Sacchetti biodegradabili, disposizione urgente Pd. Cosa c'è dietro veramente

Al via pagamenti obbligatori sui sacchetti per la spesa di frutta e verdura: quanto costeranno, decisione per fare crescere il Sud e storia della manager renziana

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Cosa c'è dietro davvero alla decisione dei sacchetti biodegradibili? Tutta è stato deciso ufficialmente per una disposizione urgente del Pd, ma ora le veirità si rincorrono sull'emendamento Pd, l'azienda amica di Renzi e altro...

Al via da questo mese di gennaio 2018 appena iniziato nuovi rincari per gli italiani e tra i tanti una mini tassa che sta facendo parecchio discutere: si tratta del nuovo costo che avranno sacchetti di frutta e verdura al momento di acquisti al mercato. Si dovranno pagare, infatti, fino a 10 centesimi per portarsi a casa negli appositi sacchetti frutta e verdura acquistata.

Sacchetti di frutta e verdura: nuovi costi al via

La legge che ha deciso i costi sui sacchetti appena riportati era stata approvata lo scorso agosto, inserita un decreto legge 2017 n. 123, che riporta ‘Disposizioni urgenti per la crescita economica del mezzogiorno’. Ciò che dovrebbe intendersi, dunque, stando a quanto riportano le ultime notizie, è che si tratterebbe di una mini tassa che dovrebbe concorrere alla crescita del Sud e la novità stabilisce che supermercati e altre attività commerciali devono sostituire i normali sacchetti leggeri con sacchetti biodegradabili da far pagare ai clienti, esattamente come già accade da un pò per le normali buste della spesa e chi non rispetta la nuova legge andrà incontro a sanzioni che saranno comprese tra i 2.500 e i 25 mila euro.

Sacchetti per la spesa a pagamento: i benefici per la manager di Renzi

Come sopra accennato, la decisione di far pagare i sacchetti per la spesa di frutta e verdura è stata inserita tra le misure necessarie per portare ad una crescita del Sud, provvedimento firmato dalla deputata Dem Stella Bianchi, tuttavia, stando alle stime, sembra che i benefici che ne deriveranno saranno goduti molto più a Nord. E la spiegazione è molto semplice: non sarà possibile portarsi i sacchetti da casa, non sarà possibile utilizzare altri sacchetti se non quelli forniti dai supermercati e allora, quasi certamente, per chi non potrà permettersi di pagare centesimi in più ogni qualvolta va a fare la spesa i consumi si ridurranno, a tutto discapito della crescita economica tanto agognata. Inoltre, stando a quanto trapelato, sembra che la decisione sarà una di quelle che contribuiranno a ‘far ricca’ una manager di Renzi.

Stiamo parlando di Catia Bastioli, amministratore delegato della Novamont, che nel 2011 ha partecipato come oratore alla seconda edizione della Leopolda, nominata nel 2017 dal presidente della Repubblica Mattarella cavaliere del lavoro. L’azienda che amministra è l’unica italiana che produce materiale per la produzione dei sacchetti bio detenendo l'80% di un mercato che certamente crescerà una volta in vigore la nuova legge sul pagamento dei sacchetti per la spesa di frutta e verdura. Secondo le stime, infatti, i sacchetti saranno venduti in media a due centesimi l'uno e, considerando che per statistica è emerso che consumiamo ogni anno 20 miliardi di sacchetti, si parla di un business da 400 milioni di euro l'anno.







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di Sara Melchionda pubblicato il