Sda procede blocco spedizioni pacchi e lettere, aggiornamenti. Il Governo non c'è. Soluzioni per il fermo

Nessuna presa di posizione ufficiale da parte dell'esecutivo su una situazione che sta tenendo in scacco le spedizioni del corriere Sda da oltre 20 giorni.

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Sda in sciopero: disagi a oltranza


C'è grande preoccupazione in vista della ripaertura domani di lunedì 2 Ottobre, quando ci dovrebbe essere una riunione tra i vari gruppi sindacali e l'azienda stessa per sbloccare la situazione. La paura è la ristrutturazione aziendale, con tagli e licenziamenti anche se i vertici della società la negano. Nel frattempo la situazione si complica sempre di più, gli ultimi aggionamenti e novità ad oggi.

Sono ormai oltre 20 giorni che va avanti la protesta dei dipendenti di una cooperativa che gestisce in appalto alcuni servizi del corriere Sda. Gli aggiornamenti in tempo reale raccontano come il servizio di spedizione e di recapito di pacchi e lettere stia funzionando a singhiozzo nel sostanziale silenzio del governo. Se infatti a Piacenza la situazione volge verso la normalità, criticità si registrano ancora a Roma e Bologna. Come rende noto la stessa Sda, la filiale Carpiano di Milano è chiusa con le spedizioni gestite dalla filiale Buccinasco di Milano. Richieste di ritiro in fermo deposito presso la filiale devono dunque essere concordate con l'assistenza clienti. Si registrano oltre 70.000 pacchi fermi nell'hub meneghino. A oggi non si registrano segnali di schiarita con i Si Cobas in protesta invocando contratti in deroga alle attuali norme di lavoro.

Sda in sciopero: disagi a oltranza

Due dati sono emblematici della situazione attuale: a Milano 400 tra facchini e corrieri di Si Cobas stanno adesso picchettando l'hub di Sda. A causa della protesta i volumi lavorati sono calati del 50 per cento. Non dimentichiamo che stiamo parlando del corriere di Poste italiane che tra i suoi clienti vanta nomi come Amazon, Mediashopping, Air Enterprise, Mediashopping Mondoffice, Internet Book Shop e altri player del commercio elettronico. Nella sola giornata di ieri, sono stati effettuati i ritiri delle sole spedizioni di peso fino a 5 chili, tranne nelle località servite dalla filiale di Brescia, dove le attività di ritiro e consegna non sono state effettuate. E non sono state ritirate le spedizioni destinate alle località servite dalla filiale di Bologna.

Stando a quanto lamentato da Sol Cobas, in Italia Sda è sì il corriere a cui Amazon affida gran parte delle sue consegne e con cui ha già un'integrazione operativa, ma non è quindi escluso che Poste Italiane voglia cederla nell'ambito del suo processo di ristrutturazione. La ragione sarebbe puramente di carattere economico: nonostante "l'aumento dei fatturati", Sda chiude i bilanci in perdita. Tuttavia la strategia del gruppo Poste Italiane è chiara ed è stata rivelata. Sta affermando sempre più la propria presenza nel commercio elettronico: nel 2017 l'obiettivo è arrivare a 50 milioni di colli.

Sindacati Cobas spaccati

Provando a ricostruire i fatti, la protesta è indirizzata verso la possibile applicazione delle norme del Jobs Act. Il fornitore che ha vinto la gara dopo la chiusura del rapporto di Sda con un precedente fornitore aveva garantito ai lavoratori gli stessi livelli occupazionali, la stessa anzianità, il livello e le tutele precedente in vigore. In realtà, sembra che voglia fare riferimento alle meno convenienti norme del Jobs Act, quasi un voler ricominciare da capo la carriera lavorativa. Il tutto mentre tra gli stessi Cobas si registra una vera e propria spaccatura sui modi con cui condurre la trattativa: da una parte c'è il più accomodante Si Cobas, dall'altra il più oltranzista Sol Cobas, secondo cui l'altra sigla "non può imporre l'applicazione di questioni su cui il magazzino si è già espresso deliberando a maggioranza le sue scelte e non può chiedere la testa di nessun operaio".