Roma, fate piano perchŔ ci sono le buche

Roma, una figuraccia a livello internazionale. Cambiate i limiti di velocitÓ per le buche come soluzione, invece di ripararle che sarebbe la soluzione pi¨ naturale.

Roma, fate piano perchŔ ci sono le buche

Roma, fate piano: "Ci sono le buche"


Ancora problemi a Roma, con spreco di denaro pubblico e costi per i cittadini. Uno specchio un pò del nostro Paese in tutti i sensi

Buche ovunque, nente soldi e limiti di velocità

I più audaci si sono spinti ad immaginare, spesso non disdegnando di arricchire con divertenti fotografie condivise anche sui principali social network, che le voragini che stanno trasformando in un’immensa gruviera il manto statale della capitale, abbiano termine a Napoli. Altro capoluogo, evidentemente, afflitto dallo stesso problema. Ma, al di là degli scherzi, la situazione che riguarda la rete viaria del Comune di Roma è davvero desolante.

Lo sa bene anche il sindaco pentastellato Virginia Raggi, costretta a passare da un’emergenza all’altra e a confrontarsi sulle critiche piovute sul progetto promosso per le aree Casalotti-Battistini: il manto stradale è ridotto a un colabrodo a causa della mancanza di una manutenzione efficace. Ovviamente la reazione da parte dei cittadini residenti non si è fatta attendere a ha messo di nuovo sotto assedio il Campidoglio per una vicenda non gestita in maniera ottimale dalla Raggi.

Che aveva promesso un vero e proprio Piano Marshall delle strade e si rivelato presto una sorta di mancia. Dei milioni promessi, presidenti dei diversi municipi si dovranno accontentare di 150mila euro ciascuno. I romani dovranno iniziare a rassegnarsi alla gruviera, dunque? 

E oltre al danno alla beffa con numerose aree dopo i vigili hanno messo il divieto di sosta e cambiato i irtmi di velocità portandoli a 30 km
 

Altro fallimento in corso...

Non vanno certo bene i trasporti pubblici in tutta Italia, almeno generalmente parlando, e a Roma la situazione è davvero particolare con l'Atac che ha dovuto presentare addirittura il concordato preventivo per evitare il fallimento. Non si tratta certo di uno scenario nuovo, ma l'impressione è che anno dopo anno, mese dopo mese, il quadro sia andato in progressivo e inesorabile peggioramento. Cosa cambia adesso? Tanto per dirla in maniera secca e decisa, per salvarsi dal fallimento alle porte, l'azienda di trasporti ha deciso di scaricare i pendolari e abbandonare le linee strategiche Roma-Lido e Termini-Centocelle. Una decisione shock, ma che secondo l'Atac solo con l'addio alle ferrovie concesse e l'aumento del trasporto su gomma è possibile evitare il baratro.

L'Atac deve rientrare, come viene spiegato nelle oltre 130 pagine del concordato preventivo presentato, di 1,6 miliardi di euro di debiti e per farlo dovrà dare attuazione al piano industriale già presentato e avallato dai sindacati. Il primo punto prevede allora che Atac non gestirà più le linee dei pendolari e le ferrovie locali e urbane come la Roma-Viterbo, Termini-Giardinetti e Roma-Lido. Un altro servizio che non sarà più garantito da Atac è quello delle strisce blu e dei parcheggi di scambio. La gestione di tale servizio è attualmente disciplinata da un contratto di servizio. Non è prevista nel Piano la prosecuzione oltre il 2 dicembre 2019. Non è scontato che dalla fine del prossimo anno sia ancora Atac a occuparsi di questo settore. Per quanto riguarda il personale, nessun taglio ma solo rotazioni. Si venderanno piuttosto alcuni immobili ed entro il 2020 entreranno in gioco altri 700 bus. Si tratta cioè del principale investimento.

Atac genera oggi solo il 33% dei propri ricavi dalla vendita di biglietti, a fronte di una copertura attesa pari almeno al 35% del valore dei ricavi. Il piano industriale ipotizza di passare dai 283 milioni di euro incassati nel 2017 da biglietti e abbonamenti integrati, biglietti e abbonamenti proprietari, dalle sanzioni a chi non paga il ticket, a 283 nel 2020. Il calcolo considera la cessazione della gestione delle ferrovie concesse dal 30 maggio 2019 quando scade il contratto. In particolare sul fronte della lotta all'evasione, soprattutto sui bus, l'obiettivo è incassare dalle sanzioni nel 2020 3,2 milioni di euro, ben più dei 2 milioni del 2017.

Se per quanto riguarda bus e metro Roma Capitale ha confermato il prolungamento dell'affidamento in house del servizio di trasporto pubblico, per le ferrovie concesse il piano presentato da Atac al tribunale non ipotizza un prolungamento per quanto riguarda le ferrovie concesse. Le linee ferroviarie Roma-Lido, Roma-Civita Castellana-Viterbo e Roma-Giardinetti sono di proprietà della Regione e il piano industriale non prende in considerazione un prolungamento del contratto che scadrà il 15 giugno 2019 e allo stato non è previsto il suo rinnovo.