Ricchezza nel mondo, riflessioni su'1% popolazione detiene quanto il 99%

Guai a considerarci estranei perché anche il tasso di indigenza in Italia è in costante aumento. E c'è chi parla di possibile terza guerra mondiale.

Ricchezza nel mondo, riflessioni su'

Ricchi più ricchi, poveri più poveri


Una primissima riflessione dinanzi al nuovo dato Oxfam sull'1% della popolazione che ha più denaro del restante 99% viene subito in mente. Si tratta della stessa situazione dell'anno precedente. E di quello prima ancora. E ancora prima. Il rapporto di forze non cambia, dura da anni e, se possibile, si sta ancora più solidificando. I numeri aggiornati rappresentano uno schiaffo per chi punta a un mondo più equilibrato: sei persone al mondo possiedono più ricchezza di 3,7 miliardi di abitanti di questo pianeta. Intendiamoci, non si tratta di livellare le posizioni. Gli stricchi possono e hanno il diritto di continuare a fare la vita da straricchi. Il problema sono i poveri, inchiodati all'ultimo gradino della scala economica, sociale, di rispetto e di opportunità. Ecco, è da loro che occorre muoversi per risollevarli e restringere la forchetta della differenza tra chi sta benissimo e chi sta malissimo.

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Quando si parla di povertà non significa solo l'impossibilità di acquistare un cellulare o un'auto nuova. Vuole dire che ogni giorno 29.000 bambini muoiono a causa di malaria, polmonite e diarrea perché non hanno gli strumenti per affrontare queste malattie. Significa che milioni di persone lavorano più ore per salari sempre più bassi rispetto a 40 anni fa e nonostante i grandi patrimoni si stiano sempre più ingrossando. Evidentemente c'è qualcosa (o molto più) nell'economia mondiale che non gira per il verso giusto. E prendendo a prestito le parole del pontefice, non si tratta solo di non aver un lavoro (adeguatamente retribuito), ma anche le possibilità e perfino i mezzi di fuga. La situazione attuale è migliorabile? La risposta è affermativa, ma i tempi non sono brevi. A meno che, come invoca qualcuno a sproposito, non scoppi una terza guerra mondiale per ragioni sociali dettate dagli squilibri.

La situazione italiana: è allarme

E attenzione, guai a considerarci estranei perché anche il tasso di indigenza in Italia è in costante aumento. Certo, gli squilibri non sono gli stessi dei Paesi in cui il quadro è più drammatico, ma il trend è chiaro. Dalle nostre parti, la quota di ricchezza dell'1% più ricco degli italiani supera di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione. Il divario poi cresce. Nel periodo 2006-2016 la quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuita del 28%, mentre oltre il 40% dell'incremento di reddito complessivo registrato nello stesso periodo è andato al 20% dei percettori di reddito più elevato. Così nel 2016 – gli ultimi dati confrontabili disponibili – l'Italia occupava la ventesima posizione su 28 paesi dell'Unione europea per la disuguaglianza di reddito disponibile.

La sezione italiana di Oxfam, in vista delle elezioni per il rinnovo del parlamento, ha inviato una lettera ai candidati premier: una indagine realizzata da Demopolis per l'organizzazione indica che il 61% degli italiani percepisce una crescita della disuguaglianza nel Paese.







Ti è piaciuto questo articolo?





Commenta la notizia
di Luigi Mannini pubblicato il