Auto elettrica, rinnovabili e ulteriori tendenze del 2018

Tra i macrotrend che ci aspettano in quest'anno appena iniziato e nei prossimi mese se ne delineano alcuni sulle energie molti interessanti che si ripercuoteranno nella vita di tutti i giorni nel mondo e in Italia

Auto elettrica, rinnovabili e ulteriori

Rinnovabili, storage, auto elettrica: cosa ci aspetta nel 2018


Una serie di tendenze interessanti sull'energia, ma non solo che dovrebbero accompagnarci quest'anno, nel 2018 appena iniziato, sia per quanto riguarda l'Italia che il resto del mondo tra auto eletriche, storage e rinnovabli, ma non solo

Quali sono le prospettive per quest'anno appena iniziato, il 2018 quali sarannno i fattori caratterizzanti. Ne possiamo delinare alcuni come le energie rinnovabili, le auto elettriche e lo storage dal Bloomberg New Energy Finance. Ma focalizzarci anche su quello che potrà accadere in Italia.

Auto elettrica finalmente fermento in Italia

Una possibilità concreta che l'auto elettrica diventi davvero più vicina e accessibile a tutti in Italia, anche da noi, è la Nissan Leaf di seconda generazione un auto che si potrà provare tra pochissimo nei concessionari, ad un costo che dovrebbe essere realmenrte abbastanza accessibike s pinta nell'uso e nell'acquisto da diversi accordi e alleanze come con Enel. E non è un caso che ci sono già 10mila ordini in Europa.

Nissan sembra più avanti sotto diversi aspetti per l'auto elettrica, in modo particolare per la Nissan Leaf, ma non solo

Due colpi in uno: da una parte quello di favorire la diffusione delle sue auto elettrica Nissan Leaf e Nissan Note e-POWER, dall'altra quella di promuovere la mobilità condivisa. Arriva dal Giappone (lo farà dalla metà del prossimo mese di gennaio) la proposta e-share mobi che si basa su un principio molto semplice e differente da quelli fin qui conosciuti. L'automobilista paga solo l'utilizzo effettivo della vettura ovvero il consumo. Nessuna tariffa mensile fissa per intenderci. 

L'Italia per ora deve "accontentarsi" della nuova generazione della Leaf di Nissan che, ricordiamo, è l'auto 100% elettrica più venduta al mondo. Il produttore giapponese ha raggiunto una intesa con Enel, grazie a cui chi acquisterà la nuova Leaf riceverà due anni di ricarica gratis nelle colonnine pubbliche e il kit per la ricarica nella propria abitazione.  Si tratta senza ombra di dubbio di una interessante forma di incentivo all'utilizzo delle auto elettriche che va al di là dei tradizionali sconti per l'acquisto.

Nissan Leaf, 10mila ordini

Ed è un grande successo proprio per la Nissan Leaf con 10mila ordini, dopo la presentazione ad Ottobre, in tutta Europa e che arriverà a Febbraio nelle concessionarie italiane da provare e poter così verificare e toccare con mano l'auto elettrica che al momento, come scritto, è la più venduto in assoluta.
E gli ordini vanno così bene che la società giappine ha dato il via all'aumentod ella produzione, in modo particolare nello stabilimento inglese, il principale che servirà le nazioni Ue.

Caratteristiche

Una singola ricarica della Nissan Leaf sarà di 378 Km e come caratteristiche tecniche ha alcune innovazioni interessanti come e-Pedal che permette attraverso il solo pedale dell'acceleratore di gestire il veicolo interamente ed è presenta nel modello base senza ulteriori costi. E poi altre due tecnologie che aiutano nella guida come il ProPILOT Park per il parcheggio automatico completo e il ProPILOT che mantiene l'auto in mezzo alla corsia e controlla la distanza dl'auto rispetto all'altro veicolo davanti per evitare tamponamenti.

Nuove colonnine di ricarica Enel

Enel ha deciso di accelerare sul mercato delle auto elettriche e lo fa intervenendo con decisione su uno degli aspetti più delicati ovvero quello della ricarica dei mezzi, strettamente legato alla durata della batteria. Se nel medio periodo l'obiettivo è installare 7.000 colonnine di ricarica entro il 2020, da raddoppiare nei due anni successivi, la stretta attualità passa da un gesto che è anche simbolico: cominciare questo percorso da un autodromo, quello di Vallelunga, che si trova a 40 chilometri da Roma. Proprio qui intende dare una scossa e un segnale al comparto con la creazione del polo tecnologico per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni per la mobilità elettrica. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia e si pone come aggregatore di istituti di ricerca e start up che operano nel settore.

