Robot che all'interno dell'organismo dell'uomo agisce e dentro fabbrica dei robot in Danimarca

Un robot che si muove all'interno del tuo corpo in modo assolutamente rivoluzionario con usi e funzioni molto interessanti. E diversi studi sui robot in arrivo

Robot che all'interno dell'organ

Ecco il robot che cammina, gattona, salta e nuota dentro il tuo corpo


Un robot che si muove dentro il tuo corpo umano come mai prima ovvero che non cammina, strisca, gattona, rotola, nuota. E poi all'interno della fabbrica in Danimarca che costruisce i robot che ci dovrebbero rubare il lavoro e due studi recenti su questo punto.
 

I robot diventano sempre più protagonisti in tutti gli ambiti. Ecco una delle ultime invenzioni e poi l'impatto che avranno o potrebbero avere sul sistem dell'impiego e produttivo in Italia e nel mondo da due ricerche.

Un robot dentro il tuo corpo che si muove

Misura appena tre millimetri, potrebbe rappresentare una nuova frontiera di uso medico per studio e cura del nostro organismo, per veicolare i farmaci verso un bersaglio specifico interno del nostro corpo, e per il momento  solo ancora un prototipo: si tratta dell'innovativo robot realizzato da ricercatori tedeschi che ha facoltà di gattonare, camminare, saltare, nuotare.

Metin Sitti, capo del dipartimento di Intelligenza Fisica, presso l’Istituto Max Planck per i sistemi intelligenti di Stoccarda, che ha guidato il team di ricercatori, ha chiarito le potenzialità di questa novità, spiegando che si tratta di robot minimalista che sarebbe in grado di raggiungere ogni piccola parte del corpo e gli ambienti più complessi.

Riesce, infatti, ad arrivare nel sistema digestivo e urinario, ma obiettivo dei ricercatori è quello di renderlo ancor più piccolo di quanto adesso sia, in modo da poter permettergli di arrivare in qualsiasi posto interno del nostro corpo.

Dentro la fabbrica dei robot in Danimarca che ci ruberanno lavoro

C'è da temere per la sicurezza del proprio posto di lavoro dall'avanzata dei robot in grado di fare un po' tutto? A vederli si direbbe di no. Perché, almeno quelli sviluppata nei laboratori danesi della Universal Robots, sono così essenziali e anche un po' bruttini da lasciare tranquilli per il futuro. In fin dei conti si tratta di un braccio meccanico o poco più.

Ma guai a farsi ingannare dall'apparenza perché i robot sono collaborativi e installati e programmati per sostituire dipendenti nell'esecuzione di compiti routinari. In buona sostanza, sono instancabili e non avanzano pretese, seppur legittime. Non hanno bisogno di uno stipendio, non richiedono costi assicurativi e non sono soggetti a orari di lavoro. E poi sono facilissimi da usare. Rispetto ai tradizionali robot, quelli mastodontici e difficoltosi da manovrare e da mantenere, i cosiddetti Ur3, Ur5 e Ur10 sono agili e subito pronti all'occorrenza. 

Da quelle parti assicurano che sono in grado di svolgere in quattro ore quello che un dipendente fa in due giorni. Ma sono davvero un pericolo per il lavoro umano? Difficile a dirsi e a procedere con stime puntuali e previsioni affidabili. Ma è pur vero che nella stessa Danimarca il governo ha allestito una struttura per controllare ed eventualmente limitare gli effetti collaterali dell'innovazione. La tendenza è quella di favorire il mix tra il lavoro tecnico e quello manageriale. Poi si vedrà.

Ricerca e analisi McKinsey su robot e lavoro

Molti lavori secondo la ricerca di MGI tenderanno a cambiare o a scomparire del tutto entro il 2030 con un impatto molto importante in tutto il mondo e in tutti i settore. La ricerca è stata fatta, non a caso, su 46 Paesi.
In totale entro il 2030 un quinto delle persone dovrà affrontare fortamente questi problemi, si parla , duque, di 800 milioni di persone che potranno variare come numero da nazione e impiego.

Le nazioni che ne risentiranno maggiormente saranno quelle avanzate di più a livello di industria come in Germania  e in Usa dove ci saranno conseguenze su chi gestisce macchinari o nell catena dell'alimentare.
Tra i 40 e più di 70 milioni in Usa perderanno il proprio posto e solo 20 milioni riusciranno a ricollocarsi.
Dall'altra parte ci saranno Nazioni dove proprio per la forma attuale del lavoro come l'India non si raggiungerà il 10% di questo cambio di forza lavoro.

