Salvezza dell'Italia passa dall'uscita dell'euro per Jp Morgan. Migliore opzione per diversi motivi

Il nodo Target 2, lo strumento della Banca centrale europea per garantire l'efficace funzionamento dei sistemi di pagamento e delle infrastrutture di mercato.

Salvezza dell'Italia passa dall'uscita d

Sconvolgente conclusione di JPMorgan


Se è proprio JP Morgan a pensare che l'uscita dall'euro possa essere la migliore opzione per l'Italia c'è da prestare attenzione. A sostenerlo è uno dei centri della finanza mondiale e non un partito populista in cerca di facili voti. Si tratta di una presa di posizione che va nella direzione opposta di chi crede (la maggioranza delle istituzioni comunitaria) che l'abbandono della moneta unica possa rappresentare un disastro, oltre che estremamente costosa. Lo strumento da tenere in considerazione per seguire i ragionamento della Bce è il Target2.

Sconvolgente conclusione di JPMorgan: uscita dall'euro migliore opzione per l'Italia potrebbe essere

In queste riflessioni viene tirato in ballo Target2 ovvero la piattaforma europea per il regolamento di pagamenti di grande importo, utilizzata sia dalle banche centrali sia dalle banche commerciali per pagamenti in euro in tempo reale. Per la Banca centrale europea si tratta di uno strumento fondamentale per garantire l'efficace funzionamento dei sistemi di pagamento e delle infrastrutture di mercato ovvero per preservare la stabilità finanziaria nell'area euro. Secondo Jp Morgan se un paese dovesse rinnegare la sua passività Target 2 rinuncerebbe a ben poco da perdere. E questo ragionamento sarebbe valido soprattutto per l'Italia ha accumulato che negli anni molte attività esterne e dovrebbe essere più capace di rimborsare le passività. L'uscita dell'Italia dall'euro sarebbe insomma poco preoccupante per le nazioni creditrici.

Target 2 e Quitaly, quale legame

In buona sostanza, il costo di uscita dell'Italia dall'euro (Quitaly) viene ricondotto a eventuali squilibri del Target 2. E qui entra in gioco JP Morgan, secondo cui quando Bankitalia acquista bond da una banca tedesca o anche da una banca britannica che ha un conto aperto in Germania, viene generato un flusso, che si traduce in un aumento del deficit Target 2 di Bankitalia e in un aumento del surplus della Bundesbank. La liquidità creata non rimane nei confini italiani, ma va alla Germania o ad altre giurisdizioni. La conclusione degli studiosi è presto detta: se mai l'Italia arrivasse al punto in cui le linee di depositanti in panico siano fuori dalle banche italiane, si può salutare l'euro e l'esperimento europeo.

Occorre fare i conti con quelle istituzioni europee che non credono affatto che questa sia la migliore via d'uscita. La Banca centrale europea, ad esempio, sta rivestendo un ruolo molto importante per i Paesi dell'Unione europea. Con l'avvio del quatitative easing ha iniziato un programma di acquisto di titoli di Stato per supportare la crescita economica degli stati membri e a supportarli nella gestione del debito pubblico. E ipotizzare l'uscita dall'euro in questo scenario diventa pressoché impensabile per i delicati equilibri creati. Se la crisi di uno stato membro dell'Unione europea è tale che le agenzie di rating ne declassano il merito di credito sotto un certo livello, la Bce non può più acquistare titoli emessi da quel paese perché reputato non più affidabile. La partita è insomma estremamente delicata, Jp Morgan o meno.