Rai, procede idee privatizzare Calenda. Cancellato Canone Rai oltre ulteriori benefici

Il confronto è destinato a esaurirsi qui perché il fronte di chi preferisce privatizzare la Rai per sottrarla al controllo dei partiti è ancora debole e minoritario.

Rai, procede idee privatizzare Calenda.

Rai da privatizzare per Calenda


L'idea di Calenda di privatizzare la Rai seppur accolta inizialmente con una certa perplessità prosegue perchè la privatizzazione porterebbe dei benefici anche in vista delle elezioni anche osservando cosa stanno facendogli altri schieramenti.

Non solo ci sono due visioni opposte sul futuro della Rai. Ma ciascun aspetto che riguarda la televisione di Stato viene valutato in modo differente, a iniziare dal canone Rai, una delle imposte più discusse dai contribuenti italiani. E il bello è che questi contrasti sono tutti interni al governo. Da una parte c'è il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, secondo cui occorre procedere con una profonda riforma di Viale Mazzini fino al punto di compiere il grande passo della privatizzazione. 

Rai: due visioni diverse sul futuro

Lo scetticismo di Carlo Calenda sull'effettivo funzionamento del sistema Rai è noto da tempo. Questa volto lo ha ribadito ancora più chiaramente, non a caso sollecitato dalle domande di chi, come Giovanni Minoli, ora su La7, conosce molto bene i meccanismi che regolano i delicati equilibri a Viale Mazzini. Ebbene, a detta del numero uno dello Sviluppo Economico, la realtà è una sola: la Rai non funziona più. Mantenerla in vita serve a poco e la migliore strategia non può che passare dalla sua privatizzazione, cancellando il Canone Rai come imposta per i cittadini se ci fosse una privatizzazione prevalente. Già, proprio queste ultime due parole sono quelle che hanno maggiore significato. O che dovrebbero averlo, perché sono anni e anni che le critiche nei confronti della Rasi sono indirizzate contro la mancanza di idee, innovazione e attenzione per la qualità che un servizio pubblico meriterebbe.

Tuttavia, come fa notare lo stesso ministro, l'idea è tutta personale, non ha seguito, almeno per ora, a Palazzo Chigi anche se ci sono le elezioni in arrivo e altri aprtti che si muovono cn mosse simili come vedremo. Così come è successo in passato tutte le volte che qualcuno ha provato ad azzardare l'ipotesi di privatizzare la Rai. E infatti alla prima occasione è arrivato lo stop di Giacomelli, sottolineando - se mai ce ne fosse bisogno - che la proposta di Calenda è individuale e non trova appoggi. A detta del sottosegretario è impensabile rinunciare non solo al servizio pubblico radiotelevisivo, ma anche privatizzare gli asset strategici. E qui, senza lasciare spazio a troppe intermediazioni, tira in ballo la vicenda Tim. L'esponente di governo ha infatti ricordato come l'esecutivo si trova, nei casi di difficoltà, a esercitare il golden power (l'attivazione di poteri speciali) per contenere i danni.

Quale futuro per il canone Rai?

E se Calenda suggerisce un diverso impiego del canone Rai, per il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, la situazione adesso ottimale. Avendo trovato il modo di far pagare a tutti l'imposta con la rateizzazione in bolletta, Viale Mazzini sta adesso incamerando le risorse necessarie per conquistare quella che lui stesso definisce autonomia finanziaria e per lasciare alle televisioni private le risorse del mercato. Insomma due visioni differenti e opposte, ma il cui confronto è destinato a esaurirsi qui perché, al di là di qualche voce fuori dal coro, il fronte di chi preferisce privatizzare la Rai per sottrarla al controllo dei partiti è piuttosto debole e minoritario nelle stanze delle decisioni. Di conseguenza, poco o nulla è destinato per ora a cambiare nell'asset di Viale Mazzini.

E se da una parte si rilancia eliminazione canone Rai....

E se da una parte si rilancia l'elimazione del Canone Rai, dall'altra, ovvero il centro-destra, è ritornato all'idea proprio con il suo leader l'altro giorno di cancellare il Bollo Auto.
Bollo Auto che sta giàò avendo sconti e agevolazioni e che in dievrsi possono pagare con il 10% di sconto opppure nulla del tutto con le inziative di Stato e Ragioni nuove come abbbiamo spiegato in questo articolo e in quest'altro