Ryanair condanna stabilita. E in Italia sicurezza voli ancora al centro polemiche ulteriori compagnie

Solo poche settimane fa era stato un altro tribunale, quello di Busto Arsizio, a condannare Ryanair per condotta antisindacale. Ma qualcosa sta lentamente cambiando.

Ryanair condanna stabilita. E in Italia

Ryanair sconfitta dal sindacato


Stabilita almeno fino al grado dove si è arrivata una condanna a Ryanair dai tribunali italiani. E poi la questione sicurezza che ritorna all'attenzione, dopo le prime denunce dei piloti Ryanair, anche per altre copagnie che volano in Italia.

Il sentore di ritorsione c'è tutto, come quello di dare un esempio a tutti gli altri lavoratori. Se Ryanair impedisce ai dipendenti di stabilire contatti con le organizzazioni dei lavoratori, pena il licenziamento, per il tribunale di Bergamo questo comportamento è da condannare perché si tratta di discriminazione nei confronti del sindacato. La decisione del giudice è sì simbolica, ma ha un grande valore pratico sia nel caso oggetto della discussione e sia nei futuri contratti che la compagnia aerea proporrà in futuro. Quella clausola contenuta nel contratto di lavoro che limita il comportamento dei dipendenti andrà infatti cancellata secondo le norme italiane.

Ryanair sconfitta dal sindacato

Ed era stato proprio un sindacato a trascinare Ryanair davanti a un giudice e ottenere il risarcimento di 50.000 euro. Al centro delle contestazioni c'è stata la ben nota clausola di estinzione. Quella che il vettore irlandese fa inserire nei contratti di lavoro e che prevede la fine del rapporto di lavoro degli assistenti di volo nel caso di interruzioni di lavoro o di intrapresa di azione di natura sindacale. In buona sostanza, ogni rapporti con le organizzazioni di categoria veniva reciso alla base. Vale comunque la pena segnalare che di recente è stata registrata una prima apertura nei confronti dei sindacati dei piloti, anche se limitata alle sigle scelte all'azienda e non ai sindacati confederali, solitamente più battaglieri nelle loro azioni di protesta.

Ma che il rapporto con i rappresentanti dei lavoratori non funzioni per il meglio è noto da tempo. Solo poche settimane fa era stato un altro tribunale, quello di Busto Arsizio, a condannare Ryanair per condotta antisindacale. In quell'occasione l'azienda si era tirata indietro dal fornire informazioni e di incontrare i sindacalisti.

Sì alle birre (analcoliche) a bordo

Che il mondo di Ryanair sia in continua evoluzione è adesso dimostrato dalla volontà di proporre ai passeggeri anche la birra. Analcolica naturalmente. La situazione è ai limite del paradosso perché, com'è noto, a bordo degli aerei della compagnia irlandese è già possibile sorseggiare gin e vodka. Tuttavia è proibito consumare l'alcol acquistato nel duty free dell'aeroporto. E poi vige il divieto assoluta a chi vola da Glasgow e Manchester ad Alicante e Ibiza di bere alcol del tutto. La questione assume comunque contorni delicati perché spesso e volentieri alcuni passeggeri si sono presentati su di giri. Da qui la richiesta agli aeroporti appoggiata da Ryanair di proibire la vendita di alcolici, in particolare nelle prime ore della mattina, ai passeggeri dei voli cancellati. Il motivo? L'aumento incontrollato del risentimento.

E vi ricordate la sicurezza....

Ora dopo le accuse dei piloti Ryanair sui voli low cost e le condizioni di lavoro, viene pubblicata una lettera ad una hostess dove nero su bianco è scritto che potrebbero scattare dei provvedimeti a suo carico in quanto vende meno prodotti del rpevisto sulle tratte e i voli di sua competenza. E già di quetso si era palato del servizio delle Iene, a cui ora viene dato seguito, indicando anche, ma non sono certe, meno giorni di riposo o altre possibili sanzioni. Ricordiamo anche che sotto abbiamo scritto della vicenda sempre dei piloti Ryanair raccontata già da uno di loro, un piloa inglese, nel 2013 in un libro

L'obiettivo è fare profitti a tutti costi, con il rischio di muoversi costantemente borderline rispetto alle norme in vigore. L'inchiesta della trasmissione televisiva Le Iene su Ryanair è solo l'ennesimo caso di testimonianze di una situazione che anche in Italia rischia di scappare di mano perché di mezzo c'è anche la sicurezza di chi lavora nella compagnia aerea tra piloti, hostess e stewart, ma anche dei passeggeri. Le tesi esposte dagli intervistati dalle Iene ricalcano quanto scritto nel libro edito in Francia "Ryanair. Low cost mais à quel prix?", a firma di un ex pilota della compagnia low cost irlandese. Il racconto nelle pagine è agghiacciante anche se, a oner del vero, saranno oggetto di una pronuncia del giudice, a cui Ryanair si è rivolto perché si è sentita evidentemente diffamata.

