Salvini, rilancia cibo italiano partecipando al Vinitaly ma di sera mangia al mcdonalds. Ma ecco la reale verità

Una vicenda quantomeno curiosa. Salvini parla e scrive online tutto il giorno di difesa del made in italy e poi conclude mangiando da McDonald's

Salvini, rilancia cibo italiano partecip

Salvini al Vinitaly parla di «difesa del cibo italiano» e poi mangia un panino di McDonald's


Salvini difende il cibo italiano e gli alimenti del nostro Paese e li esalta e li rilancia come è assolutamente giusto che sia. Ma dall'altra parte mangi aun panino al Mcdonalds. Ma occorre ed è assolutamente necessario andar oltre questo scivolone...
 

Fotografato mentre mangia un panino, tra curiosità o meno al Vinitaly.Ma quello che conta molto di più è fare presto per fermare un aumento delle tasse che potrebbe essere davvero forte e pesante per l'economia italia. Cerchiamo di vedere la serietà delle cose, anche se il made in Italy è assolutamente importante.

Ecco cosa è successo

Basta realmente poco per scivolare sulla classica buccia di banana e a provocare, in base alla propria personale attitudine, critiche o risate. Protagonista dello scivolone mediatico è Matteo Salvini, leader del centrodestra.

Succede infatti che è stato ospite del Vinitaly 2018, in corso a Verona, sperticano lodi per il made in Italy ovvero sul piacere e quasi l'obbligo di consumare prodotti italiani. Tutte parole condivise e condivisibili che hanno strappato più di un applauso sia da parte delle aziende produttrici nel settore enogastronomico e sia da parte dei consumatori.

E a rincarare la dose ci hanno pensato i post sui social network con cui ha cavalcato lo slogan del buon cibo e del buon vino made in Italy e ha lanciato l'appello a difendere le imprese italiane ovvero il lavoro, la salute e le tradizioni. Tutto perfetto, almeno fino a questo punto perché poi, arrivato in aeroporto, lo stesso Salvini ha pubblicato una fotografia emblematica. Lo si vede immortalato mentre azzanna un classico e americanissimo panino McDonald's, annaffiato da una bibita nel bicchiere di cartone della multinazionale dell'hamburger low cost, con tanto di cannuccia di plastica.

Ma la vera questione

L'Ufficio studi della Cgia, lancia un messaggio preoccupante ovvero che bisognerà recuperare 12,4 miliardi per sterilizzare l'aumento dell'Iva, che altrimenti scatterà dal 1 gennaio 2019; altri 3,5 miliardi che lci vengono chiesti al fine di perseguire il pareggio di bilancio  e altri 2,6 miliardi per coprire una serie di spese non differibili.

Insomma, più che di sogni o di imprese irrealizzabili, l’Italia dovrebbe fare i conti con una situazione economica che non decolla e che, nonostante la crescita degli ultimi anni, in particolare del 2017, non ha risolto i problemi di sistema che relegano il Belpaese ancora nelle posizioni di coda rispetto ai principali competitors europei. 

Tempi durissimi in arrivo per i contribuenti italiani perché a nuovo governo, qualunque esso sia, spetterà il compito tutt'altro che semplice di disinnescare oltre 60 miliardi di euro di tasse tra trappole fiscali e aumento dell'Iva. Ci riuscirà? E a che prezzo? Difficile a rispondere sin da subito, se non altro perché un nuovo esecutivo non c'è e restano perciò da scoprire intenzioni e strategie. E alla fine dei giochi sono gli stessi contribuenti chiamati a mettere mano al portafogli per sistema - in maniera diretta e indiretta - i conti pubblici piuttosto sballati. Per il Centro studi di Unimpresa si prospettano allora tempi molto duri.

Secondo l'analisi di Unimpresa, da qui a tre anni sono in arrivo 30 miliardi di euro per via dell'aumento Iva fino al 25% nel biennio 2019-2020. Non solo, ma altrettanti saranno versati dai contribuenti per via di quanto contenuto nell'ultima legge di bilancio ed evidentemente mai reso noto fino in fondo o comunque con estrema chiarezza. Gli studiosi parlando di trappole fiscali e puntano l'indice contro 27 voci nascoste o poco note. Dalle misure sulla fatturazione elettronica sono attesi aumenti delle entrate per 4,2 miliardi di euro nel triennio; la stretta sulle frodi nel commercio degli oli minerali vale 1,09 miliardi di euro; con la riduzione della soglia dei pagamenti della pubblica amministrazione a 5.000 euro occorre mettere in conto 495 milioni di euro; dai nuovi limiti alle compensazione automatica dei versamenti fiscali 717 milioni di euro.

