Roaming non c'è più, ma prezzi alti sia per chi sta in Italia o estero. Rischi e motivi come traghetto

Attenzione alle distrazioni e alle trappole: in quanto sanno che i costi supplementari sono aboliti sono all'interno dell'Unione europea e non nell'Europa?

Roaming non c'è più, ma prezzi alti

Quando il roaming si continua a pagare


Il roaming non c'è più, ma anche in Italia, rimanendo in Italia si rischia di pagare di più e i prezzi rimangono comunque alti, come vedremo le motivazioni e le ragioni. E poi Vi sono dei posti sia in Italia che all'estero dove il roaming non esiste come sui traghtti, navi e diversi altri.
 

Si fa presto a dire che il roaming per le telefonate non c'è più perché in alcuni casi si paga. Ad esempio, in quanto sanno che i costi supplementari sono aboliti sono all'interno dell'Unione europea e non nell'Europa? Significa che il roaming è attivo anche a San Marino, oltre che in Svizzera, Albania, Bosnia, Serbia e Montenegro. Chiamare (e ricevere telefonate) da questi Stati ha un costo maggiore. Non solo, ma quando ci si muove su fiumi, laghi o lungo la costa o sui traghetti - anche nei Paesi dell'Unione europea - occorre che il cellulare sia connesso a una rete mobile terrestre per evitare i costi di roaming altrimenti il cellulare si aggancia alle costose reti di trasmissione radio.

Quando il roaming si continua a pagare

Ci sono poi due regole da tener presente. Innanzitutto le compagnie telefoniche Vodafone, 3 Italia, Iliad, Fastweb, Tim e Wind possono stabilire un limite massimo alla quantità di traffico di roaming che gli utenti possono utilizzare. In seconda battuta per evitare abusi come l'utilizzo di una SIM straniera economica in un Paese dove i prezzi sono superiori, possono scattare controlli dal quarto mese in cui i consumi avvengono solo all'estero. Insomma, come fanno notare gli esperti, il rischio di ritrovarsi senza credito sul telefono arriva soprattutto da Internet: se prima dell'addio agli extra-costi si prestava attenzione, una volta usciti dall'Italia, a verificare che il blocco del traffico dati fosse operativo, adesso si è portati a pensare che sia tutto libero.

Trappole per chi usa lo smartphone

Si ricorda che per roaming si intende quell'insieme di regole e sistemi usati dagli operatori di telefonia cellulare per permettere ai loro clienti di chiamare all'estero anche attraverso una rete non di loro proprietà dietro il pagamento di costi extra all'altro operatore. Formalmente il roaming è stato cancellato dall'Unione europea il 15 giugno dello scorso anno, ma per i clienti della telefonia mobile ci sono ancora molte trappole per via delle tante eccezioni dell'accordo sovranazionale.

Occorre fare chiarezza in quanto ci sono delle occasioni in cui il roaming da cellulare anche per chi non viaggia ( o per chi lo fa) all'estero o va fuori Italia ha un costo sia per le telefonate a voce che per l'uso di Internet con lo smartphone. Questo perchè esistono delle deroghe alla legge europea del roaming gratis, a cui bisogna prestare molta attenzione per non avere sorprese sui costi della propria ricarica o abbonamento

Addio al roaming? Non proprio. Dal punto di vista formale, da circa due mesi telefonare con il cellulare, inviare sms e navigare su Internet da uno qualsiasi dei 28 Paesi dell'Unione europea avviene allo stesso prezzo del proprio ovvero in base al piano tariffario o al costo previsto dalla scheda prepagata. Sono poche le eccezioni previste e gli accorgimenti per evitare di danneggiare i piccoli operatori virtuali e prevenire gli abusi come il roaming permanente. Non ci sono limiti temporali, ma per evitare abusi come l’utilizzo di una sim straniera economica in modo permanente in un Paese dove i prezzi sono superiori, possono scattare controlli a partire dal quarto mese in cui i consumi avvengono solo all'estero. 

Prezzi e costi più alti anche per chi non va all'estero

Eppure occorre prestare molta attenzione perché prezzi e costi più alti anche per chi non va all'estero. L'operatore può infatti prevedere costi aggiuntivi se il cliente usa il telefono più in roaming che nel suo Paese.

In ogni caso, l'operatore deve avvertire il cliente e ha due settimane a disposizione per fornire chiarimenti. Scatta altrimenti un sovraccosto minimo, pari al prezzo che gli operatori pagano tra di loro per la fornitura dei servizi di roaming. Succede infatti che se il traffico di dati per la navigazione sul web così come il minutaggio delle chiamate o il numero degli SMS in roaming superano quanto previsto dal monte dati (quello che il proprio operatore telefonico è tenuto a comunicare in maniera chiara i consumatori), è applicabile un sovrapprezzo sul consumo. Più precisamente si tratta di 3,2 centesimi al minuto per ogni chiamata vocale effettuata, 1 centesimo per ogni SMS, 1 centesimo per MB. I costi sono tra l'altro da intendere netti ovvero va aggiunti l'Iva.

Il consiglio per chi utilizza dall'estero pacchetti con tetto giornaliero di minuti di chiamate, SMS e MB di traffico dati che si attivano in automatico, è dunque di prestare sempre attenzione. Prima dell'abolizione del roaming, le soglie erano di 6 centesimi per i messaggi di testo, di 19 centesimi al minuto per le chiamate e di 20 centesimi per ogni MB consumato.

Roaming abolito e impatto su consumatori e operatori

In realtà esiste una deroga per gli operatori che dalla fine dei sovraccosti del roaming maturano perdite al fatturato complessivo di almeno il 3%. La valutazione in Italia spetta all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ma dati e precisioni alla mano è poco probabile che coinvolga degli operatori di un certo spessore come Tim, Vodafone o Wind Tre. D'altronde gli italiani viaggiano in media gli italiani 2,2 giorni l'anno e anche tra chi si sposta il numero medio di giorni trascorsi all'estero è di 8. Di conseguenza l'impatto sugli operatori è basso e difficilmente raggiunge una perdita del 3%. Quelli più a rischio sono i carrier dei Paesi del Nord Europa. Ci sono comunque delle deroghe anche al roaming a costo zero: se l'utente sta abusando della linea o ricorre al roaming per un periodo superiore ai 4 mesi.