Tassa su bevande. Per quali, quanto sarà e i motivi

Una nuova tassa sulle bevande zuccherate anche in Italia sulla scia dell’esempio inglese: come potrebbe essere

Tassa su bevande. Per quali, quanto sarà

Tassa bevande arrivo quali motivi


Spunta ora anche n Italia la possibilità di una tassa sulle bevande. Da capire di quanto e come sarà applicata e se entroc erti limiti. Probabilmente si vedranno le esperienze delle nazioni che già la applicano
 

Nel Regno Unito, lo scorso mese di aprile, è entrata in vigore una nuova legge che prevede una tassa sulle bevande zuccherate che, secondo il governo inglese, dovrebbe contribuire ad affrontare il problema dell'obesità e sono previsti due limiti: uno per le bibite analcoliche con più di 5 g di zuccheri per 100 ml e uno più elevato per le bevande con più di 8 g per 100 ml, mentre non sono colpiti dalla tassa succhi di frutta, yogurt drink e frappè. Sembra che una tassa sulle bevande possa arrivare anche in Italia. Quali saranno le bevande colpite dalla tassa? E per quali motivi si vorrebbe istituire?

Tassa sulle bevande in arrivo: per quali

La tassa che dovrebbe colpire le bevande zuccherate dovrebbe esse del 20% per le bibite zuccherate con valori progressivi. Riprendendo il caso Gran Bretagna, per esempio, la tassa è di 18 pence al litro (0,20 euro) per bevande con un contenuto variabile da 5 a 8 grammi di zuccheri per 100 ml e di 24 pence al litro (0,27 euro) se il contenuto di zucchero della bevanda supera gli 8 grammi per 100 ml.

Le entrate derivanti dalla tassa sulle bevande zuccherate, stimate in circa 240 milioni di euro l’anno, dovrebbero poi essere impiegate, secondo le intenzioni, per promuovere programmi di educazione alimentare e di avvio allo sport nelle scuole e per garantire sconti alle famiglie meno abbienti sul prezzo dei pasti distribuiti nelle mense. L’idea di una tassa sulle bevande zuccherate è particolarmente raccomandata dall’Oms, Organizzazione Mondiale della Salute, proprio per combattere diabete e obesità e, è importante sottolineare, che l’obiettivo della nuova tassa sulle bevande non è indurre l’industria a togliere dal mercato i soft drink ma spingerla a impiegare meno zuccheri.

Tassa sulle bevande in arrivo: motivi

A spingere verso la proposta di istituzione di una nuova tassa sulle bevande sarebbe l’elevato consumo di zuccheri cui ormai ci stiamo abituando. Stando infatti alle ultime notizie emerse dagli ultimi dati, gli italiani consumano il doppio dello zucchero consigliato dall’Oms, cosa che aumenta notevolmente il rischio di obesità, diabete e malattie cardiache.

La proposta in una lettera aperta al ministro della Salute chiede l’introduzione della tassa sulle bevande zuccherate, è stata promossa dal Fatto alimentare e ha già raccolto diverse adesioni, da quella della Società italiana di diabetologia (Sid), a quella dell’associazione nazionale dietisti (Andid), della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), dell’European childhood obesity group (Ecog) e Slow medicina, e dell’Istituto superiore di sanità. La proposta prevede anche il divieto di pubblicità di prodotti destinati ai bambini poco salutari punto di vista nutrizionale.

Insieme alla nuova tassa sulle bevande zuccherate, secondo il Codacons, per evitare problemi all’organismo e alla salute umana, bisognerebbe cambiare anche l'imbottigliamento. Secondo l'Associazione, infatti, le bevande contenute in bottiglie di plastica sarebbero dannose a lungo andare perché contaminate da microplastiche. Meglio sarebbe certamente l'imbottigliamento in vetro. Ma si tratta di una idea ancora tutta da sviluppare.

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