Saldi tra luci e ombre, Confesercenti chiede di spostarli

Sono cambiate le abitudini d'acquisto degli italiani e la nuova stagione dei saldi potrebbe rivelarsi una delusione per i commercianti rispetto alle aspettative iniziali.

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Saldi, soluzione da ripensare?


Saldi così e così, tra luci e ombre come viene indicato da numerosi associazioni e commercianti di diverse regioni tra cui la Confasercenti di Sicilia e Toscana, ma non solo. Interessante, comunque, è capire dove vanno bene, e perchè conviene anche per noi stessi consumatori puntare verso determinati centri e che sconti e promozioni attendersi come realistici e migliori effettivamente.

Sono proprio i nuovi dati sull'andamento dei saldi che mettono in discussione l'utilità di questa soluzione per rilanciare le vendite, soprattutto nei negozi fisici. I dati sulla Sicilia sono emblematici e riflettono nella loro particolarità la situazione generale. La stessa Confcommercio Palermo registra un calo del cinque per cento rispetto alla situazione di un anno fa. E il tutto nonostante la stagione dei saldi 2018 e della corsa all'affare sia iniziata da oltre dieci giorni. Naturalmente i negozi hanno lavorato di più ovvero hanno notato un maggiore viavai da parte dei consumatori rispetto agli altri giorni dell'anno. Ma parlare di successo appare fuori luogo. In attesa di poter tracciare un bilancio, essendo i saldi ancora in corso, sembra che la stessa situazione si sia verificata anche nel resto delle città italiane, piccole e grandi che siano.

Saldi, soluzione da ripensare?

Va da sé che non tutte le città italiane mostrano lo stesso andamento commerciale. Almeno quelle più grandi, da Milano a Roma, passando per le sempre vivaci Bologna e Firenze, mostrano una maggiore attenzione da parte della clientela, non solo straniera. Ma in generale sono tanti a far notare come la soluzione dei saldi di inizio anno per rilanciare i consumi non sia più quella adeguata. E le ragioni sono tante: si va dalla concorrenza delle piattaforme online ai negozi fisici che non può essere trascurata, alle tante iniziative allestite nel corso dell'anno che non rendono più l'appuntamento di inizio anno con i saldi come quello irrinunciabile. Di questo parere è ad esempio il Codacons, secondo cui sono cambiate le abitudini d'acquisto degli italiani e la nuova stagione dei saldi si rivelerà una delusione per i commercianti rispetto alle aspettative iniziali.

A dimostrazione di come, anno dopo anno, qualcosa stia cambiando, c'è il taglio del budget riservato dalle famiglie italiane ai saldi 2018. Stando alle stime dell'associazione dei consumatori, ammonterebbe a 168 euro in media ovvero -4% rispetto alle promozioni e alle offerte della fine stagione dello scorso anno. E c'è poi un altro dato che merita attenzione: meno della metà degli italiani attende le vendite di fine stagione per fare qualche acquisto nei negozi. Inevitabile allora la delusione dei commercianti che devono evidentemente trovare altre strade per rimpinguare quel tesoretto che ogni anno veniva accumulato con i saldi. La partita è certamente difficile ma non impossibile. Ma lo diventa se si accusa l'online di tutti i problemi del mondo così come lo erano i primi centri commerciali fino a pochi anni fa.

E poi c'è la concorrenza degli outlet

C'è poi un'altra ragione per cui i saldi non accedono la fantasia degli acquirenti: la presenza di un numero sempre maggiore di outlet, anche di brand di rilievo e solitamente molto costosi, che propongono capi d'abbigliamento, profumi o prodotti di cosmetica a prezzo scontato per tutto l'anno. Insomma, non è più necessario attendere l'inizio dell'anno e fatidici saldi per portare a casa quell'oggetto così tanto desiderato.

Quando finiscono i saldi invernali

Sono iniziati cinque giorni fa nelle regioni Abruzzo (fino al 5 marzo), Calabria (fino al 28 febbraio), Campania (fino al 2 aprile), Emilia Romagna (fino al 5 marzo), Friuli Venezia Giulia (fino al 31 marzo), Lazio (fino al 28 febbraio), Liguria (fino al 18 febbraio), Lombardia (fino al 5 marzo), Marche (fino al primo marzo), Molise (fino al 5 marzo), Piemonte (fino al 28 febbraio), Puglia (fino al 28 febbraio), Sardegna (fino al 5 marzo), Toscana (fino al 15 marzo), Umbria (fino al 5 marzo), Veneto (fino al 31 marzo). Da tre giorni i saldi vi sono in Sicilia (fino al 15 marzo) mentre sono già in corso in Basilicata (fino al primo marzo) e in Valle d'Aosta (fino al 31 marzo). Ed è poi interessante scoprire sia quali saranno gli sconti medi e il budget che ciascuna famiglia destinerà ai saldi invernali e siano quali sono i beni e i prodotti che gli italiani compreranno di più.

E non mancano le sorprese anche perché, alla luce delle tante promozioni e degli sconti lanciati nel corso dell'anno (soprattutto per chi sceglie canali alternativi allo shopping fisico, i saldi non sembrano più quel richiamo irresistibile. A ogni modo, quasi 170 euro per le vendite di fine stagione e circa 68 per riempire le calze di giochi, dolciumi e altri regali: per il weekend gli italiani si preparano, secondo i calcoli del Codacons e di Confesercenti, a spendere quasi 250 euro. I più ottimisti sono i tecnici della Confcommercio che calcolano una spesa media di 330 euro a famiglia per un giro d'affari complessivo di 5,2 miliardi per i saldi invernali 2018 con 15,6 milioni di famiglie non disposte a rinunciare ai prezzi scontati.

Secondo un sondaggio oltre sei italiani su dieci prevedono di acquistare da oggi almeno un articolo in saldo puntando soprattutto sull'abbigliamento. È in crescita la percentuale di coloro che prevede acquisti mentre si confermano le donne le più interessate allo shopping in sconto. Gli uomini, soprattutto nel Nord Est, spenderanno leggermente di più delle donne. È in crescita la percentuale degli acquisti in saldo online. Il Codacons resta prudente. Secondo i consumatori i saldi di fine stagione sono oramai obsoleti e andrebbero aboliti per legge. Gli italiani spenderanno in media 168 euro ma si tratterà di un sostanziale flop con una contrazione della spesa media del 4% rispetto all'anno scorso.