Elon Musk in lacrime: questo è stato l'anno più difficile e doloroso della sua carriera in Tesla

Il crollo in borsa del titolo Tesla è stato verticale e ha letteralmente mandato in fumo una cifra spaventosa che si aggira intorno ai cinque miliardi e mezzo di dollari, perdendo il nove per cento

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Stress da iperlavoro. La crisi di Elon Musk spaventa i mercati


Di solito siamo abituati a pensare che i personaggi celebri siano in qualche modo anche immuni dai problemi che affliggono quelli che conducono una vita per così dire ‘normale’. Invece la crisi di nervi che ha colpito un vero e proprio genio visionario della Silicon Valley, ovvero Elon Musk, riporta anche questa sorta di divinità su un piano pienamente umano.

Con tutto quello che ne consegue. Alla base di questo forte esaurimento nervoso il fortissimo stress da iperlavoro. Una condizione che obbliga un uomo che ha saputo creare e alimentare il sogno di tantissimi uomini, ad assumere farmaci e sonniferi per riuscire a prendere sonno. Ma non è questo aspetto a preoccupare come invece il crollo del titolo Tesla in borsa. Che potrebbe trascinare con sè anni di sacrifici e la fama di un’azienda che ha saputo conquistarsi sul campo la fama che la contraddistingue. Un anno atroce, insomma.

Stress da iperlavoro e crollo titolo Tesla

Che sia stato lo stress da iperlavoro ad aver fermato la corsa di Elon Musk lo si è evinto dalla voce del protagonista che ha confessato al New Tork Times di attraversare uno dei momenti più difficili della sua vita. Una notizia che ha avuto ripercussioni pesanti sia sui seguaci della sua azienda, che però qualcosa avevano sospettato perché la sua assenza dalla scena pubblica aveva destato più di un sospetto. E sia sul titolo Tesla crollato in borsa dopo la diffusione della notizia. Troppo stress da iperlavoro, sonniferi per dormire, sensi di colpa per non riuscire a trascorrere del tempo con famiglia e amici, appena 2700 esemplari di Model 3 realizzati nel secondo semestre 2017 a fronte dei dueetomila promessi. E poi l’anno in corso definito dallo stesso Musk atroce.

Il crollo in borsa del titolo Tesla è stato verticale e ha letteralmente mandato in fumo una cifra spaventosa che si aggira intorno ai cinque miliardi e mezzo di dollari, perdendo il nove per cento del valore. Lui, dritto come un treno, continua. Per comprendere a cosa si deve lo stress che ha messo ko uno dei personaggi più influenti della Silicon Valley basta informarsi sui ritmi lavorativi. Alcune indiscrezioni hanno fatto emergere che dal 2011 ad oggi Elon Musk abbia riposato una sola settimana. E non per sua volontà ma solo a causa della malaria. Centoventi le ore di lavoro messe insieme ogni settimana, un ritmo insostenibile che gli stava impedendo anche la partecipazione al matrimonio di suo fratello.

Anno atroce, la crisi Elon Musk

La confessione al New York Times ha acceso i riflettori sulla crisi di nervi che ha colpito Elon Musk in un anno che egli stesso ha definito atroce. È bastato un tweet del 7 agosto a proposito del delisting della società con tanto di inchieste della Sec per capire se abbia fuorviato deliberatamente gli investitori sui problemi di produzione Model 3, l'auto elettrica di cui sono stati prodotti solo 2700 pezzi a fronte del 200.000 previsti a scatenare il panico. Una reazione alla quale lo stesso Musk ha opposto una risposta lucida e pacata spiegando di averlo scritto in piena coscienza e senza aver fatto uso di stupefacenti ricreativi.

Del resto, nonostante tutto, l'imprenditore più visionario di sempre e comunicatore d'eccellenza può permettersi anche questo. Comunque la sua ferma opposizione a lasciare almeno una delle due cariche che ricopre attualmente, ovvero Presidente e Chief Executive di Tesla, potrebbe rappresentare quella rassicurazione sulla sua volontà di superare questo momento difficile e tornare in campo più gagliardo che mai, che i mercati si aspettavano. E questo messaggio sembra essere arrivato. Una boccata d’ossigeno per Tesla e per lo stesso Elon Musk.