Servizi digitali, numerosi servizi per risparmiare davvero sui costi di casa

Che questo segmento di mercato faccia gola è dimostrato dalla presenza di investimenti di importanti player come Ikea, gigante del mobile low cost.

Servizi digitali, numerosi servizi per r

Servizi digitali per il lavoro dei professionisti


C'è realmente poco da meravigliarsi perché è il presente che passa dal web, anche sul fronte dei piccoli e grandi lavori da fare in casa. Idraulici, elettricisti, muratore e, su un altro versante, commercialisti: quante volte c'è bisogno di un loro intervento, ma spesso e volentieri ci scontriamo con la difficoltà a trovarne uno disponibile? Non solo, ma come metterla con il costo della prestazioni oltre il budget messo in conto? Qui vengono allora in soccorso i servizi digitali ovvero quelle piattaforme web popolare dagli stessi professionisti. L'utilità? Oltre alla facilità di trovare la persona giusta al momento giusto, anche l'opportunità di confrontare i preventivi e scegliere quello più adatto.

Servizi digitali per il lavoro dei professionisti

Il vantaggio è allora duplice: per gli utenti che possono adesso disporre di un ampio ventaglio di scelte nell'individuazione del professionista a cui affidare i lavori di riparazione o di ristrutturazione nella propria abitazione. E per gli stessi lavoratori che possono così allargare la clientela e aumentare il fatturato. Secondo quanto rende noto l'Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano, il mercato è in forte crescita e i numeri dei principali player, sia fuori i confini nazionali e sia in Italia, iniziano a diventare piuttosto rilevanti. Come è possibile notare, in Italia è nato un gruppo da sei milioni di euro di ricavi dalla fusione di due siti. E il tutto è avvenuto in un arco di tempo limitato.

Il giro d'affari

Complessivamente ammontano a 278 milioni di euro i finanziamenti ricevuti negli ultimi due anni da tutte le startup per servizi professionali. Perché poi è questo un aspetto che fa la differenza ovvero distingue le piattaforma affidabili per contenuti e prospettive di longevità e quelle invece destinate a durare un giro di lancette dell'orologio. E che questo segmento di mercato ovvero questi servizi digitali faccia gola è dimostrato dalla presenza di investimenti di importanti player, anche apparentemente estranei al settore, come Ikea. La multinazionale svedese del mobile low cost ha infatti acquisito il portale TaskRabbit di San Francisco.

Si tratta di un servizio che presenta punti in comune con quelli che vanno adesso per la maggiore perché mette in contatto i consumatori con lavoratori che si propongono per montare mobili (naturalmente anche quelli acquistati da Ikea, anche se si tratta del fai da te per eccellenza), rassettare casa o riparare oggetti di casa. Ma non si tratta appunto dell'unico servizio perché della partita dei servizi digitali fanno parte anche

  1. Homeadvisor.com (Stati Uniti, nato nel 1998), 730 milioni di euro di fatturato e 164.000 iscritti
  2. Thumbtack.com (Stati Uniti, nato nel 2009), 220 milioni di euro di raccolta, più di 1.000 milioni di euro di fatturato e 250.000 iscritti
  3. Prontopro (Italia, nato nel 2015), 5,5 milioni di euro di raccolta, tra 6 e 10 milioni di euro di fatturato e 200.000 iscritti
  4. Preventivi.it + Fazland (Italia, nato nel 2010), 6 milioni di euro di raccolta, 6 milioni di euro di fatturato e 130.000 iscritti

E bonus luce e gas per risparmiare

In quanti sono a conoscenza della possibilità di risparmiare e di pagare meno sul costo della bolletta del gas? E che da questo 2018 ci sono maggiori possibilità di rientrare tra i beneficiari degli sconti. Al di là della parsimonia nell'utilizzo che coinvolge tutti i consumatori, le norme prevedono agevolazioni a favore di chi si trova in una situazione di difficoltà economica. Il punto centrale è che non tutti sono a conoscenza dell'opportunità di pagare e non verificano il possesso dei requisiti. Eppure basterebbe poco sia per controllare e sia per presentare domanda. In estrema sintesi, la documentazione si compone dei documenti di identità e di intestazione dell'utenza e di quelli relativi alla propria situazione economica. Oltre naturalmente alla domanda di accesso al bonus gas. Ed è bene ricordare che l'agevolazione dura 12 mesi, può essere prorogata se restano immutate le condizioni Isee, ma occorre presentare domanda ogni anno.

