Telemarketing: nuova legge per i call center e telefonate commerciali. Cosa cambia

Una delle novità principali contenute nella legge che prova a mettere qualche paletto sul telemarketing aggressivo, riguarda l’introduzione di un apposito prefisso per queste telefonate commerciali

Telemarketing: nuova legge per i call ce

Una nuova legge per operatori commerciali e call center. Ecco cosa cambia per il telemarketing


Sicuramente tanti, se non tutti, quelli che leggeranno questa notizia, tireranno un grande sospiro di sollievo. L’approvazione all’unanimità dalla commissione Trasporti del Senato rappresenta una svolta epocale per quel che riguarda il telemarketing aggressivo. Quella sorta di stolkeraggio legato alle telefonate a scopi commerciali che sono diventate con l’andare del tempo un vero e proprio incubo per gli ignari destinatari che non avevano, prima dell’approvazione di questo provvedimento legislativo, nessuna arma di difesa se non quella di salutare l’interlocutore con un certo fastidio senza dare nemmeno il tempo di spiegare l’offerta commerciale oggetto della telefonata.

A quanti è capitata una cosa del genere almeno una volta nella vita? Certamente a tutti quelli che dispongono di un dispositivo telefonico, fisso o mobile non fa differenza. Ebbene, una nuova legge pensata apposta per i call center e le telefonate commerciali, promette di realizzare una svolta graditissima per gli utenti. Meno invece per gli operatori che dovranno trovare strategie alternative per continuare le proprie operazioni commerciali. Vediamo nel dettaglio quali sono i provvedimenti e cosa cambia alla luce delle novità che a breve entreranno nella vita quotidiana dei cittadini.

Nuova legge telemarketing

Una delle novità principali contenute nella nuova legge che provano a mettere qualche paletto sul telemarketing, riguarda l’introduzione di un apposito prefisso per le chiamate commerciali. In realtà i prefissi diventano due, uno per riconoscere le chiamate commerciali e un altro solo per le indagini statistiche. Un’altra modifica approvata al ddl sul registro delle opposizioni fa salvi i consensi già prestati nell'ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni aventi a oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca. Il testo approvato dal Senato è stato però depotenziato rispetto alla bozza originale da alcuni emendamenti passati alla Camera. È stato introdotto, poi, il numero richiamante che, a differenza di quello che succede oggi quando se si trovano chiamate perse da parte di un call center non è possibile richiamare, renderà possibile richiamare il numero al quale non si è risposto.

Il consumatore, in virtù di queste novità si vedrà addebitare il costo della telefonata. L'ultima modifica è una vera e propria deroga al prefisso unico che di fatto consente agli operatori di non adeguarsi a quest'obbligo se presentano l'identità della linea a cui possono essere contattati. In questo caso, la motivazione della deroga si spiega con l'allineamento della normativa interna all'orientamento legislativo che sta maturando in sede europea il quale prevede che le persone fisiche o giuridiche che usano servizi di comunicazione elettronica per effettuare chiamate di commercializzazione diretta: presentano l'identità di una linea alla quale possono essere contattati oppure un codice o un prefisso particolare che renda possibile l'identificazione del fatto che si tratta di una chiamata a fini commerciali. Le due norme che erano considerate fondamentali dai consumatori sono state per fortuna. Esse consistono nella possibilità di iscrivere al registro delle opposizioni anche i numeri di telefonia mobile, e la revoca di tutti i consensi dati in precedenza ai nuovi iscritti al registro. Due provvedimenti, ovviamente, molto importanti per garantire i diritti dei consumatori.

Cosa cambia per i call center e telefonate commerciali

La legge approvata dal Parlamento mantiene vivo il registro delle opposizioni, cioè quel particolare elenco a cui aderire per non ricevere più delle chiamate dai call center. Quest’aspetto risulta interessato da vicino dalle novità contenute in questo provvedimento legislativo. Per capire cosa cambia per i call center e quali saranno le prossime indicazioni per le telefonate commerciali basta comprendere che, se prima era possibile iscrivere al registro delle opposizioni solo i recapiti telefonici fissi, adesso è possibile iscrivere anche quelli mobili.

Iscriversi, peraltro gratuitamente, aquesto registro mette al riparo dalle telefonate commerciali che, nel caso vengano comunque inoltrate, vengono considerate illegali. Uno dei corollari di questo provvedimento consiste nell’azzeramento di tutti i consensi che i consumatori hanno dato, nel corso della normale attività quotidiana, per essere contattato da una telefonata commerciale.

Questo significa che da oggi, avendo fatto l’iscrizione a questo registro anche per il proprio numero di cellulare sarà possibile denunciare la società che effettua telefonate commerciali su un numero protetto dal registro. Altrimenti vale il principio del silenzio assenso. Il risvolto della medaglia consiste nel fatto che gli operatori saranno costretti a raccogliere di nuovo tutti quei consensi, con la conseguente temporanea paralisi operativa delle società di telemarketing. Con pesanti risvolti, ovviamente, anche sull’occupazione.




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di Luigi Mannini pubblicato il