Unimpresa ricorda che l'aumento dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni sono destinati a far incamerare più entrate pari a 960 milioni complessivi. Il ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale vale 1,2 miliardi di euro. Le nuove disposizioni in materi di giochi valgono invece in totale 421,2 milioni di euro. Sono sei le voci che riguardano le detrazioni per spese relative alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica. Ma poi ci sono anche gli effetti dei rinnovi contrattuali e delle nuove assunzioni, l'entrate in vigore della nuova Iri, l'imposta sostitutiva sui redditi da partecipazione delle persone fisiche e tante altre voci sono apparentemente minori.

Secondo i calcoli dell'associazione, nel biennio 2019-2020 l'aumento delle aliquote Iva - quella ordinaria dal 22 al 25% e quella agevolata dal 10 all'11,5% - comporterà un aumento del gettito tributario superiore a 30 miliardi di euro. Solo quest'anno, invece, Nel dettaglio, il gettito tributario salirà di 11,7 miliardi di euro, nel 2019 crescerà di 9,5 miliardi di euro e nel 2020 aumenterà di 8,3 miliardi di euro.

Dunque, alcune sono già decisi di aumenti e altri potrebbero arrivare, come ad esempio, quelli sui carburanti che non sarebbero di poco conto così come per le assicurazioni per le auto che inquinano di più. Altro potrebbe arrivare dall'eliminazione di numerosi bonus per le famiglie come già si pensava di fare da tempo. Quegli stessi bonus che vengono utilizzati in sede di dichiarazione.

E c'è poco tempo

Non solo per conti alla mano occorrono subito 30 preziosi miliardi di euro per sterilizzare l'aumento dell'Iva (dal 10 al 12% quella intermedia e dal 22 al 24,2% quella ordinaria) ed evitare l'ennesima introduzione di una accise sui carburanti. Succede perché gli equilibri economici continuano a essere delicati e, a meno di un colpo di spugna, occorre andare in scia di quanto finora previsto. E anzi, considerando che il prossimo esecutivo sarà frutto di un compromesso, sarà inevitabile tenere conto della strada finora percorsa.

E che la situazione sia tremendamente delicata è dimostrato dalle recenti stime del Codacons sulla base dello studio di Confesercenti, secondo cui un eventuale incremento delle aliquote Iva dal prossimo anno sarebbe deleterio per i consumi perché produrrebbe una stangata per gli italiani pari a 791 euro annui a famiglia. E solo di costi diretti.

Nel frattempo Vinitaly

Tutto pronto a Verona per la fiera enologica italiana più importante. Un vero e proprio Eden per quelli che amano il vino. Si tratta, come tutti sanno, di Vinitaly, in programma dal 15 al 18 aprile nella città di Romeo e Giulietta, che anche in questa edizione non si farà mancare novità interessanti e lieti ritorni. Le cantine cooperative del Friuli Venezia Giulia, ad esempio, rappresentano il quaranta per cento del mercato regionale, e non faranno mancare il loro prezioso contributo alla fiera veronese.

Anzi le aziende iscritte a Confcooperative Fvg saranno presenti quasi tutte visto che hanno già confermato la partecipazione la Viticoltori Friulani La Delizia, Cantina Rauscedo, Cantina di Cormòns e Vivai Cooperativi di Rauscedo. Cantine che stanno portando avanti un discorso di rinnovamento anche alla luce del cambiamento climatico che mette sul tappeto problemi mai presi in considerazione in precedenza. Grande attesa per il lancio in grande stile della Doc Friuli (rivendicata, complessivamente, per quasi 71mila ettolitri), un obiettivo della cooperazione regionale che è stato raggiunto.

