Repressioni frodi, numerose trovate nelle ispezioni sui cibi in Italia

Sono stati scovati i truffatori è proprio grazie alla collaborazione con i vari Alibaba, eBay e Amazon ovvero le piattaforme di commercio elettronico su cui provano a fari affari.

Repressioni frodi, numerose trovate nell

Repressioni frodi, un anno di controlli


Numerose frodi agroalimentari trovate nei cibi in Italia di diverse natura e diverse tipologie di problemi triovati durante le ispezioni.

Il Made in Italy fa sempre più gola perché in un solo anno di attività sono state 22.000 le tonnellate di prodotti agroalimentari sequestrati per un valore di oltre 103 milioni di euro. Perché ovunque si vada, gli alimenti italiani sono sempre molto cercati e graditi e per i truffatori è un'occasione troppo ghiotta e redditizia da lasciarsi sfuggire. A sorprendere è piuttosto l'attività di contraffazione alla luce del sole, come dimostrato da report dell'Ispettorato centrale repressione frodi ai vertici europei tra le Autorità antifrode del Ministero delle Politiche Agricole. Ammontano infatti a 2.202 gli interventi all'estero e sul web. Su Internet sono stati effettuati 295 interventi. E se sono stati scovati i truffatori è proprio grazie alla collaborazione con i vari Alibaba, eBay e Amazon ovvero le piattaforme di commercio elettronico su cui provano a fari affari.

Sequestrate 22.000 tonnellate di prodotti agroalimentari italiani

Provando a dare qualche numero, l'88% dei controlli dell'Ispettorato centrale repressione frodi ai vertici europei tra le Autorità antifrode del Ministero delle Politiche Agricole ha interessato i prodotti alimentari e il 12% i mezzi tecnici per l'agricoltura. Più nel dettaglio, 17.527 hanno coinvolto il settore vitivinicolo, 7.843 l'oleario, 5.086 la carne, 4.977 il lattiero caseario, 2.708 l'ortofrutta, 2.406 i cereali e derivati, 1.971 le conserve vegetali, 733 le sostanze zuccherine, 793 il miele, 613 le bevande spiritose, 518 le uova e 1.967 gli altri settori. Più dei numeri, alcuni esempi concreti possono aiutare a far capire al meglio come agiscono i falsificatore del made in Italy. Gli ispetti hanno bloccato

  1. la pratica illecita in Austria di prosciutto generico presentato al banco con l’indicazione Prosciutto San Daniele
  2. inserzioni irregolari grazie alla cooperazione con Alibaba
  3. la commercializzazione di Moscato d'Astri in Ucraina e Moldavia che richiamava la denominazione protetta Asti
  4. l'uso illegale del nome protetto Modena nella denominazione di aceto generico in Francia
  5. l'usurpazione dell'olio extravergine IGP Sicilia su eBay o della denominazione Prosecco su Amazon.de, adesso in vendita come Secco Bianco

Additivi utilizzati come agenti di rivestimento nei formaggi e altri casi

Ma poi, al di là delle frodi, l'anno appena trascorso ha fatto emergere casi limite, come gli additivi utilizzati come agenti di rivestimento nei formaggi. Nel corso delle indagini svolte sono stati prelevati e analizzati campioni di agenti di rivestimento e di formaggi trattati in superficie, per la determinazione degli additivi utilizzati per un totale di 161 campioni. Dai controlli analitici sono state riscontrate irregolarità per presenza di acido deidroacetico, sostanza antimicrobica il cui utilizzo non è ammesso dalla normativa europea.

E non va meglio con i vini tra la sofisticazione di vini per zuccheraggio alla detenzione di prodotti vitivinicoli in nero, non giustificati dalla documentazione ufficiale di cantina dalla presenza di coloranti non dichiarati in vino aromatizzato alle violazioni delle disposizioni in materia di designazione e presentazione e nel sistema di chiusura di vini, sia generici sia a denominazione d'origine.







Ti è piaciuto questo articolo?





Commenta la notizia
di Luigi Mannini pubblicato il