Reddito di Cittadinanza? Senza retribuzione certa impossibile. E orari lavoro minori. M5S illustra modifiche

Tra investimenti produttivi, patto di produttività, robotizzazione e la promessa di lavorare meno con stesso stipendio, è tempo di passare dalle parole ai fatti.

Reddito di Cittadinanza? Senza retribuzi

Ridurre l'orario per creare occupazione


Senza salario minimo, ma altre modifiche richieste è assolutamente impossibile il reddito di cittadinanza. E così ci sono una serie di punti sul lavoro che il Movimento 5 Stelle mette in chiaro come lavorare meno ma con lo stesso stipendio e non solo

Quali saranno le novità sul fronte del lavoro del prossimo governo? Difficile ancora a dirsi per la semplice ragione che non c'è ancora un esecutivo e non è chiaro quale sarà la maggioranza che lo andrà a sostenere. Tuttavia alcune indicazioni sono già molte chiare sia da parte del Movimento 5 Stelle, la forza politica che ha preso più voti alle ultime elezioni, e sia del centrodestra, la coalizione con più seggi in parlamento. Tra investimenti produttivi, patto di produttività, robotizzazione e la promessa di lavorare meno con stesso stipendio, è tempo di passare dalle parole ai fatti. Se c'è una prima affermazione che sta facendo discutere è quella del ministro del Lavoro in pectore del Movimento 5 Stelle, Pasquale Tridico, secondo cui occorre ridurre l'orario per creare occupazione. Si tratta quindi del capovolgimento del tradizionale paradigma per contrastare la disoccupazione.

Ridurre l'orario per creare occupazione

Patto programmato tra lavoratori, governo e imprese per rilanciare salari, produttività e investimenti. Una leva è ridurre l'orario di lavoro a parità di salario per riorganizzazione produttiva: dal blog del ministro del Lavoro in pectore, Pasquale Tridico. Priorità a un deciso taglio Irap e a un abbassamento del cuneo in favore del lavoratore con la riforma dell'Irpef. Se si trovassero gli spazi finanziari, c'è l'intenzione del Movimento 5 Stelle di agire su altre voci di costo, a partire dall'Inail. L'alternanza va trasformata in un reale momento di crescita qualificante per chi sta studiando. Anche l'apprendistato, che va reso semplice e fruibile, non può trasformarsi - argomenta il Movimento - in un pretesto per sfruttare i giovani a scapito della loro formazione, in alcuni casi molto accurata.

Ciascun individuo è naturalmente libero di costruirsi il profilo previdenziale che desidera, ma il Movimento 5 Stelle punta a utilizzare le risorse pubbliche soprattutto per rafforzare il primo pilastro previdenziale, quello pubblico gestito dallo Stato. Garantire poi la massima rappresentatività nei luoghi di produzione, consentire l'intervento diretto del lavoratore nei processi decisionali.

I partiti divisi sulle ricette

Non tutti la pensano così: fermo restando che l'introduzione della flat tax modificherà il sistema fiscale complessivo, per il centrodestra nell'immediato è opportuno aumentare la quota esente tornando alla cifra introdotta dal governo Berlusconi nel 2010. Da un lato la flat tax significherà una riduzione del peso fiscale sulle imprese e dall'altro nei primi 6 anni di contratto di lavoro per un giovane vanno applicate zero tasse. Una misura strutturale che rilancerà l'occupazione giovanile dando respiro all'intera economia. Per il centrodestra l'apprendistato va rilanciato con zero burocrazia, zero tasse e zero contributi. Lanciare anche un piano delle competenze e un piano dei talenti che riorganizzi tutta l'alternanza più semplificata e più rispondente alle esigenze di imprese e territori.

Secondo Forza Italia, il secondo pilastro si rilancia intervenendo sul regime fiscale degli investimenti, che deve essere ridotto, rivedendo il complesso della tassazione nell'ambito della flat tax, e facilitando la contrattazione su questi temi.