Il primo aspetto da verificare è allora quel del possesso dei requisti per avanzare richiesta di accesso al bonus gas. Le regole del 2018 prevedono che ne hanno diritto gli intestatari di un contratto di fornitura la casa di residenza nel caso di nucleo familiare con indicatore Isee fino a 8.107,5 euro; nucleo familiare con più di 3 figli a carico e indicatore Isee fino a 20.000 euro; misuratore gas di classe non superiore a G6. Quest'ultimo è il parametro che distingue le utenze di tipo industriale da quelle di tipo commerciale, ma spetta al distributore procedere alla verifica e non al singolo utente. Due precisazioni: non è possibile chiedere il bonus gas 2018 per un contratto che alimenta i servizi comuni del condominio e né nel caso di utilizzo di gas GPL o gas in bombola.

La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dallo stesso Comune, avendo in mano il documento di identità, l'eventuale delega, il cosiddetto modulo A compilato che riguarda il bonus sociale per disagio economico, l'attestazione Isee in corso di validità, l'allegato con i componenti del nucleo Isee, l'allegato per il riconoscimento di famiglia numerosa se l'Isee è superiore a 8.107,5 euro ma entro i 20.000 euro; l'autocertificazione dell'utilizzo del gas naturale, il codice PDR ovvero l'identificativo del punto di consegna del gas. Si tratta di un codice da 14 numeri che identifica il punto fisico in cui il gas naturale viene consegnato dal fornitore e prelevato dal cliente finale. Vale la pena ricordare che il codice non cambia anche se si cambia fornitore.

Gli importi del bonus gas 2018 variano in base alla categoria d'uso, al clima di appartenenza del punto di fornitura e al numero di componenti della famiglia anagrafica. L'importo del bonus viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, non in un'unica soluzione, ma suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. L'erogazione può essere interrotta se i dati anagrafici dichiarati non sono corretti; il dichiarazione Isee risulta non veritiera o non conforme ai limiti stabiliti; il contratto di energia elettrica da uso residente diventa non residente; il contratto di energia elettrica viene intestato ad altro soggetto; la tariffa da uso domestico diventa uso non domestico.

E bonus luce 2018

Gli sconti sono allora destinati alle famiglie meno abbienti e più bisognose e lo strumento utilizzato per l'individuazione della soglia al di sotto della quale si ha diritto allo sconto è l'Isee. Possono allora richiedere il bonus per l'energia elettrica

  1. le famiglie con Isee fino a 8.107,50 euro all'anno
  2. le famiglie con più di tre figli a carico e Isee fino a 20.000 euro

A questa due categorie se ne aggiunge una terza: quelle in cui uno dei componenti è in gravi condizioni di salute ovvero è in possesso dei requisiti per il bonus per disagio fisico. La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comun utilizzando gli appositi moduli. Per la presentazione dell'istanza per l'ottenimento dello sconto nella bolletta della luce occorre equipaggiarsi con documento di identità, eventuale delega, il cosiddetto modulo A da scaricare sul sito dell'Arera ovvero l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, l'attestazione Isee in corso di validità, l'indicazione del numero di persone che compongono il nucleo familiare, l'autocertificazione famiglia numerosa nel caso di nucleo familiare con quattro o più figli a carico, il codice Pod ovvero l'identificativo del punto di consegna dell'energia, la potenza impegnata o disponibile della fornitura.

Ma a quanto ammontano i risparmi in bolletta? L'importo è variabile da 125 euro a 128 euro alll'anno in base al numero dei componenti della famiglia. Più precisamente, per il 2018, il quadro è il seguente;

  1. componenti della famiglia da 1 a 2: 125 euro di sconto
  2. componenti della famiglia da 3 a 4: 153 euro di sconto
  3. componenti della famiglia oltre 4: 184 euro di sconto

L'importo del bonus viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, non in un'unica soluzione, ma suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. L'erogazione può essere interrotta se i dati anagrafici dichiarati non sono corretti; il dichiarazione Isee risulta non veritiera o non conforme ai limiti stabiliti; il contratto di energia elettrica da uso residente diventa non residente; il contratto di energia elettrica viene intestato ad altro soggetto; la tariffa da uso domestico diventa uso non domestico. Stessi destinatari per il bonus gas e con risparmi variabili tra 31 e 266 euro.

