio degli ambito merceologici, i 279 contratti sono così suddivisi:

  1. ICT 31 contratti per un importo di 196,94 milioni di euro
  2. Servizi Immobiliari 27 contratti per un importo di 78,47 milioni di euro
  3. Lavori Immobiliari 180 contratti per un importo di 72,59 milioni di euro
  4. Servizi Finanziari Bancoposta 5 contratti per un importo di 7,61 milioni di euro
  5. Logistica 23 contratti per un importo di 34,85 milioni di euro
  6. Servizi Generali 3 contratti per un importo di 8,62 milioni di euro
  7. Tecnologie Postali 1 contratto per un importo di 8,30 milioni di euro
  8. Altro 9 contratti per un importo di 34,90 milioni di euro

A detta del direttore della divisione Corporate Affairs di Poste, Giuseppe Lasco, si tratta di uno strumento per accrescere in tutta la filiera economica del gruppo la cultura della legalità. Il tutto è comunque da inquadrare alla luce dell'accordo con la Guardia di finanza per collaborare nel contrasto all'evasione, all'elusione e alle frodi.

Riscossione multe più severe anche con Poste

C'è un problema di fondo che riguarda le multe in Italia ed è quello della riscossione di quanto richiesto ai contribuenti. La conseguenza, come fa notare il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, è che le multe si trasforma in cartelle esattoriale ovvero in sanzioni e interessi aggiuntivi da corrispondere da parte dei contribuenti. Tuttavia c'è un aspetto che mette al centro dei suoi ragionamenti e che rappresenta la linea di indirizzo per il futuro: gli inviti al pagamento che consentono di mettersi volontariamente in regola con il fisco sono efficaci e rappresentano uno strumento da migliorare, ma comunque su cui insistere. Questo almeno in via ufficiale, perché poi le Entrate hanno intenzione di seguire un'altra strada e passa da interventi di riscossione iper veloci senza perdite di tempo.

Tempi rapidi per riscuotere sanzioni e uso ganasce fisiche e fiscali

Stando alle regole che cambiano, si prospetta vita dura per gli automobilisti indisciplinati. Le multe ricevute per violazione del codice della strada - un parcheggio in area vietata o lo sforamento dei limiti di velocità su una strada extraurbana - diventeranno subito esecutivo ai fino della riscossione e potrebbero anche essere usate le stesse Poste Italiane oltre che i Comuni per l'obiettivo. Lo ha detto chiaro e tondo lo stesso numero uno dell'Agenzia di XX Settembre, spiegando come, al pari di quanto già avviene con i debiti per mancati contributi previdenziali versati o debiti erariali, sia necessario allargare alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada la validità immediata dell'atto notificato all'ente, anche ai fini dell'esecuzione forzata a mezzo ruolo. C'è proprio quella parola forzata che è destinata a fare la differenza rispetto al passato. Ergo: si ricorrerà con sempre maggiore frequenza alle cosiddette ganasce fiscali ovvero al fermo amministrativo dei veicoli.

Le ganasce fiscali sono un fermo amministrativo che consiste in una misura cautelare, attivata dalll'agente della riscossione, attraverso la trascrizione del fermo del veicolo nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare. Se dopo il fermo il debito continua a non essere pagato, l'Agenzia delle entrate può sottoporre l'auto a pignoramento e venderla all'asta. Naturalmente è sempre possibile cancellare il fermo amministrativo. Basta esibire allo stesso Pubblico registro automobilistico il provvedimento di revoca che l'agente della riscossione rilascia all'atto del pagamento della multa, con tanto di sanzioni e interessi.