In generale, comunque, rimaranno soprattutto le professioni come docenti, avvocati, medici che devono avere un rapporto umano stretto, mentre le altre saranno sostituite soprattutto quelle che hanno mansioni standard e ripetitive. E tra questi saranno, però, meno penalizzati chi ha stipendi più bassi, in quanto più facili trattnerli rispwtto al costo dei robot.

Il quadro italiano: vantaggi e svantaggi

Sempre più robot nelle aziende e sempre meno lavoratori italiani. Almeno nello svolgimento dei compiti più tradizionali e ripetitivi, il processo è già in corso anche dalle nostre parti, al di là di Industria 4.0 e Industria 5.0. Altrove, nei Paesi tecnologicamente all'avanguardia, sono coinvolti anche i comparti più complessi. Solo apparentemente un po' a sorpresa sono esposti anche agricoltura e pesca, commercio e naturalmente l'industria manifatturiera. E a dimostrazione di come non parliamo solo di teoria, ma di fatti concreti, l'approfondimento "ADP 5.0: come la digitalizzazione e l'automazione cambiano il modo di lavorare", condotta da The European House - Ambrosetti, per conto di ADP Italia, svela come 3,2 milioni di posti di lavoro siano subito a rischio.

Anche perché, si legge testualmente, proprio l'Italia è tra i Paesi che fanno maggior ricorso tecnologie automatizzate nell'industria come bracci meccanici ed esoscheletri. Quanti? Mediamente 160 robot industriali ogni 10.000 dipendenti. Il mondo del lavoro cambia e subisce così pesanti scossoni sia per la crisi che perdura e la ripresa che tarda ad arrivare, ma anche per lo sviluppo di nuove tecnologie e i nuovi traguardi raggiunti dall'innovazione. Il mercato dell'Industria 4.0 ha raggiunto, in attesa di Industria 5.0, il valore di tutto rispetto di 1,83 miliardi di euro.

Industria 4.0 e Industria 5.0 incidono su tutti i comparti produttivi della manifattura e dei servizi. Nel campo della manifattura, asset fondamentale per l'attività produttiva del nostro Paese, l'Advanced Manufacturing e l'Internet delle cose (Iot) portano all'ottimizzazione dei processi e la produzione just-in-time, con la disponibilità di stampanti 3D e di robot capaci di svolgere mansioni complesse e di apprendere dalle proprie stesse procedure, raffinando le capacità realizzative. Ma perché affidarsi ai costosi robot e più in generale alle delicate tecnologie avanzate? Secondo il rapporto "ADP 5.0: come la digitalizzazione e l'automazione cambiano il modo di lavorare", per almeno tre motivi:

  1. per la maggiore qualità ed efficienza nella produzione e fornitura di servizi
  2. per il minore sforzo fisico e maggiore sicurezza sul luogo del lavoro
  3. per il passaggio da lavori routinari a mansioni di supervisione e controllo, con accelerazione dei processi di decision making

Questo nel tempo non può che ridurre il fabbisogno di lavoratori nei processi produttivi, in Italia come altrove. Un esempio su tutti arriva dalla gestione dei Big Data: gli sviluppo nella robotica consentono già adesso la sostituzione di mansioni umane ad alto tasso di complessità. Basti pensare ai robot equipaggiati di algoritmi capaci di sostituire operatori di call center. In realtà il problema e le nuove opportunità non riguardano solo l'industria e il comportamento manifatturiero su tutti: riorganizzazione dell'attività di lavoro sono in vista anche per le professioni legali, la contabilità, e molti lavori svolti dai cosiddetti colletti bianchi. Come viene fatto notare, è necessario un parallelo ripensamento di ruoli e responsabilità, considerando che si stima infatti che in Italia la percentuale di occupati a rischio automazione sia pari appunto a 3,2 milioni di lavoratori. E il profondo cambiamento legato alla diffusione delle nuove tecnologie non può che investire in pieno anche le fasce più giovani della popolazione e le loro scelte del presente per il futuro.

Aumenta la richiesta di robot

Il nostro Paese sta comunque cercando di cavalcare l'innovazione e, grazie agli incentivi ad hoc, a svecchiare gli impianti per aumentare la competitività. Grazie allo scatto del trimestre luglio-settembre migliora la performance 2017 delle commesse interne per il settore delle macchine utensili e dei robot, con una crescita che si avvicina al 30%. Prendendo come base di riferimento il 2010, l'indice delle commesse interne si presenta robusto anche in termini assoluti, arrivando 61 punti oltre quel livello. Per gli amanti dei numeri, la crescita delle commesse estere si ferma all'1% e porta il progresso medio del trimestre al 14,7%. nei nove mesi a +11,1%.