L'appuntamento di Vallelunga è stato duque strategico per fare luce sulle strategie di Enel ovvero sulle caratteristiche tecniche delle 7.000 colonnine di ricarica per mezzi elettrici che faranno sentire un po' più al sicuro gli automobilisti italiani. La maggior parte di loro sarà installata nelle aree cittadine, e solo il 20% su autostrade e grandi arterie per i lunghi viaggi. Una scelta non proprio casuale perché una ricerca sulle abitudini degli italiani ha svelato che l'87% degli spostamenti quotidiano ha una percorrenza inferiore ai 60 chilometri. A ogni modo, saranno impiegate

  1. le colonnine Quick da 22 kW nelle aree urbane,
  2. le colonnine Fast (50 kW) e Ultra Fast (150 kW) per la ricarica veloce sulle strade extraurbane.

Si andranno ad aggiungere alle 900 colonnine collegate alla piattaforma cloud Electric Mobility Management con cui gestire in remoto e monitorare l'auto. Le infrastrutture di ricarica sono adesso concentrate nei centri urbani e l'autonomia dei veicoli elettrici è di circa 150 chilometri. A oggi l'Italia è il secondo Paese in Europa per densità di auto circolanti, ma il parco veicoli è tra i più anziani in Europa: una su tre ha circa 10 anni ed è inquinanti

Circuito europeo

Pensare di andare in Norvegia con l'auto elettrica senza doversi preoccupare di andare alla ricerca di una stazione di ricarica della batteria, vero e proprio tallone di achille di questa forma di mobilità alternativa. Intanto un primo concreto passo in avanti per trasformare questo scenario in realtà viene adesso compiuto dal progetto delle società E.On e Clever con il supporto della Commissione europea. Quest'ultima mette sul tavolo 10 milioni di euro, la prima delle due è un operatore nel settore energetico e dell'e-mobility, la seconda è un gestore danese di servizi per la mobilità elettrica. E poi ci sono i contenuti del piano ovvero la la realizzazione di un'autostrada elettrica con 180 stazioni di ricarica con la collaborazione della catena di stazioni di servizio YX (solo per la Norvegia) e il coinvolgimento di sette Paesi.

Saranno collocate tra 120 e 180 chilometri di distanza fra loro e ognuna di esse sarà equipaggiata da due a sei colonnine con lo standard CCS ovvero quello europeo per la ricarica rapida. Ma naturalmente occorre una risposta da parte dei produttori di auto nel lanciare nuovi modelli di veicoli elettrici. Il progetto si affianca a quello tutto italiano a firma Enel che prevede la realizzazione di una rete capillare di 14.000 colonnine di ricarica per le auto elettriche entro il 2022, di cui la metà entro tre anni.

Se il principale punto di preoccupazione è l'assenza di stazione di rifornimento di energia per auto elettriche, il secondo è l'eccessiva lunghezza dei tempi di restituzione di una piena autonomia per viaggiare. Il progetto E.On e Clever cerca di porsi all'avanguardia con sistema di ricarica ultra-rapida delle batterie rispetto alle tecnologie standard di settore. Quanto? Per accumulatori che assicurano circa 400 km di autonomia serviranno dai 20 ai 30 minuti. Si tratta di tempi record considerando le diverse ore che sono solitamente necessari. Sarà perché c'è di mezzo l'Europa che vuole tempi certi in cambio della connessione di finanziamenti, questo corridoio verde vedrà la luce nell'arco di tre anni. Si comincia dalla Germania e dalla Danimarca, probabilmente non a caso più sensibili sul fronte auto elettriche, a cui seguono Francia, Italia, Regno Unito, Norvegia e Svezia.

Come spiegato da Casper Kirketerp-Moller, ceo di Clever, la strada da seguire è quella di rispondere alle esigenze dei consumatori per assicurare un'esperienza affidabile in qualsiasi luogo. Secondo Andreas Pfeiffer, responsabile globale E-Mobility di E.On, la combinazione della rete di ricarica ultra-rapida con le soluzioni già sviluppate per le abitazioni pone le basi per un'adozione dell'auto elettrica su larga scala. Insieme hanno invece spiegato che anche se si tratta di un fenomeno ancora agli inizi, è già da dare per certo un passaggio globale ai veicoli elettrici, tenendo conto sia dei primi impegni presi dall'Unione europea e da singoli Paesi per la sostituzione di automobili alimentati a benzina, e diesel sia del crescente interesse di produttori e consumatori nei confronti delle auto elettriche.

