Salario minimo garantito per gli stipendi 2020. Importo e regole nuovo Governo Pd-M5S

Il nuovo governo verso l’introduzione del salario minimo con la prossima Legge di Bilancio 2020: cosa prevede la misura

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Dalla proroga dell’opzione donna anche nel 2020, a novità per la giustizia, taglio del cuneo fiscale al momento pensato solo per i lavoratori, accorpamento di Imu e Tasi, piano per nuove assunzioni dei precari della scuola, al salario minimo: dopo l’introduzione del reddito di cittadinanza, introdotto solo qualche mese fa dal governo Lega-M5S, i pentastellati puntano ora su un altro cavallo di battaglia: il salario minimo.

Salario minimo per stipendi 2020: le intenzioni del nuovo governo Pd-M5S

Tra i punti programmatici del programma del nuovo governo Pd-M5S spicca quello relativo all’introduzione del salario minimo, misura su cui puntano i pentastellati che già qualche tempo fa ne avevano avanzato proposta. Tuttavia, nel programma non si fa riferimento preciso a modalità di introduzione del salario minimo e importo per determinare un aumento degli stipendi 2020.

La proposta sul salario minimo avanzata dai penastellati è quella di introdurre un salario minimo di 9 euro lordi l’ora per tutti i lavoratori dipendenti. Ma si tratta di una proposta tal rimasta finora, che non è stata ripresa nel documento di programmazione del nuovo governo per la prossima Legge di Bilancio 2020, segno che sulla somma da rendere paga base minima per tutti bisogna decisamente ancora discutere per la decisione definitiva.

La volontà, però, verso l’introduzione del salario minimo in Italia rappresenta un primo passo concreto verso l’omogeneità con gli altri Paesi europei dove il salario minimo come diritto del lavoratore è già esistente, al pari di quel reddito di cittadinanza per cui si è dovuto tanto discutere nel nostro Paese e in realtà già esistente in tutti gli altri da molto tempo. Ne erano fuori solo Italia e Grecia.

Taglio del cuneo fiscale e ulteriori misure da nuovo governo

Insieme all’introduzione del salario minimo, tra i punti del programma del nuovo governo Pd-M5S spicca il taglio del cuneo fiscale. Secondo il Pd bisogna ridurre le tasse sul lavoro a vantaggio dei lavoratori anche se non sono state definite le misure per attuare concretamente il taglio del cuneo fiscale.

Tra le ipotesi in ballo rimodulazione ed estensione del bonus di 80 euro, anche per gli incapienti. Per il M5S, però, il taglio del cuneo fiscale dovrebbe interessare anche le imprese, considerando che i costi dei lavoratori pesano moltissime sulle stesse imprese.

Insieme a salario minimo e taglio del cuneo fiscale, particolarmente in discussione nel nuovo governo firmato Pd-M5S c’è la quota 100 introdotta dal governo Lega-M5S. Al momento le ipotesi di lavoro sulla quota 100 sembrerebbero diverse tra alcuni esponenti del Pd che vorrebbero cancellarla per avere risorse da impiegare per misure per la riduzione del debito pubblico, e chi, invece, pensa ad una sua rimodulazione con aumento del requisito dell’età da 62 a 64 anni e riduzione di un anno della sua durata, dal 2021 al 2020.  

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di Marianna Quatraro pubblicato il