E risparmiare sull'acquisto con formule nuove

Si sente parlare sempre più spesso della formula del rent to buy. Si tratta della soluzione per affittare per comprare che si rivela strategica per chi vorrebbe comprare una casa ma è privo della liquidità per l'acconto da versare per ottenere il finanziamento. Qui allora entra in gioco questo strumento che consente di mettere piede nella casa pagando una caparra prima e l'importo completo distribuito in più rate mensili poi, quasi come se fosse un canone di affitto. Nella prassi questo periodo dura quattro anni, ma in base alle esigenze personali concordate tra le parti, può arrivare fino a 10. E sono proprio i numeri in crescita a dimostrare come il rent to buy sia una strada scelta da un numero sempre ben maggiore di contribuenti un po' in tutte le zone d'Italia e con una convinzione crescente.

Le norme sul rent to buy sono disciplinate dal Decreto Sblocca Italia che fissa paletti ben precisi sui contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili. Stando a quanto messo nero su bianco, sono trascritti i contratti, diversi dalla locazione finanziaria, che prevedono l'immediata concessione del godimento di un immobile, con diritto per il conduttore di acquistarlo entro un termine determinato imputando al corrispettivo del trasferimento la parte di canone indicata nel contratto. Quest'ultimo si risolve in caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni determinato dalle parti, non inferiore a un ventesimo del loro numero complessivo.

Quando si immagina di comprare una seconda casa occorre tenere in considerazione un numero ben maggiore di variabili. A iniziare dalla tassazione più elevata. Mettendo da parte il caso delle dimore di lusso che sono soggette a un differente regime fiscale, tutte i proprietari di case differenti dalla prima devono versare Imu e Tasi. Ecco perché è corretto prendere in considerazione anche ipotesi alternative per risparmiare, come quella dell'affitto della seconda casa. Ogni caso a storia a sé sia per aspettative e stile di vita e sia per risorse economiche, ma è possibile proporre un esempio per capire la differenza di costi. Viene in soccorsi l'Ufficio studi Tecnocasa che ha ipotizzato la disponibilità di 236.593 euro da investire in un bilocale in una zona semicentrale di Milano da affittare ricorrendo alla cedolare secca al 21%.

Ebbene, tenendo conto di 15 anni di tempo e ipotizzano un canone di affitto di 700 euro, alla fine di ogni anno, tolte le tassi restano in tasca 5.224 euro. A proposito di adempimenti fiscali, c'è anche un'altra interessante situazione ovvero se è possibile affittare la prima senza perdere le agevolazioni concesse per l'acquisto. In questo caso, il punto di riferimento non può che essere l'Agenzia delle entrate con tutte le sue circolari di chiaramente. Ebbene nel documento di riferimento si legge come particolare risulti l'ipotesi dell'abitazione principale parzialmente locata trattandosi al tempo stesso di un immobile non locato per la parte adibita ad abitazione principale e di un immobile locato per la rimanente parte. Di conseguenza di applica l'Imu nel caso in cui l'importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione.

E casa all'aste e non solo con maggiori garanzie

Novità per l’acquisto di case grazie alla collaborazione tra Notariato e Inps: stando a quanto riportano le ultime notizie, il presidente dell'Istituto di Previdenza Nazionale italiano, Tito Boeri, e Salvatore Lombardo, presidente del Consiglio nazionale del Notariato, hanno sottoscritto, per i prossimi tre anni, una collaborazione per la dismissione degli immobili di proprietà dell'Istituto di Previdenza, attraverso aste telematiche e tradizionali sul sito

La nuova collaborazione sarebbe frutto dell’impegno annunciato dal Notariato italiano di aiutare istituzioni e cittadini non solo nelle classiche pratiche solitamente affidate ai notai ma anche in alcune novità come l’acquisto di case derivanti da immobili dismessi e all’asta. Da anni, infatti, tramite la Rete Telematica del Notariato vengono trasmessi ai Pubblici Registri milioni di atti immobiliari e societari e in questo contesto le aste telematiche notarili rappresentano un importante tassello nella vendita dei beni pubblici. Per conoscere gli immobili all'asta e parteciparvi, basta consultare la sezione dedicata sul sito dell'Inps o accedere alla Rete aste notarili (Ran), da cui si può accedere alla sezione ‘Avvisi Notarili.