Pugno duro, dunque, ma anche e soprattutto rapido e incisivo. Come spiegato da Ruffini, il ruolo dell'Agenzia delle entrate sarebbe quello di intervenire nella fase esecutiva, senza riprendere la notifica della cartella di pagamento. Numeri alla mano, quelli che spingono all'applicazione di regole differenti rispetto a quelle adesso in vigore, ammonta a circa un milione e mezzo la quantità di cartelle relative a sanzioni amministrative stradali. Volendo fare un paragone, in sei anni l'ormai ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso in mano alle Entrate che è subentrata nell'esercizio delle mansioni e nella gestione delle nuove pratiche di riscossione, ha incamerato per conto dei Comuni oltre quattro miliardi con le cartelle e dal 2000 a oggi ha portato a incassare 34,56 miliardi di euro.

Tornando alle rc auto, svolta 10 luglio?

L'auspicio è che naturalmente questa possa essere realmente la volta buona per quelli sconti sull'Rc auto così tanto vagheggiati ma ancora non raggiunti. Di nuovo c'è che nella relazione del Regolamento Ivass c'è una data da cui, almeno in teoria, non si dovrebbe scappare ed è quella del 10 luglio. Tra poco meno di tre mesi gli sconti dovrebbero diventare obbligatori in caso di accettazione di alcune condizioni. Come l'installazione della scatola nera sul proprio veicolo ovvero quel dispositivo in grado di tracciare i movimenti e aiutare le compagnie di assicurazioni a ricostruire con più facilità dinamica e responsabilità di un eventuale incidente. Ma anche l'alcolock ovvero l'apparecchiatura per stimare il tasso alcolemico del conducente dell'auto.

Più precisamente sono due le due tipologie di sconto di cui possono beneficiare gli automobilisti al momento della sottoscrizione di una polizza assicurativa. O meglio, sono obbligati a farsele riconoscere. Il primo sconto passa dalla presenza di una di queste tre condizioni: ispezione preventiva del veicolo a spese dell'assicuratore; installazione o presenza sul veicolo di meccanismi elettronici che ne registrano l'attività, installazione o presenza sul veicolo di meccanismi elettronici che impediscono l'avvio del motore in caso di tasso alcolemico del guidatore superiore ai limiti di legge per la conduzione di veicoli a motore. Basta che una di queste tre sia rispettata e il costo della Rc auto deve andare necessariamente giù rispetto al prezzo di partenza.

In seconda battuta, l'agevolazione sul costo dell'assicurazione scatta nei confronti di quegli automobilisti che negli ultimi quattro anni non hanno provocato sinistri con responsabilità esclusiva o principale o paritaria. Anche in questo caso ci sono due condizioni precise da rispettare: devono aver installato (o comunque devono farlo) meccanismi elettronici che registrano l'attività del veicolo. Il riferimento è naturalmente alla scatola nera o dispositivi equivalenti. La seconda condizione limita invece il bacino dell'utenza perché per ricevere lo sconto viene chiesta la residenza nelle province a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato. A stabilire le tabelle ci pensa sempre l'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

Lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità

Come spiegato, la norma punta a garantire agli assicurati il riconoscimento di sconti sul premio in ragione della riduzione del rischio a carico dell’impresa connesso al ricorrere di una o più delle condizioni indicate, nonché alla progressiva riduzione delle differenze dei premi Rc auto applicati sul territorio nazionale, a parità di rischio, nei confronti degli assicurati virtuosi residenti nelle province a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato. Quali sono? L'elenco comprende Bari, Barletta Andria Trani, Benevento, Bologna, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Crotone, Firenze, Foggia, Genova, La Spezia, Latina, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Messina, Napoli, Palermo, Pisa, Pistoia, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Taranto, Vibo Valentia.

Nel frattempo...

