Tesla licenziamenti e problemi sulla Model 3

Grande fermento per le auto elettriche a partire dalle Tesla con il Model 3, ma anche una serie di licenziamenti e ulteriori problemi.

Tesla licenziamenti e problemi sulla Mod

Auto elettriche, Tesla protagonista in Norvegia


Tesla in difficoltà su due fronti, sia per imposte inaspettate come vedremo, che per problemi di produzioni del suo modello Tesla Model 3 che avrebbero provato numerosi licenziamenti
Nel frattempo apriamo una parentesi, prima di iniziare e diciamolo pure: l'Italia sta andando nella direzione opposta di quella degli altri grandi Paesi europei. O meglio, non sta andando proprio da nessuna parte senza decidere quale direzione prendere perché da una parte i governanti argomentano come sia indispensabile creare forme di mobilità sostenibile, come le auto e i bus elettrici, per decongestionare le strade e migliorare la qualità dell'aria respirata. Ma nei fatti non riesce a tradurre le parole in azioni e, anzi, i fatti concreti rivelano come la volontà sia un'altra. Ben diversa è la situazione al di à dei confini nazionali, dove scopriamo come esista una notevole vivacità ovvero una concreta disponibilità a trovare strade alternative sia da parte dei produttori auto e sia degli esecutivi nazionali.

Problemi Model 3 e licenziamenti

Per quanto riguarda il Model 3 c'è grande attesa da quando l'anno scorso sono iniziati i preordini che hanno avuto subito un boom di richieste in quanto la nuova auto elettrica della Tesla si presenta come il modello più economico, pur costand, comunque, 50mila dollari.
ora la vendita doveva essere già iniziata e, comunque, le consegne dovrebbero avvenire a breve dei 400mila modelli prenotati con l'obiettivo di Elon Musk di arrivarne a produrre 500mila.
Ma stando alle indiscrezioni, i numeri da raggiungere al momento sono mlto lontani, con una realizzazione di 150 auto al giorno quando ne servirebbero almeno 1500. E questo derverebbe da diversi problemi della catena di produzione che avrebebro fatto scattare anche i licenziamenti trra i 400-800.

L'azieda ha confemrato i licenziamenti senza addentrarsi nei particolari, ma ha anche spiegato che dipendono dalla normale analisi delle prestazioni annuali e non derivano da nessun particolare problema nè di produzione di nessun modello nè tantomeno finanziari o di altre forme ancora peggiori.

Il caso Tesla Norvegia

Succede però che la Norvegia, dove un'auto immatricolata su tre è elettrica, sembra aver fatto un passo indietro rispetto ai suoi più ambiziosi piani di incentivare l'utilizzo di veicoli elettrici e non alimentati con i tradizionali diesel e benzina. Si parla infatti della cosiddetta Tesla tax ovvero quell'imposta che andrebbe a colpire gli acquirenti di un'auto elettrica pesante prodotta dalla casa californiana. In buona sostanza, acquistare un'auto a zero emissioni diventerebbe semplicemente meno conveniente. Alla base di questa decisione ci sarebbe proprio la pesantezza di questi modelli (come Tesla Model X) che potrebbero provocare problemi alle strade benché sarebbero non dannose per l'ambiente. Ma qual è lo scenario internazionale in cui si inseriscono le posizioni della Norvegia e soprattutto dell'Italia?

  1. Francia: obiettivo finale di arrivare alla totale decarbonizzazione del Paese entro il 2050 e bando alla vendita di automobili tradizionali entro il 2040.
  2. Regno Unito: entro il 2050 tutte le automobile e Van saranno a ultra basse emissioni.
  3. Olanda: l'ambizione è ridurre le emissioni di CO2, aumentare l'efficienza energetica e diventare sempre meno dipendenti dai combustibili fossili.
  4. Germania: approccio sistemico per la diffusione della mobilità sostenibile per il raggiungimento dei target nazionali di riduzione di CO2 ovvero 34 milioni di tonnellate entro il 2020.
  5. Cina: vendita di 2 milioni di veicoli elettrici entro il 2020 e peso di produzione e vendita totali entro il 2025 per più del 20%.
  6. India: supportare un cambio di paradigma nel settore dell'automotive e dei trasporti con l'obiettivo di 6-7 milioni di veicoli elettrici entro il 2020.
  7. California: raggiungimento di un milione di veicoli a zero emissioni entro il 2020 e 1,5 milioni entro il 2025 sulle strade dello Stato.

Auto elettriche: il caso italiano

L'Italia procede molto lentamente anche se è stata acquisita la consapevolezza che mobilità elettrica significa fare un passo in avanti lungo il percorso di efficientamento energetico del Paese, migliorare la qualità dell'aria e di vita dei cittadini con contributo in termini di decarbonizzazione richiesto da impegni internazionali sul clima insieme alla possibilità di sviluppo di nuove filiere industriali. Tra i player più attivi c'è Enel che si è impegnata a dare il proprio contributo in termini di infrastruttura necessaria per lo sviluppo della mobilità elettrica. Tuttavia mancano quelle agevolazioni necessarie, come

  1. l'introduzione di misure per favorire l'utilizzo dell'auto elettrica in aree urbane, quali ZTL, corsie dedicate o parcheggi gratuiti;
  2. il supporto alla diffusione di bus e taxi elettrici e l'introduzione di misure a supporto della diffusione del vettore elettrico per le flotte aziendali;
  3. la riduzione del differenziale di prezzo con i veicoli tradizionali, con quest'ultimi che sono più economici.