Prosciutto di San Daniele, i numeri di export e produzione di un'eccellenza italiana

di Lorenzo Pascucci pubblicato il
Prosciutto di San Daniele, i numeri di e

Prosciutto San Daniele

I mercati esteri confermano il loro apprezzamento per il San Daniele DOP, in particolare l'Europa a cui è destinato il 57% dell'export.

Simbolo del Made in Italy nel mondo, il Prosciutto di San Daniele rappresenta un’eccellenza italiana particolarmente apprezzata dai mercati nazionali e internazionali. Una produzione attenta e una strategia accurata hanno permesso al Prosciutto di San Daniele di adattarsi da sempre alle necessità dei consumatori, proponendo sul mercato soluzioni differenziate, dal prodotto in tranci, all’affettato al banco taglio sino alle vaschette di pre-affettato.

Gli ultimi mesi sono stati decisamente sfidanti per il comparto, che ha dovuto repentinamente adattarsi al nuovo mondo derivato dalla pandemia. La produzione del Prosciutto di San Daniele nel 2020 è stata pari a 2.546.000 cosce, provenienti da 47 macelli che trasformano la materia prima in arrivo dai 3.641 allevamenti di suini italiani. Il fatturato totale derivante dalle varie attività di produzione e distribuzione ha raggiunto i 310 milioni di euro. Le esportazioni del San Daniele DOP per il 2020 hanno registrato una flessione rispetto all’anno precedente. Rispetto alla produzione totale il 18% è destinato al mercato estero, mentre il restante prodotto è dedicato al consumo interno.

Buone performance del trend relativo alle vaschette di prosciutto pre-affettato

Si registra inoltre un dato interessante, relativo alla produzione delle vaschette di prosciutto pre-affettato. Il totale delle confezioni certificate prodotte nel 2020 è stato di oltre 21,3 milioni (pari a 398.968 prosciutti), per un totale di oltre 1,85 milioni di chilogrammi. Circa il 22% delle vaschette complessivamente prodotte è stato destinato al mercato estero. Questo formato si è confermato come uno dei trend di vendita più performanti per il San Daniele DOP, perfettamente in linea con i nuovi stili di vita delle persone e le nuove modalità di consumo che prediligono sempre più prodotti “ready to eat”. La praticità di questi alimenti è indubbia, un tratto distintivo al quale nel caso del Prosciutto di San Daniele si aggiungono garanzie di trasparenza, sostenibilità e qualità.

Export: numeri positivi in Europa e America

I mercati esteri confermano tutto il loro apprezzamento per il San Daniele DOP. Nell’ambito europeo è stato destinato il 57% del totale dei prodotti esportati: la Francia si conferma al primo posto con il 26,1%, seguita dalla Germania (15,3%) e dal Belgio (6,1%). Seguono la Svizzera (5,1%) e l’Austria (2,2%), ma anche Lussemburgo, Olanda e Regno Unito sono mercati molto attivi. Segnali di grande apprezzamento arrivano anche dai mercati dell’est Europa. Si registra infatti un positivo incremento percentuale delle esportazioni rispetto allo scorso anno, principalmente in Romania (+194%) e in Polonia (+82%). Anche Slovenia (+49%), Ucraina (+46%) e Repubblica Ceca (+15%) fanno registrare dati positivi.

Il San Daniele DOP risulta apprezzato anche al di fuori dei confini europei: l’export negli Stati Uniti d’America è infatti al 16,5% e quello dell’Australia al 12,3%, ma un buon coinvolgimento arriva anche da Paesi come il Brasile, il Canada e il Giappone.

È possibile trovare il comunicato stampa completo realizzato dal Consorzio sui dati dell’export relativi al 2020 sul sito ufficiale del Prosciutto di San Daniele.

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