E ora si attende la risposta del mercato con un certo ottimismo. In fermento, è proprio il caso di dirlo, anche il mondo delle bollicine che sta conoscendo un momento di grande crescita in Italia tanto da insidiare, se non sconfiggere del tutto, il primato tradizionalmente vantato dai cugini francesi. E anche in questo caso le cantine friulane hanno rivestito una funzione importante.

A Vinitaly verranno premiate anche le selezioni degli spumanti del Friuli. I 100 vini proposti da 40 cantine provenienti da gran parte del territorio regionale sono suddivisi nelle 4 categorie della Selezione: Metodo Charmat Prosecco Doc, Metodo Charmat Spumante Monovarietale, Metodo Charmat Cuvée e Metodo Classico. Una crescita costante che pone sotto gli occhi di tutti il grande lavoro delle cantine friulane che c’è stato nel comparto enologico. Un settore che sta raggiungendo le trenta milioni di bottiglie prodotte all’anno, sempre più richieste sia in Italia che sui mercati esteri. 

E il Made in Italy....

Il Made in Italy piace sempre di più e raggiunge livelli di record. Il bello è però il coinvolgimento di un numero sempre crescente di comparti. Non solo alimentari e bevande, da sempre apprezzati dentro e fuori i confini nazionali. Ma anche mezzi di trasporto, macchinari, tessile, pelli, abbigliamento e articoli farmaceutici. I mercati internazionali dicono sì all'Italia e fin qui nulla di sorprendente. Ma vengono adesso accolti con favore i dati forniti da Coldiretti dalle proiezioni su base annuale dei dati Istat relativi al commercio estero. Senza troppi timori, l'associazione dei coltivatori diretti parla di record del settore agroalimentare all'estero con le esportazioni. Per gli amanti dei numeri, è la prima volta (ma si tratta ancora di una stima) che viene raggiunta la soglia di 41 miliardi di euro.

Se rispetto allo scorso anno l'aumento delle esportazioni è stato pari al 7% è lecito attendere risultati positivi anche sui versanti della ripresa economica e occupazionale del Paese. Per quanto riguarda la tipologia dei prodotti, le spinte maggiore sono arrivate dal vino ovvero il prodotto italiano più esportato, l'ortofrutta, i formaggi e i salumi. Perde posizioni la pasta tricolore in attesa dell'entrata in vigore dell'obbligo di indicazione dell'origine del grano.

Export di robot e meccanica

Succede adesso una situazione impensabile perché la riforma Trump spinge l'export di robot e meccanica. Con le nuove regole si registra e si prospetta un effetto positivo per le aziende italiane negli Stati Uniti. Di più: l'alleggerimento sui redditi medio-alti dovrebbe avere un effetto su moda e alimentari di fascia alta. Cosa prevedono le norme rinnovate? Dal 2018 l'aliquota sui profitti delle Spa scende a 21% dal precedente 35%. Viene favorito il rimpatrio degli utili, indipendentemente dal paese in cui sono realizzati. Il cash sarà tassato al 15,5%, gli asset all'8%. Ecco poi l'applicazione di un'aliquota del 12,5% sui redditi prodotti dalla vendita o dalla licenza di beni e servizi all'estero. Il problema è che si trasformi in un sussidio all'export, difficile da far andare d'accordo con le regole del Wto. Sino al 2022, introdotta la deducibilità integrale degli investimenti nello stesso anno in cui sono stati effettuati.

Andando più nel cuore dei settori protagonisti dell'export del made in Italy verso gli Stati Uniti non mancano le sorprese. Prendendo come riferimento il periodo tra gennaio e settembre dello scorso anno, questa è la nuova fotografia:

  1. Mezzi di trasporto 6,66 miliardi di euro ovvero +8,1% sullo stesso periodo dell'anno precedente
  2. Macchinari 5,48 miliardi di euro ovvero +8,0% sullo stesso periodo dell'anno precedente
  3. Alimentari, bevande 2,94 miliardi di euro ovvero +6,8% sullo stesso periodo dell'anno precedente
  4. Tessile, pelli, abbigliamento 2,78 miliardi di euro ovvero -1,3% sullo stesso periodo dell'anno precedente
  5. Articoli farmaceutici 2,20 miliardi di euro ovvero +48,5% sullo stesso periodo dell'anno precedente