Sempre più scatole nere e altri sistemi di sicurezza come l'etilometro come indicano le nuove norme per avere sconti per le rc auto. Ma questi sconti soo ancora miseri, nonostante l'impegno che si deve avere mettere per inserire questi dispositivi tra cui oltre le scatole nere c'è l'etilometro. E poi sono ancora poche le offerte che lo permettono,

La situazione inizia ad assumere caratteri paradossali perché il governo ha varato un decreto con cui spinge per far installare le scatole nere nelle automobili a fini assicurativi promettendo in cambio risparmi sulla Rc auto. Peccato solo che, bene che vada, il taglio del costi arriva al 12%. Stiamo parlando di quei dispositivi, la cui installazione è a carico della stessa società di assicurazione, che tracciano gli spostamenti e il comportamento del veicolo. Di conseguenza sono un prezioso alleato ai fini della ricostruzione dei fatti in caso di incidenti ovvero dell'individuazione delle responsabilità dell'incidente. La scatola nera è anche un potente geolocalizzatore, con tutte le conseguenze che comporta,

Resta allora da chiedersi fino a che punto convenga installare la scatola nera sulla propria auto ovvero se gli sconti promessi corrispondono a quelli reali. Eppure il trend è chiaro: se nel 2013 la quota di auto modificate si attestava all'11%, alla fine del terzo trimestre dello scorso anno saliva al 20,3% (dati Ivass, Istituto di vigilanza sulle assicurazioni). E con il decreto Concorrenza, queste cifre sono destinate ad aumentare nel corso dell'anno. Il punto è che il risparmio ottenuto non va al di là del 12%. Certo, ci sono tanti indicatori da prendere in considerazione, come la zona di residenza dell'assicurato e l'età, ma l'impatto appare inferiore alle aspettative.

Stando alle regole in vigore, rilanciate appunto con il decreto Concorrenza approvato lo scorso anno e che vedrà produrre nel corso del 2018 i suoi effetti, le scatole nere sono concesse all'automobilista in comodato d'uso gratuito. Significa che l'utilizzo non comporta alcun costo per l'assicurato. Anche l'installazione del dispositivo è gratuita poiché i costi sono a carico della compagnia assicurativa. La scatola nera può essere disinstallata alla scadenza della polizza se l'automobilista cambia compagnia assicurativa o se decide di passare a una polizza tradizionale. In caso di vendita o di rottamazione dell'auto, il dispositivo va rimosso e restituito alla compagnia di assicurazione.

Dati Ivass alla mano, il premio medio per la garanzia Rc auto nel terzo trimestre del 2017 è pari a 420 euro mentre il 50% degli assicurati paga meno di 378 euro. Il trend dei prezzi mostra segnali di rialzo: nel corso del trimestre analizzato il prezzo medio è aumentato del 2% e ha inciso sulla riduzione dei prezzi rilevata su base annua che si contrae attestandosi al -1,3%. La dispersione dei costi è differenziata nel territorio: i prezzi tendono a essere meno differenziati nelle province meridionali in cui il sistema di bonus malus è stato meno efficiente. La maggiore dispersione dei prezzi riscontrata nelle polizze telematiche sembra indicare che la scatola nera consente misure più precise dei rischi assicurati che si riflettono positivamente sulle tariffe.

Assicurazione Rc auto in città si impenna

La Rc auto, l’assicurazione in caso di incidenti che è obbligatoria per la circolazione dei veicoli, può riservare alcune sorprese sgradite. Come quella che riguarda le tariffe che, specialmente in città, si impennano in base al Cap. Sembra incredibile ma invece è tutto vero. E non un segreto di Pulcinella visto che di casi se ne sono registrati e se ne registrano diversi. In pratica, grazie a un’indagine del “Corriere della Sera” si è scoperto che in alcune grandi città l’esosità della propria Rc auto può variare in maniera sensibile, anche tra abitanti della stessa strada. Oppure in altri casi basta un Cap diverso per alimentare differenze non marginali.

Gli esempi che confermano questa convinzione sono tantissimi. L’assicurazione Rc auto in città si impenna. L’aumento, sostanziale a volte a parità di condizioni ovviamente, è indipendente dalla condotta più o meno dignitosa. E questo può succedere anche a chi abita a pochi metri di distanza nella stessa strada. D’altra parte ci sono casi come questi recentemente avvenuti a Milano.

