Supermercati Aldi, rabbia negozianti per nuova apertura

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Supermercati Aldi, rabbia negozianti per

Apre Aldi, i commercianti protestano

C'è chi protesta per le continue inaugurazioni di centri commerciali perché vede ridursi le possibilità che il proprio esercizio possa restare in vita.

C'è sempre l'altra faccia della medaglia di cui tenere conto perché dinanzi all'apertura di nuovi supermercati Aldi che porta con sé nuove assunzioni, i piccoli negozi delle città vanno sempre più in affanno, incapaci di reggere il passo con la concorrenza low cost. Anzi, a dirla tutta si trovano schiacciati dalla grande distribuzione organizzata e dai centri commerciali da una parte e dall'online dall'altra. Ecco allora che in una città come Novara, la protesta dei commercianti è diventata pubblica perché una catena di supermercati come Aldi che fa della convenienza e della qualità i suoi punti di forza, non può che rappresentare un nuovo pericolo commerciale da fronteggiare.

Apre Aldi, i commercianti protestano

La campagna di colonizzazione di Aldi nelle regioni del nord Italia va avanti da alcuni mesi e in effetti notiamo come non trascorra una settimana, o giù di lì, senza un nuovo taglio del nastro. Eppure da qualche altre parte c'è chi protesta perché vede ridursi le possibilità che il proprio esercizio commerciale possa restare in vita. E nella maggior parte dei casi o fa nel silenzio. Ma questa volta a Novara i commercianti hanno deciso di fare sentire la propria voce approfittando dell'inaugurazione del nuovo supermercato Aldi in viale Curtatone. Il problema non è la nuova apertura un sé, ma la serie di aperture di nuovi centri commerciali, tutti abbastanza grandi nelle dimensioni.

Un quartiere senza negozi si degrada in breve tempo

Ecco allora che per la locale Confcommercio continua senza soste il processo di desertificazione non solo del centro storico, ma dell'intera città perché un negozio viene considerato un presidio e un elemento di vitalità di un'area. Da qui l'appello pubblico lanciato agli amministratori pubblici di predisporre un'azione lungimirante che tenga in considerazione anche le ripercussioni sociali. Il ragionamento espresso è chiaro: se un quartiere si svuota di negozi si degrada in breve tempo. E il trend degli ultimi anni sembra essere drammaticamente chiaro.

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