Sempre più lavoratori costretti a falsi contratti e lavorare di più. Ecco cosa succede

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Sempre più lavoratori costretti a falsi

Contratti part time ma lavoro full time

Per il datore o l'azienda si tratta di un modo per risparmiare sulle spese perché non paga le imposte sul lavoro e non versa i contributi previdenziali.

C'è un problema sempre più diffuso nel 2019 ma anche sempre più trascurato perché in tempi in cui il lavoro manca c'è chi ne approfitta facendo sottoscrivere contratti di lavoro part time ma richiedendo un impegno effettivo full time. Il monte ore non dichiarato verrebbe così pagato in nero, permettendo così al datore di lavoro di risparmiare in imposte e contributi, oppure non verrebbe mai riconosciuto. Il potere ricattatorio del datore o dell'azienda sarebbe tale da costringere il sottoposto al silenzio e ad accettare questa imposizione.

Sono i casi frequenti che finiscono nelle pagine delle cronache locali e nazionali a raccontare come il fenomeno sia molto diffuso. Ma adesso vogliamo capire in che modo si configura l'irregolarità e cosa dovrebbe fare il lavoratore.

Contratti part time ma lavoro full time

Possiamo immaginare come possa essere frustrante per il lavoratore costretto tutti i giorni a lavorare gratis. L'irregolarità e la prepotenza dell'azienda si consumano davanti ai suoi occhi, ma il bisogno di un impiego lo costringe al silenzio e alla passività. "Bene" che vada, parte dello stipendio viene versato in nero ovvero senza il fisco ne abbia conoscenza.

Per il datore di lavoro si tratta di un modo per risparmiare sulle spese perché non pagherebbe le imposte sul lavoro e non verserebbe i contributi previdenziali per i dipendenti, sia con contratto a tempo determinato e sia a tempo indeterminato, sia con contratto part time di tipo orizzontale, verticale o misto. Per il lavoratore è invece un danno perché, al di là dei soldi ricevuti, sarà costretto nel corso della sua carriera a lavorare di più per maturare i requisiti per la pensione.

Senza dimenticare che, in caso di operazioni sospette (ad esempio il versamento in banca di tutti i risparmi ottenuti ma mai dichiarati), il fisco potrebbe sospettare l'esistenza di una forma di evasione fiscale. Insomma, oltre al danno anche la beffa. Cosa può fare il lavoratore per stroncare questa abitudine sempre più diffusa del ricorso ai contratti part time ma con lo svolgimento del lavoro full time. Al fisco, ricordiamo, poco importa che l'azienda o il datore di lavoro si comporti in questo modo perché il costo del lavoro è troppo altro e non avrebbe la forza di assumere.

Lavoro nero o non pagato, cosa può fare il lavoratore

A norma di legge, se un lavoratore viene impiegato per un tempo superiore a quello previsto dal contratto e non viene pagato in maniera contestuale, ha diritto all'assunzione a tempo pieno. Con tutto quanto ne consegue in termini di versamento dei contributi, delle differenze di stipendio e del trattamento di fine rapporto maturato fino a quel momento, ma solo in riferimento agli ultimi 5 anni di impiego. Il resto scivola in prescrizione e non può più essere recuperato anche nel caso di riconoscimento dell'irregolarità.

E se l'azienda non accetta, il lavoratore può fare causa con possibilità di vittoria solo se riesce a dimostrare l'irregolarità e dunque di avere lavorato per un numero di ore superiore a quelle indicate nel contratto.

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