E il libro denuncia

L'ex pilota Ryanair (Cristian Fletcher è il nome di fantasia) riferisce nel libro denuncia "Ryanair. Low cost mais à quel prix?" ovvero "Ryanair. Low cost ma a che prezzo?" di tattiche di minaccia, intimidazione e punizione per far regnare la paura. Parole durissime che rappresentano una presunta realtà che suscita preoccupazione anche per la sicurezza dei voli. Perché, come domanda, chi sarebbe tranquillo sapendo che il comandante ha dormito 3 o 4 ore la notte precedente? E riferisce di un caso tutto italiano ovvero di un volo dirottato da Pisa a Genova per via di violenti temporali con il personale che avrebbe dormito per qualche ora per terra con le uniformi Ryanair in un'agenzia di spedizione del capolouogo ligure. Se senza ricevere supporto finanziario o di vettovaglie da parte della compagnia aerea.

La questione consumi

Tra le principali voci di costo che impattano sui bilanci Ryanair c'è quello del costo del carburante, soprattutto in relazione alla policy aziendale di mantenere bassi i costi dei biglietti di viaggio. Ebbene, viene riferito come la compagnia low cost bandisca tutta i mesi una competizione interna tra comandanti di bordo per la conquista del riconoscimento del miglior risparmiatore di carburante. E che l'aria condizionata viene mantenuta al minimo e le frenate sono improvvise così da "liberare la pista il più in fretta possibile e ridurre i tempi di rullaggio". Nulla di illegale, intendiamoci, ma si tratta appunto di muoversi sempre e costantemente al confine tra la sicurezza e il rischio. L'aria che si respira dalla lettura del libro denuncia è la stessa al termine della visione del servizio di Luigi Pellazza delle Iene.

La trasmissione di Italia 1 ha raccontato che i contratti dei piloti stipulati in Irlanda sarebbero a partita Iva, la cui stipulazione è proibita in Italia per questa categoria di lavoratori. Nessuno verifica che pilota copilota mangino cibo diverso, come da regolamento, per evitare il rischio di malori simultanei. Per cercare di aumentare i profitti, hostess e steward sono chiamati a vendere prodotti a bordo, inclusi i "gratta e vinci". Il tutto mentre la stessa Ryanair è nell'occhio del ciclone per via dei voli cancellati anche in Italia. In arrivo una class action per il risarcimento ovvero un'azione legale collettiva contro la compagnia low cost. Molti viaggiatori che hanno acquistato biglietti per il periodo di Natale e di Capodanno (oltre ad aver prenotato hotel e strutture per dormire) si vedono ora privati dei voli e devono cercare alternative. Un disagio evidente per chi ha deciso di trascorrere le vacanze fuori casa acquistando in anticipo i biglietti verso destinazioni estere..

E sempre recentemente....

E va bene la confidenza con il mezzo. Anche se si tratta di un gigante dei cieli che vola a diecimila metri di altezza trasportando centinaia di passeggeri. Ma anche la confidenza più azzardata impallidirebbe difronte al comportamento dei due piloti della compagnia low cost easyJet, prontamente sospesi dal servizio dopo l’esplosione del caso

Tra le altre cose i piloti, oltre a mostrare un disprezzo totale delle regole minime di sicurezza richieste a bordo di un aereo, si sono praticamente accusati da soli attraverso un utilizzo pessimo anche dei social. Questo il fatto.

I due piloti della compagnia easyJet, protagonisti della vicenda, hanno in pratica ben pensato di condividere sui social le foto e i video che dimostravano le attività che si svolgevano in cabina durante il volo che doveva collegare Parigi a Madrid. Per niente attinente ai doveri di un pilota, ma molto vicine alle attività di un qualsiasi influencer a caccia di documenti forti per accaparrarsi l’ultimo clic, ovvero l’utilizzo di Snapchat che a diecimila metri d’altezza non consiste affatto in un’impresa di cui vantarsi.

Ma solo il gesto sconsiderato, l’ultimo a quanto pare, di persone capaci di mettere a rischio l’incolumità dei passeggeri.

La reazione di easyJet in questo senso è stata immediata e decisa. Un segnale chiaro lanciato contro chi, al di là del ruolo dei social, continua a tenere una condotta del genere. Anche se la stessa compagnia ha precisato che la sicurezza del volo non sarebbe mai stata messa in discussione visto che il velivolo stava procedendo a velocità di crociera con il pilota automatico inserito. Sarà, ma è bene che casi del genere non accadano più.

E ricordate...

Sono trascorsi oltre due anni, ma è ancora negli occhi la tragedia dell'Airbus A320 della Germanwings in cui sono morte 150 persone. Germanwings era il vettore low cost di Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca. Adesso è stata assorbita da Eurowings, ufficialmente per dare alla compagnia un'immagine più europea, ma non è da escludere che si tratta di un passaggio obbligato in seguito al disastro aereo. La domanda che tutti si pongono è una sola: fino a che punto è davvero sicuro viaggiare low cost? Al di là delle valutazioni e delle percezioni personali, le statistiche sembrano sfatare le speculazioni secondo cui i voli economici sono meno sicuri di quelli dalle compagnie di bandiera.