Siemens chiude due fabbriche e annuncia 6900 licenziamenti

Siemens è presente in 190 Paesi del mondo, dà lavoro a 360.000 dipendenti impegnato nei comparti Infrastructures and Cities, Industry, Energy, Healthcare.

Siemens chiude due fabbriche e annuncia

Siemens chiude e annuncia 6900 licenziamenti


La notizia è di quelle che taglia le gambe: Siemens taglia 6.900 posti nel mondo e chiude due fabbriche in Germania. Ma è anche una di quelle che apre una riflessione sul modo in cui vengono affrontate le questioni del lavoro rispetto all'Italia, dove di certo non mancano casi simili. L'azienda ha già detto sì alla ricollocazione di alcuni operai con l'attivazione di percorsi di formazione. Il colosso tedesco, che nei giorni scorsi aveva annunciato quelli che ha voluto definire tagli dolorosi, ha adesso ufficializzato la decisione a Monaco. Si tratta di un duro colpo, ricordando che fino a pochi anni fa ovvero fino al periodo precedente al boom degli smartphone, per una delle aziende che in Europa rappresentava un sicuro punto di riferimento. Vedremo allora quali saranno i risultati concreti che riuscirà a portare a casa un sindacato che ha già preannunciato una dura lotta.

A detta dei rappresentanti dei lavoratori, un taglio di posti di queste è inaccettabile pensando alla situazione di un'azienda che non lasciava immaginare questo epilogo. Lo stupore dinanzi all'abbattimento di questa scure è proprio dovuta alla situazione imprenditoriale in salute. La fusione della divisione Siemens che si occupa di treni e rotaie con la francese Alstom e le trattative in corso con i canadesi di Bombardier non rappresentano di certo passaggi da poco conto. Siemens è la più grande organismo imprenditoriale per fatturato e numero di dipendenti in Europa. Siemens è presente in 190 Paesi del mondo, dà lavoro a 360.000 dipendenti impegnato in quattro comparti: Infrastructures and Cities, Industry, Energy, Healthcare.

Le due fabbriche chiuse da Siemens

Trovano quindi piena applicazione gli annunci del ceo Joe Kaeser di introdurre cambiamenti così profondi all'azienda, ma in pochi avrebbero scommesso una ridimensionamento della forza occupazionale di questa entità. Gli stabilimenti Siemens che verranno chiusi sono quelli di Goerlitz e Lipsia, nella parte orientale del Paese, dove lavorano 920 dipendenti. A essere colpito dalla sforbiciata è soprattutto il settore Power and gas con una contrazione di 6.100 posti. Si tratta di quello in cui vengono costruite le turbine a gas per le centrali elettriche. L'altro comparto coinvolto è quello dei processi industriali. Le fabbriche di Offenbach e Erlangen saranno invece combinate. Siemens ha ufficialmente spiegato che la mossa si è resa necessaria per via dell'accelerazione dei cambiamenti strutturali nella produzione delle energie fossili e nel settore delle materie prime

Cosa succede adesso ai lavoratori?

C'è un dato che non deve sfuggire: la metà dei tagli avverrà in Germania, 1.100 colpiranno lavoratori in Europa mentre 2.500 andranno a colpire dipendenti nel resto del mondo, di cui 1.800 negli Stati Uniti. Le ripercussioni saranno quindi a più livelli e travalicheranno i confini nazionali. Che il periodo non sia dei più brillanti ovvero sia tra i più turbolenti di sempre, è dimostrato dal progetto General Electric di concentrare risorse ed energie in sole tre aree per via, anche in questo caso, dello spostamento dai combustibili fossili alle energie rinnovabili.