In questa sezione è, infatti, possibile conoscere tutti gli immobili e i beni mobili in vendita dismessi da enti pubblici e procedure dei Tribunali. Per evitare contenziosi ed eventuali problemi, ogni avviso pubblicato dagli operatori del settore viene preventivamente e accuratamente controllati dal notaio, che ne esamina specifica documentazione che comprende eventuale verifica dello stato urbanistico ed edilizio, fotografia dello stato giuridico, con visura ipo-catastale da parte del notaio, verifica dei dati e di eventuali trascrizioni pregiudizievoli, documentazione completa che deve comprendere titoli di proprietà, catastali, Ape, e ogni documento necessario alla stipula, per la stipula del rogito notarile. Sullo stesso sito si accede poi alla sezione ‘Vendite pubbliche notarili’ e basterà leggere le informazioni riportate per eventuali aste e seguire le indicazioni per sapere come prendervi parte.

Accendendo al momento il sito dei notai (http://www.notariato.it/ran/) è possibile consultare l'elenco degli immobili dismessi e all'asta di questo periodo 2018 in diversi comuni ed è possibile consultare i relativi bandi. Ognuno di questi riporta data in cui si svolge l'asta, tipo di immobile in dismissione, ente di appartenenza(Inps, Inail, ma non solo), regole di procedura di svolgimento del bando e stato dello stesso. Oggi sono 63 i bandi d'asta di enti pubblici disponibili nella Ran.  

Nuove regole acquisto casa

Con l’approvazione della nuova Legge per la Concorrenza cambiano le regole nel 2018 per chi decide di acquistare casa e debutta il conto deposito, novità per i notai che servirà per tutelare le compravendite di immobili, particolare conto in cui dovranno essere depositati dal notaio i soldi ricevuti per pagare tributi o trasferire immobili. Ma quali sono tutte le nuove regole riguardanti l’acquisto casa?

Nel nuovo conto deposito, secondo quanto stabilito, il notaio verserà le somme ricevute per il trasferimento della casa, somme dovute a titolo di tributi o a lui affidate e che devono essere annotate. Il nuovo conto deposito, nell’ambito nelle vendite immobiliari, permette a chi non trascrive il preliminare di avere uno strumento in più per evitare l’esposizione a rischi diversi, come l’eventualità che tra la data del rogito e quella della sua trascrizione nei registri sia prevista una spesa inaspettata a carico del venditore, o che il venditore venda più volte lo stesso immobile a diversi acquirenti.

La nuova Legge per la Concorrenza vita al professionista di lucrare sugli interessi maturati su tutte le somme depositate che dovranno rifinanziare i fondi di credito agevolato destinati ai finanziamenti alle piccole e medie imprese. Gli interessi maturati sul conto dedicato, che vengono calcolati sulla permanenza del denaro tra il giorno della firma del rogito e la data della definitiva registrazione del passaggio di proprietà dell’immobile, finiscono nelle casse dell’erario. Le novità previste saranno applicate a tutti gli atti di compravendita e a tutti i contratti successivi al 29 agosto 2017 e anche ai preliminari in essere al momento dell’entrata in vigore.

Notaio, e altri professionisti, dovranno versare nel nuovo conto deposito sancito dalla nuova Legge per la Concorrenza:

  1. le somme dovute a titolo di tributi di cui è sostituto o responsabile d'imposta;
  2. le somme affidatagli e soggette a obbligo di annotazione nel registro delle somme e dei valori;
  3. l’intero prezzo o corrispettivo relativo alle vendite immobiliari;
  4. le somme destinate a estinzione di spese non pagate o di altri oneri dovuti in occasione del ricevimento o dell'autenticazione di atti di trasferimento della proprietà o di trasferimento, costituzione o estinzione di altro diritto reale su immobili o aziende.

Il notaio dovrà custodire il deposito e il saldo del prezzo che l’acquirente deve corrispondere al venditore fino al momento in cui l’acquisto non sarà concluso effettivamente. E, stando a quanto riportano le ultime notizie, a garanzia del contratto di compravendita, potrà essere richiesto al il deposito sullo stesso conto delle somme che dovessero essere necessarie ad estinguere eventuali passività che gravano sul venditore, come eventuali costi residui del mutuo ancora in corso.