Ripple su Coinbase. Al momento nessuna conferma e ulteriori

Una serie di gialli su Coinbase, ora sul fatto che Ripple entri o meno in piattaforma. Ma prima c'era stata una spy-story con meno soldi sui conti correnti

Ripple su Coinbase. Al momento nessuna c

Tonfo di Ripple: Coinbase ha negato tutte le indiscrezioni


Due vicende gialle, riguardano Coinbase, ora il fatto che Ripple entri o meno, ma non c'è solo questo. Ce ne era già una precedente e un'altra ancoa che aveva coinvolta una società italiana di intermediazione e le sue migliaia di correntisti

Ripple per il momento non entrerà in Coinbase

La vicenda inizia a tingersi di giallo perché le indiscrezioni secondo cui Ripple ssarà inserita tra le criptovalute scambiate nella piattaforma di Coinbase si fanno sempre più insistenti. E a dimostrazione di come la faccenda sia seria e credibile. le quotazioni della moneta digitale sono schizzate rapidamente verso l'alto. Tuttavia non c'è traccia di conferma e anzi dalla stessa Coinbase è arrivata una doccia fredda, nel momento in cui ha messo nero su bianco come  alcuna decisione è stata presa in merito all'aggiunta di ulteriori asset a GDAX. A leggere con attenzione quanto la società di San Francisco ha scritto su Twitter, emerge sì con chiarezza il tentativo di spegnere le voci false e non autorizzate, ma non la chiusura a doppia mandata a eventuali ingressi. L'impressione è che la situazione sia in divenire e possa legittimamente riservare qualche sorpresa. Magari non nel breve termine, ma il mondo delle criptovalute continua a rimanere in fermento.

Coinbase, disguidi sui conti

Continuano ad esserci problemi e ammanchi di migliaia di dollari o milioni di dollari, dipende dai casi che si registrano nelle ultime notizie su Bitcoin e altre criptvalute. In ultimo in ordine di tempo c'è il problema di Coinbase

Coinbase ha confermato che per errore sono stati prelevati a molti utenti iscritti che utilizzano il portale e il suo servizio per comprare Bitcoin, più denaro del previsto. Le prime denunce in questo senso erano arrivate online su Reddit, dove ci si sono percone che hanno raccontato dia ver perso decine di migliai di dollari, vedendosele togliere dai propri conti correnti registrati al portale.

Coinbase ha, comunque, rassicurato tutti spiegando che è c'è un problema tecnico con Visa, relativo al MCC (Merchant Category Code). E proprio con Visa e le altre società di servizi bancari e carte di credito, Coinbase sta lavorando per sistamere il tutto e ha chiesto a tutti gli utenti di segnalare qualsiasi problema.

E una vicenda tutta italiana

Spariti 17 milioni di Nano monete per un valore di circa 159 milioni di dollari, dalla piattaforma italiana Bitgrail. La vicenda è di per sé oggetto di preoccupazione e di interesse mediatico perché Nano è una delle tante criptovalute, al pari delle più note Bitcoin ed Ethereum, che fanno discutere e sono oggetto di attenzione e discussione sia in ambienti domestici e sia finanziari. Il punto è che a essere coinvolta è una piattaforma italiana di scambio di criptovalute, Bitgrail, che ha sede a Firenze. A presentare denuncia è stato lo stesso fondatore e proprietario della piattaforma, Francesco Firano, negli uffici della polizia postale.

I fatti sono allora noti e la stessa Bitgrail ha voluto fare alcune precisazioni pubbliche in favore di chi opera con la sua piattaforma. Nano a parte, di cui rimane solo il 20%, le altre criptovalute trattate sul sito di exchange vengono considerate al sicuro. Al di là delle rassicurazioni a utenti e investitori, il punto è un altro: per quali ragioni si è materializzato questo furto? O più semplicemente, come è stato possibile? La situazione è piuttosto delicata perché si assiste a un scambio di accuse a suon di comunicati stampa. Nano punta l'indice contro Francesco Firano, il trentunenne amministratore di Bitgrail, ritenendolo responsabile di aver nascosto la non solvibilità di Bitgrail. E a sostegno delle proprie tesi mette a disposizione una serie di screenshot di una conversazione con lo stesso Firano.

Quest'ultimo rigetta le accuse al mittente a ricorda di aver "proposto un fork come ipotetica soluzione al fine di restituire ai legittimi proprietari la coin rubate. La reazione dei due Dev di Nano è stata inaspettatamente di chiusura totale al dialogo". In pratica si sarebbe trattato di un furto non imputabile al loro software.

Resta da comprendere l'impatto di questa violazione considerando che sono 220.000 gli iscritti a questa piattaforma italiana di exchange per fare trading con monete virtuali. Bitgrail ha messo nero su bianco di aver predisposto un piano di recupero "che comunicheremo appena sicuri della sua fattibilità a livello legale e contabile". La totalità degli investitori sarà regolarmente rimborsata della somma sottratta, considerando che alla piattaforma di trading sarebbero rimasti 4 milioni di Nano? In ogni caso è stato inevitabile per la procura di Firenze aprire un fa.