Quando ci si può spostare da un Comune all'altro dopo divieto coronavirus. I motivi validi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quando ci si può spostare da un Comune a

Quando spostamenti Comuni dopo divieto coronavirus motivi

I motivi di comprovata necessità da lavoro a salute che permettono di spostarsi da un Comune all’altro senza rischi e possibili sanzioni

Il nuovo decreto varato dal Presidente del Consiglio, in vigore ufficialmente da lunedì 23 marzo, prevede, tra le nuove stringenti misure, il divieto assoluto di spostamento da un Comune all'altro ad eccezione dei casi in cui gli spostamenti siano assolutamente necessari. Ma quali sono i motivi validi che giustificano e rendono possibile lo spostamento da un Comune all'altro del nostro Paese?

Divieto assoluto di spostamento da un Comune all'altro per coronavirus

Il nuovo decreto in vigore da oggi 23 marzo ha imposto a tutti gli italiani, tra i nuovi divieti, quello di spostamento da un Comune diverso da quello di residenza sia con mezzi pubblici e sia con mezzi privati a meno che non sussistano comprovate esigenze di lavoro o urgenti motivi di salute. L’obiettivo della nuova ordinanza è impedire che possano nuovamente verificarsi massicci spostamenti dal Nord al Sud a seguito alla chiusura di fabbriche e altre attività produttive.

Quando ci si può spostare da un Comune all'altro dopo divieto coronavirus motivi

Come da decreto previsto, nonostante il divieto di spostamento da un Comune ad un altro, esistono validi per cui ci si può invece spostare. I motivi validi che permettono lo spostamento da un Comune all’altro sono i seguenti:

  • appuntamento per una visita medica fissata in un altro Comune, che rientra tra i motivi di salute;
  • prendersi cura di una madre o altro anziana che abita in un altro Comune e non ha la badante, perché rientra tra i motivi di assoluta urgenza e/o di salute, equiparati allo stato di necessità, ma se il familiare è autosufficiente non è possibile spostarsi;
  • andare a trovare la moglie in un ospedale fuori Comune per un intervento chirurgico;
  • andare a fare la spesa se nel proprio Comune non ci sono supermercati;
  • andare in un altro comune per vedere i propri figli nei casi di genitori separati o divorziati ma in questo caso è sempre consigliabile portare con sé oltre all'autocertificazione anche copia degli accordi di separazione e/o divorzio;
  • fare le visite di controllo fuori Comune nel caso di donne incinta, considerando che si tratta di un caso che rientra i motivi di salute e le donne incinta possono essere accompagnate dai mariti perché potrebbero avere bisogno di aiuto per cui serve un accompagnatore;
  • andare a prendere la propria auto da un meccanico di altro Comune rispetto al proprio ma solo se essenziale per andare a lavoro, se invece si lavora da casa si deve evitare lo spostamento fino a fine ordinanza;
  • spostamento di colf e badante per l’assistenza di persone non autosufficienti, che rientra tra le comprovate esigenze lavorative e in tal caso si consiglia di portare con sé oltre all'autocertificazione anche una copia del contratto di lavoro.

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