Ragazza trova aghi da cucito nella mozzarella. Mistero al supermercato. Ma ci sarebbe centinaia di casi

La donna si è accorta della presenza degli aghi mentre stava per mangiare la mozzarella comprata al supermercato, poi sequestrata dai carabinieri.

Ragazza trova aghi da cucito nella mozza

3840 prodotti ritirati. Da Esselunga 600


Vicenda da brividi? Certamente sì perché non capita tutti i giorni di trovare due aghi nella mozzarella acquistata da Esselunga. E viene naturalmente da chiedersi cosa sarebbe accaduto se la ragazza non se ne fosse accorta, considerando le dimensioni ridotte della spiacevole sorpresa. Ma fortunatamente il peggio non è capitato, ma la grande catena di vendita di prodotti di alimentari Esselunga è stata naturalmente costretta a ritirare dagli scaffali 600 prodotti ovvero una pare delle 3.840 mozzarelle che si sta cercando di far sparire dalla circolazione. La segnalazione (a quanto pare si tratta dell'unica, non essendone arrivate altre né nei dintorni e né in altre zone d'Italia) è arrivata da un supermercato di via Masaccio, nella città di Firenze, con lo stupore della protagonista della vicenda che ha subito avvisato le forze dell'ordine.

A scoprire la presenza di due aghi da cucire in una mozzarella è stata infatti una giovane studentessa, che ha aperto la confezione dopo essere tornata a casa. E stando ai controlli dei carabinieri, la confezione non presentava buchi ovvero gli aghi dovevano già essere presenti al momento del confezionamento. A quel punto il lotto della mozzarella, prodotta dalla Mukki nello stabilimento di Novoli a Firenze, è stato ritirato dal commercio. Catena di distribuzione alla mano, delle 3.840 mozzarelle, 600 sono state messe in vendita alla catena Esselunga e ritirate dagli scaffali dei supermercati mentre le restanti 3.240 sono state distribuite ad altri rivenditori e già oggetto di richiamo.

Nessuna garanzia per il consumatore: quali rischi in Italia

Quando c'è di mezzo un prodotto simbolo della gastronomia italiana come la mozzarella di bufala, è facile credere come i tentativi di contraffazione siano all'ordine del giorno e assumano caratteri paradossali. Perfino sugli scaffali dei supermercati di una città cosmopolita come Bruxelles, in Belgio, finiscono per fare la loro comparsa confezioni di formaggio fresco di dubbia provenienza ma etichettate come mozzarella di bufala campana. Dop oltretutto ovvero quelle per cui i consumatori dovrebbero andare a colpo sicuro. In realtà, come hanno fatto notare gli inquirenti, il prodotto è privo di tracciabilità, senza la possibilità di risalire alla sua origine.

Come è emerso in occasione delle indagini nell'ambito del monitoraggio dei mercati esteri effettuato dal Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana Dop in sinergia con i Consorzi Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Aceto Balsamico, Prosciutto di Parma e Prosecco Doc, la vicenda in Belgio è tragicomica perché la presunta mozzarella di bufala veniva venduta a 30 euro al chilo. Inevitabile la segnalazione all'Ispettorato centrale qualità e repressione frodi del Ministero delle Politiche agricole (Icqrf) che sta tuttora portando avanti altre indagini alla scoperta di eventuali ulteriore illeciti con conseguenti azioni giudiziarie.

Mozzarella di bufala: orgoglio italiano, ma...

Ci raccontano adesso che la mozzarella di bufala campana è sempre più richiesta anche all'estero. E con percentuali tali da essere il prodotto trainante dell'intero comparto. Tanto per avere un ordine di idee, nell'arco di un decennio, l'export è aumentato del 100 per cento. Visti dall'estero, questi dati possono avere del miracoloso, ma noi che abbiamo la possibilità di acquistare e assaporare con più facilità questo prodotto delle nostre tavole, non ci meravigliamo. Non a caso è finita nell'elenco dei beni culinari Dop come forma di protezione da maldestri tentativi di imitazioni. E se il presente sorride, il futuro lo sarà ancora di più. Stando alle stime, il 2017 sarà l'anno del record di tutti i tempi. A oggi, l'aumento rispetto allo scorso anno è già del 7,5 per cento. E non è ancora finita.

Non resta allora che passare in rassegna i numeri che raccontano come la mozzarella di bufala campana sia un prodotto così richiesto al punto da spingere il presidente del Consorzio di tutela, Domenico Raimondo, a definirla orgoglio italiano. Ma poi, andando più a fondo, viene fuori come le percentuali dell'export e dunque della produzione potrebbero essere ancora ben superiore. Non tutta la domanda che arriva dall'esterno dei confini nazionali viene infatti accolta. E il motivo è semplice quanto amaro: i costi elevati della logistica. Significa che l'intera filiera è costretta a rinunciare a parte dei guadagni e la clientela estera a scegliere altri prodotti, magari finte mozzarella di bufala. Proprio quello della logistica viene indicato da Raimondo come il principale neo nel mercato locale. Dinanzi a impegni di spesa così elevati diventa infatti difficile competere a livello globale nonostante la bontà del prodotto.

Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala non sta naturalmente mano nelle mani in attesa che si creino condizioni più vantaggiose. I fatti dimostrano come lungaggini burocratiche da una parte e discusse scelte politiche nel settore dell'alimentare rappresentano seri ostacoli per aziende e imprenditori. Ecco allora che dall'appuntamento di lunedì 20 novembre a Cape Town, in Sudafrica, potrebbero arrivare indicazioni importanti sulle strategie da seguire. Il Consorzio sarà infatti un attore protagonista del workshop organizzato dall'Ambasciata d'Italia a Pretoria, insieme al gotha della politica.

Hanno infatti confermato la presenza i Ministeri dell'Economia e del Turismo del Sudafrica e rappresentanti dell'Unione Europea. Al centro della giornata di confronto ci sono Protezione e promozione dei prodotti a Indicazione geografica ovvero un confronto sulle possibilità di sviluppo e diffusione di prodotti Dop e Igp. E tra questi rientra naturalmente la mozzarella di bufala.