Primo spazioporto italiano nascerà in Puglia per droni e voli spaziali. Il primo nel 2020

Si apre così anche per l'Italia la prospettiva di recitare un ruolo da protagonista di un settore con un volume di affari stimato in miliardi di dollari.

Primo spazioporto italiano nascerà in Pu

Primo spazioporto italiano in Puglia


È la Puglia a balzare agli onori delle cronache per ospitare il primo aeroporto italiano per il turismo nello spazio. Da qui a due anni aprirà la base nella zona di Taranto-Grottaglie e da qui partiranno i voli orbitali della società Virgin Galactic di proprietà del miliardario Richard Branson. Dal punto di vista burocratico, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha affidato all'Enac, Ente per l'aviazione civile, i lavori per la costruzione del primo aeroporto spaziale italiano. Si tratta comunque solo di un tassello di un percorso più lungo, considerando che manca una legge che regolamenti lo spazio aereo oltre la quota ordinaria dei voli di linea. A proposito, ma i costi? Il prezzo del biglietto per la navicella spaziale Virgin Galactic può arrivare a 250.000 dollari ovvero circa 200.000 euro.

Perché è stata scelta la Puglia

L'area speciale è stata individuata nella zona di Taranto-Grottaglie, in cui sorge l'aeroporto Marcello Arlotta, e sarà l'unica per voli orbitali in Italia. Si tratta evidentemente di una zona in grado di esibire tutti i requisiti necessari ovvero il numero di interventi necessari per rendere operativo il sito, le caratteristiche dello spazio aereo, le condizioni meteo, la sostenibilità ambientale del progetto. Si apre così anche per l'Italia la prospettiva di recitare un ruolo da protagonista di un settore con un volume di affari stimato in miliardi di dollari.

Da parte sua, Virgin aveva annunciato il successo del primo volo supersonico del suo nuovo velivolo spaziale SpaceShipTwo VSS Unity una quota di oltre 14.000 metri. A differenza di altre, la navicella di Virgin Galactic non decolla da terra, ma è lanciata direttamente in quota da un aereo più grande chiamato White Knight Two.

Collaborazione tra Enac, Asi e Altec

Come spiegato dall'amministratore delegato di Altec (Aerospace Logistics Technology Engineering Company, il centro di eccellenza italiano per la fornitura di servizi ingegneristici e logistici a supporto delle operazioni e dell'utilizzazione della Stazione Spaziale Internazionale), Vincenzo Giorgio, la stessa Altec e l'Agenzia spaziale italiana hanno lavorato insieme a Enac per definire i criteri di selezione tra tutti gli aeroporti nazionali, che vanno dalla lunghezza della pista alle aree di interdizione al volo, fino alla presenza di altri aeroporti in vicinanza della fase di atterraggio. Quello pugliese di Grottaglie rientra quindi tra quelli che soddisfano questi criteri per il volo suborbitale e ora è arrivata la decisione di Enac.

L'Ente nazionale per l'aviazione civile e la Federal aviation administration americana sono adesso al lavoro nella definizione delle norme necessarie per il turismo nello spazio, ispirate a quelle in vigore negli Stati Uniti. In ogni caso, i voli suborbitali avverranno tra 15 e 100 chilometri, ma più in generale, lo sviluppo delle tecnologie necessarie per questa attività e la creazione di spazioporti offre opportunità sia dal punto di vista tecnologico-scientifico e sia turistico-commerciale.