Il principale problema quando si parla di auto elettriche? La sua autonomia ovvero la durata della batteria. Soprattutto nel caso di viaggi di lunga percorrenza può rappresentare un problema non di poco conto e difficilmente risolvibile. A questo si aggiungono le questioni correlate, come l'assenza di un numero adeguato di colonnine ovvero di stazione di rifornimento elettriche di tempi di ricarica. Bene che vada, le colonnine più performanti sono quelle di potenza compresa tra 22 kW e 50 kW che permettono di caricare le batterie in circa un'ora. Il tempo varia comunque a seconda del modello e della potenza erogata dalla colonnina di riferimento.
E in questo caso due sono le soluzioni. Permettere una più ampia ricarica dei modelli e su quetso vi stanno lavorando tutte le casa automobolistiche come vedremo e poi avere più colonnine di ricarica e anche questo in caso le case automobilistiche con il progetto ionity si stanno muovendo per dare 400 colonnine di ricarica in tutta Europa. 
E poi vi sono i progetti delle stesse casa automobilistiche di rendere le proprie auto tutte con una versione elettrica. Le mini dal 2019 si potranno acquistare solo elettriche, mentre nell'ultimo Salone del'Auto di Francoforte 
Volkswagen si è impegnata a invetire 20 miliardi per rivedere la sua intera gamma in versione anche alttrica. 
E questo dorvebbe pian piano risolvere sia il problema dell'autonomia della batteria, ma anche del prezzo visto che al momento sono ancora costeose le auto e le batterie possono fare al massimo 350 Km, ma quando va davvero bene.

Quando l'auto elettrica sarà per tutti?

Inizierà probabilmente ad esserci davvero un grande sviluppo dell'auto elettrica nel 2020, quando le emissionici Co2 per direttiva Ue dovannodiminuire sensibilmente, e poi nel 2030, entro il 2030, quando nazioni come Gran Bratagna, Norvegia. Francia e probabilmente anche la Cina hanno intenzione di bloccare la vendita delle auto benzina e diesel. Inizielmente, però, per l'inquinamento nei prossimi anni ci potrebbero essere secondo alcuni esperti l'accoppiata auto elettriche per la città e per i percorsi più lunghi le auto disel che inquinano meno di quelle benzina.
L'unica nazione in Europa davvero avanti per le auto elettrichegrazie agli incentivi che sono arrivati al 40% è la Norvegia che ora, però, ha il problema del gran numero di auto e veicoli elettrici in circolazione.
e della mancanza di colonnine.

In Italia, la situazione

Sotto abbiamo spiegato nel prosieguo, la situazione e i progetti di colonnine in Italia, ma è interessante notare come secondo una ricerca e sondaggio Findomestic, poco menodel 50%, il 45% considera l'auto elettrica interessante e il veicolo migliore a livello ecologico ma è bloccato nell'acquisto per il 31% per i prezzi alti e il 48% per la mancanza di stazioni di ricarica.  Da considerare che da oi sonos atte comperate nell'ultimo periodo sul parco auto totale lo 0,1% poco più di 1400 auto e veicoli elettrici
E si vorrebbero delle agevolazioni per comprare le auto elettriche, in primisi gli incentivi statali, costi minori sulle assicurazioni, parcheggi a pagamento, pedaggi per le autostrade e l'eliminanazione totale del bollo auto. Misure che sono fatte prese nei paesi Nordici nell'unione Europea, Norvegia in primis

Necessarie più colonnine

Una recente ricerca della Morgan Stanley indica proprio l'assenza di colonnine per la ricarica una delle ragioni della scarsa diffusione di auto elettriche. Sul piatto delle bilancia, un peso minore sembra avere l'evidenza che le auto elettriche non hanno bisogno di cambi d'olio o di altre manutenzioni tipiche dei motori meccanici come la sostituzione di filtri dell'aria, dell'olio e del combustibile, quindi i costi di manutenzione sono inferiori. Eppure, stando alle norme attuali, la ricarica delle auto elettriche si potrà fare entro il 2020 non solo attraverso le colonnine pubbliche installate dai Comuni, ma anche presso le stazioni di servizio tradizionali.

Secondo la nuove regole, nel caso di autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti di distribuzione carburanti e di ristrutturazione totale degli impianti di distribuzione carburanti esistenti, le Regioni prevedono l'obbligo di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica di potenza elevata. Di più: la ricarica all'auto elettrica si potrà fare anche in autostrada. Il decreto prevede infatti che i concessionari presentino entro il 31 dicembre 2018 un piano di diffusione dei servizi di ricarica elettrica. Le stazioni di ricarica veloci autostradali dovranno essere posizionate a non più di 50 chilometri sullo stesso asse viario, mentre per strade urbane ed extraurbane la distanza massima sarà di 20 chilometri. Infine, altre disposizioni riguardano il pagamento, che dovrà essere possibile con carta di credito, e il prezzo dell'energia erogata, che dovrà essere ragionevole, facilmente e chiaramente comparabili, trasparente e non discriminatorio.

