Ricchezza famiglie, analisi Bankitalia non dice che italiani sempre più poveri. Motivi

La ricchezza reale e finanziaria delle famiglie italiane fotograta da Bankitalia. Ma dietro un aumento apparente si nasconde un calo della ricchezza.

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Bankitalia, sale il peso della finanza nella ricchezza delle famiglie


Un dato deve far riflettere sull'indagine della Banca d'Italia sulla ricchezza degli italiani e come è composta. Se si analizzano tutti i dati, la ricchezza totale, tra quella finanziaria e quella reale, ovvero terreni ed abitazioni, è di gran lunga minore il reddito.

Questo indica che le famiglie italiane hanno un grande risparmio, che arriva anche dalle generazioni precedenti, ma attualmente lo stanno erodendo, essendo i flussi di reddito assai minori. E' chiaro che possano essere minori, rispetto ai risparmi, ma la fotografia, fatta, parla di una sproporzione molto forte. E questo si lega a tutti gli altri dati come il fatto che gli stipendi sono sempre più negativi, tra i peggiori in Europa

La ricchezza in Italia

Secondo le analisi di Banca d'Italia, nel 2017 le famiglie hanno una ricchezza totale di 10mila miliardi detenuta di tra poprietà e terreni di circa 6300 miliardi, mentre 4440 di strumenti finanziari quali depositi, azioni e obbligazioni.

Ma ecco la sproporzione: la ricchezza totale è 8,5 superiore al reddito, di cui precisamente quella reale è di 5,5 mentre quella finanziaria è 3,8. E questo deriva dal fatto che, come accade solitamente, vengono tramandate più case e proprietà. Ma anche questo non è un buon segnale, in quanto chi ha una casa attualmente con i costi e le tasse è spesso più povero di quello che si crede.

Gli investimenti

Per quanto riguarda dove gli italiani preferiscono investire, anche qui si ritorna ad un problema che ben si conosce. Il 31% è investito in liquidità e depositi (che attualmente danno molto poco) e l'altro 20% in titoli pubblici. (un dato che è la metà di quanto gli italiani avano 20 anni fa in Btp e Bot). Poche le azioni, circa il 24%. Ritorna l'idea di una cultura finanziaria da far crescere, anche perchè il 50% e più è investito o depositato in strumenti finanziari che rendono nulla o poco davvero.

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