Ruba vestiti alla Rinascente per 7mila euro. Una rapina quasi perfetta. Arrestato. E altre storie

Una rapina astuta perfetta o quasi fermata alla Rinascente di Roma. Ecco tutta la storie e altre vicende da leggere

Ruba vestiti alla Rinascente per 7mila e

Ruba vestiti per 7mila euro all Rinascente. Arrestato


Ci sono alcune volte dove rubare sembra quasi essere certamente una necessità per sopravvivere, altri, invece sono dei fenomeni di furto per guadagnare. Ecco una storia di storie su cui rilettere.

Rapina perfetta alla Rinascente o quasi

Rubare prodotti, soprattutto vediti e on solo alla Rinascente, non è certamente facile grazie ai sistemi antitaccheggio predisposti. Ma un messicano di 27 anni era quasi riuscito a compiere la rapina perfetta nella Rinascente a Roma in via del Tritone eludendo i controlli super tecnologici con una soluzione semplice, ma efficace. Inserire tutta la merce rubata in una busta con una serie di fogli di alluminio che non facevano scattare nè sensori nè allarmi.

Ma come in tutte le rapine prfette o quasi, la fetta del giovane messicano di allontanarsi dal negozio, lo ha fatto sbagliare ed è stato fermato subito dopo, lanciato l'allarme, dai Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina. 

E proprie le forze dell'ordine dopo una breve ispezione lo hanno trovato con ben 7mila euro di refurtiva con ancora attaccati i sensori antitaccheggio. Il maltolto è stato restituito alla Rinascente, mentre il ladro è rimasto in caserma nell'attesa del processo per direttissima

Truffa Iban

Ancora una vittima della truffa dell'Iban, questa volta è accaduto nella zona di Viterbo ad Andrea, un concessionario di auto. Ma la sua è una, purtroppo, delle tante staoria di truffa che continua ad aumentare come riportano i dati più recente su questo tipologie di frodi.

Andrea getisce una concessionaria di auto e un pomeriggio, una sua cliente con cui stava trattando un auto, gli scrive una mail per confermare il pagamento di un veicolo. E così procede al bonifico. Ma il giorno successivo la signora lo chiama dicendo di non aver ricevuto i soldi e così il malcapitato scopre che l'Iban non era quello di un negozio di auto di Milano, ma di un privato. Nella distinta aveva inserito anche il nome, ma quello che conta è l'Iban

Andrea era diventato, purtroppo, uno delle vittime della truffa dell'Iban, con un virus o per meglio dire un trojan che entra nella posta elettronica e cambia tutti gli iban registrati, ad esempi quelli dei clienti o dei fornitori.

A questo punto, Andrea fa la denuncia alla Polista Postale e, fortunatamente, dopoi circa 30 giorni, la Polizia Postale riesce a riostruire la vicenda e recuperare i soldi, ma come spiega sempre lo stesso Andrea, gli stessi poliziotti gli hanno spiegato che è stato molto fortunato, perchè di solito i soldi vengono ritirati da un prestanome su cui vengono messi sul proprio conto che, poi, li spedisce all'estero. E anche se viene trovato, si dichiara ed è, poi, concretamente nullatenente.

A quanto sembra, le credenziali per entrare nel suo computer e poi nella sua posta elettronica, tra l'altro, non sono state "prese" attraverso un virus inviato via email, ma dopo essersi riusciti a intriffalarsi nella rete Wifi del suo negozio di autovetture e da l'aver inserito sul pc un trojan sul pc per entrare nel programma email e cambiare gli Iban

Frode con messaggio su cellulare

E' differente dalle altre perchè non avviene via email o attraverso Facebook o altri strumenti social, ma via Sms con un messaggino che annuncia il rimborso di una fantomatica iva del 22% deciso da Equitalia.
L'unica azione che viene chiesta all'utente è di linkare sul sito della banca di Cariparma che in realtà sembra identico a quello originale, ma già dall'url è chiaramente diverso ovvero www.cari-parma.it.

A quel punto se l'utente inserisce i suoi dati, i truffatori hanno in mano username e password del contocorrente e ne possono rubare i soldi liberamente.

Al momento la denuncia di questa nuova truffa via sms è stata fatta dallo Sportello dei diritti,
associazione dei consumatori, a cui è seguita la conferma e l'allarme della Polizia Postale e sembra essere legata solo a Banca di Parma.
Ma è fortamente probabili che analoghi sms siano inviati con nomi di altre banche o che lo potrebbero essere in futuro.
Massima attenzione, dunque, e occorre appena si riceve un sms del genere non fare nulla, non seguire il link e denunciarlo online alla Polista Postale.