Il motore elettrico presente nelle autovetture di questo tipo ha delle rese superiori rispetto al motore termico. Nel caso in cui l'energia elettrica da immettere nel sistema di accumulo è generata da fonti rinnovabili il risultato finale sotto l'aspetto energetico è a vantaggio dei sistemi ad autotrazione elettrica. Nel caso in cui la generazione elettrica è da fonte rinnovabile si può parlare di assenza di emissioni in atmosfera per quanto riguarda la combustione, mentre possono comunque esistere polveri sottili generate dall'usura delle gomme e dell'asfalto e in parte dal sistema di frenata. Lo scarso livello di rumore dei veicoli elettrici migliora le condizioni di inquinamento acustico ed evita la realizzazione di barriere fonoassorbenti.

In italia al momento vi è il progetto di Enel di Evo+ che prevede di inserire nei prossimi 3 anni colonnine extraurbane in tutta Italia, circa 180, mentre 20 in Austria. E le prossime due sono state annunciate anche a Siracusa in piazza D'adda, menre le precedenti trenta sono state inserite nei distributori tra Milano e Roma per permettere di fare questo tragitto e viceversa con l'auto elettrica.

A livello Europeo, è stato, invece, siglato un accordo per delle colonnine di ricarica super veloci tra Volkswagen, Daimler, Bmw, Ford chiamato progetto Ionity che in 20 zone principali del continente per permettere tragitti lunghi collocherà 400 colonnine probabilmente tra i 120-150 Km di distanza. Si incomincierà dalla Germania, e saranno previsti pagamenti con bancomat, carta di credito e cellari per fare tutto in totale autonomia

Il futuro dell'energia è l'elettrificazione

Come previsto, sono numerose le indicazioni interessanti che arrivano dal World Energy Outlook, il consueto tradizionale rapporto sull'energia. Alcune, in realtà, sono solo conferme, come quella sulla tendenza della crescita del mercato delle auto elettriche, ma non in misura tale da poter celebrare il funerale del petrolio. Tuttavia la rotta è stata tracciata e resta solo da capire quando saranno tagliati i prossimi traguardi. Il futuro appartiene all'elettrificazione, come hanno confermato e ascoltato nei vari interventi all'Eni alla presenza il direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale dell'energia Fatih Birol, i ministri italiani dello Sviluppo economico e dell'Ambiente Carlo Calenda e Gianluca Galletti, e l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi.

Come premesso, nessun dubbio che il futuro sia nell'elettrificazione, ma guai a pensare che per il petrolio siamo arrivati alle battute finale. Sono le quote diffuse al World Energy Outlook 2017 a evidenziarlo: gli Stati Uniti rappresenteranno l'80% dell'aumento della produzione petrolifera mondiale fino al 2025 e mantengono una spinta al ribasso sui prezzi nel breve termine. Significa, come si legge nel testo, che l'era del petrolio è destinata a durare ancora un bel po'. Occorre dunque fare i conti con un mondo che cambia e lo fa anche in fretta, quasi senza che ce ne accorgiamo. Ci sarà un giorno in cui vedremmo più auto elettriche che alimentate con i mezzi tradizionali alimentati. E il tutto sta avvenendo in maniera costante e quasi ineluttabile. Dalle parte dell'International Energy Agency, i dubbi sono realmente pochi.

Le svolte, rinnovabili e storage in prima linea

Insomma, l'elettrico si affiancherà e non sostituirà l'attuale generazione di alimentazione. Nella versione finale del documento viene anche ricordato come la produzione a stelle e strisce di tight oil aumenta di 8 milioni di barili al giorno tra il 2010 e il 2025. Sono allora vari le coordinate del sistema energetico mondiale che secondo il World Energy Outlook 2017:

  1. l'eolico, mentre i costi delle batterie sono diminuiti del 40%;
  2. la resilienza dello shale gas e del tight oil negli Stati Uniti, che conferma il loro ruolo di maggiore produttore mondiale di petrolio e gas anche in un contesto di prezzi bassi;
  3. la rapida diffusione e i costi decrescenti delle tecnologie energetiche pulite. Nel 2016, l'aumento della capacità installata di solare fotovoltaico è stato superiore a quello di qualsiasi altra fonte; dal 2010, i costi delle nuove installazioni si sono ridotti del 70% per il solare fotovoltaico e del 25% per
  4. la crescente elettrificazione dei consumi energetici finali. Nel 2016 la spesa dei consumatori per l'energia elettrica a livello mondiale ha quasi equiparato quella per i prodotti petroliferi;
  5. la transizione verso un'economia più orientata ai servizi e verso un mix energetico più pulito in Cina, il più grande consumatore mondiale di energia.

Non poteva mancare un riferimento alla Cina che sta entrando in una nuova fase di sviluppo e la sua politica energetica è oggi incentrata su elettricità, gas naturale e tecnologie più pulite, ad alta efficienza e digitali.







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di Luigi Mannini pubblicato il