Oppure, come è successo a Napoli le cifre cambiano in base al Cap. Se per esempio, si parla di un’assicurazione intestata a un cittadino che risiede nel Cap 80139, e non, 80128, 80129 oppure ancora 80127, ebbene questa può risultare più elevata, anche di molto, rispetto ai concittadini che abitano in un altro quartiere. Possibili aumenti anche del quattro per cento. Che per quelli che occupano le prime classi della scala assicurativa, quelle virtuose per intenderci, può tradursi in una differenza che sfiora i duecento euro.

Cosa succede nelle altra città

Se a Milano e a Napoli abbiamo visto alcuni esempi di tariffe Rc auto che si impennano nelle città, il quadro non sembra diverso altrove. Basta vedere cosa succede nelle altre città per rendersene conto. A questo proposito esistono ricerche recenti, molto attendibili, che parlano di aumenti anche del 18 per cento registrati a Bari per gli stessi motivi, aumenti che sfiorano il dodici per cento a Torino per fermarsi a un non ‘disonorevole’ undici per cento a Roma.

Ultima Firenze dove questo discrimine si è fermato a un più blando 2,15%. Ma non sempre funziona così. O meglio non sempre dovrebbe essere sempre così. Rappresentano delle eccezioni, alcune tra le grandi città capoluogo prese esame per sperimentare la situazione come: Bologna, Venezia, Cagliari e Palermo dove episodi come questi, nonostante la differenza di Cap, non si presentano.

E cambia anche....

Il punto è che sotto il profilo assicurativo i parametri univoci che definiscano un neopatentato non sono sempre gli stessi. Significa che ciascuna compagnia assicurativa si muove in completa autonomia ovvero applica le proprie condizioni. E che la situazione assuma spesso caratteri paradossali è dimostrato dalla presenza in questa categoria (non sempre, sia chiaro) dei guidatori che hanno conseguito da 3 anni e non, come da regola, coloro che hanno conseguito l'abilitazione alla guida da meno di un anno. C'è allora chi parla di grande fregatura della Rc auto perché i passaggi sono i seguenti. cambia la città, si modificano i parametri delle compagnie di assicurazione e varia l'importo richiesto ai neopatentati per muoversi nelle città. E le differenze di costi sono spesso e volentieri di rilievo.

E allora è bastato poco per scoprire come i costi varino con una sorprendente facilità in base alla città in cui si assicura un neopatentato italiano. A eseguire questa operazione ci ha pensato il portale di comparazione dei prezzi facile.it con la simulazione del costo dell'Rc auto per i diciottenni residenti in alcune delle principali città italiane. Naturalmente due aspetti sono rimasti fissi ovvero il modello di auto e la classe di merito ovvero l'ultima, la quattordicesima. Cosa è saltato fuori? Che a Milano la tariffa per assicurare l'auto per la prima volta è più conveniente che altrove per via della cifra richiesta di 746 euro. L'impegno di spesa sale a 871 euro a Bologna, a 943 euro a Roma, a 979 euro a Cagliari. Insomma, la differenza di costi è già superiore alla soglia di 200 euro. Ma è solo l'inizio.

Basta infatti spostarsi nelle regioni del meridione d'Italia per andare in contro a importi ben più che raddoppiati. Uno dopo l'altro che la miglior tariffa per un nuovo automobilista diciottenne residente a Palermo è pari a 1.152 euro, a 1.234 euro a Bari e a 1.924 euro a Napoli. Tra le ragioni ce n'è una da non sottovalutare. Nel sud la patente di guida si consegue circa 8 mesi prima che nel resto d'Italia. Più esattamente, in Basilicata, Sicilia e Campania ci si mette al volante a 20 anni e 7 mesi. All'opposto, i tempi si allungano nel caso della Sardegna con i suoi 22 anni di media, della Liguria con 21 anni e 11 mesi e dell'Emilia Romagna con 21 anni e 8 mesi. Da segnalare anche la differenza di genere: le donne si mettono alla guida per la prima volta a 21 anni e 9 mesi ovvero 1 anno dopo rispetto ai 20 anni e 8 mesi degli uomini.