Saipem male come greggio. E benzina falsa danneggia veicoli ancora. Ennesimo caso

Ancora una discesa per il prezzo del petrolio e Saipem non può che risentirne. Ma c'è fermento in tutto il settore della benzina e del gasolio anche in Italia

Saipem male come greggio. E benzina fals

Saipem crolla assieme al prezzo del petrolio


Il greggio scende e Saipem ne ha risentito ieri per tutta la gionata in Borsa. Ma oltre al problema del greggio a livello mondiale, continuano i problemi in Italia per la benzina e il gasolio ancora una volta contraffatti con auto in panne.

Il prezzo del petrolio continua a scendere e così anche Saipem scende nel mercato odierno italiano, risultando essere la peggiore sull'indice italiano al momento in cui scriviamo. Il petrolio sta subendo una fase di correzione evidente, dopo i recenti accordi all'Opec di Vienna, dove i produttori hanno deciso una maggiore estrazione probabilmente per sfruttare anche i prezzi che erano aumentati. Al momento il petrolio quota in calo dello 1,07% per quello del Brent del Mare del Nord, mentre per il Wti cala di 1,14%

Ma la questione petrolio e benzina sta interessando per diverse vicende anche gli automobilisti italiani per la benzina e il gasolio non puliti venduti come abbiamo raccontato nelle due diverse storie sottostanti

Frode da record

Ancora una volta c'è la questione gasolio sporco nel mirino degli inquirenti. Ma questa volta non si tratterebbe di un errore tecnico perché la Guardia di finanza si dice sicura di aver scoperto una truffa. Perché alla base dello stratagemma ci sarebbe il tentativo di frodare il fisco. Come? Proponendo una miscela simile a olio lubrificante e venduta come gasolio a prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato. E con una grande differenza ai fini fiscali: il prodotto non è soggetto ad accise e dunque sarebbe infinitamente volte più vantaggioso. Secondo le Fiamme gialle di Crotone ammonterebbe a più di un milione di euro l'importo sottratto all'erario. Da qui l'arresto di sei persone e la notifica dell'obbligo di dimora ad altri cinque. Complessivamente sono 21 le persone denunciate a vario titolo di 21.

Tutto è nato dall'intercettazione di un'autocisterna polacca che trasportava in Italia la miscela contraffatta. Ma si trattava solo della piccola parte di un flusso complessivo pari a un milione e 400.000 litri di simil gasolio proveniente da società inesistenti e con nomi fittizi. Lo schema sarebbe andato avanti per molto tempo fino al sequestro del mezzo dal parte dei militari della Finanza.

Il caso del gasolio sporco Salento

Ma non si tratta del solo episodio finito al centro dell'attenzione. Solo fino a pochi giorni fa le cronache locali e nazionali riferivano del caso del gasolio sporco in Puglia. Della protesta degli automobilisti si sono poi occupate le associazioni dei consumatori, la procura di Lecce che ha aperto un'inchiesta e perfino il parlamento con una interrogazione. I fatti sono noti: decine di automobilisti sono finiti in panne con i rispettivi veicoli dopo aver fatto rifornimento di gasolio in alcune stazione ben precise nelle province di Brindisi e Lecce. L'indice è stato immediatamente puntato contro la raffineria di Taranto da cui proviene il diesel sporco. Tuttavia la stessa Eni ha preso pubblica posizione, spiegando come non ci si stato alcun intoppo nel processo e che, evidentemente, i problemi vanno cercati ancora più a monte.

Stando a quanto denunciato, la fonte del problema andrebbe ricercata in possibili disfunzioni nella raffineria di Taranto. Il punto è che il carburante sotto accusa sarebbe già in circolo in tantissime città, considerando che sono tre le province con stazioni di rifornimento che si approvvigionano dalle raffineria contestata. Quest'ultima sarebbe inciampata in un problema di mixaggio che avrebbe causato la fornitura di un prodotto non adatto alla carburazione. Dal punto di vista tecnico, sembra che dopo il rifornimento di gasolio le auto abbiano mostrato difetti alle pompe di gasolio e agli iniettori con arresto improvviso dei veicolo e impossibilità a proseguire la marcia. Alcuni distributori hanno quindi invitato i clienti a rivolgersi direttamente alla società di distribuzione carburanti per riferire delle problematiche e segnalare eventuali problemi alla vettura. La stima dei danni sarebbe pari a 1.500 euro.