Tim apertura ad Open Fiber per la Rete. Enel, piano industriale per la Rete

Dalla separazione della rete di Tim alla fusione con Open Fiber fino al rilevamento di Vivendi da parte di Cassa depositi e prestiti. Le intenzioni del Partito democratico.

Tim apertura ad Open Fiber per la Rete.

Tim: divisione della Rete


C'è un mix tra ragionamenti di carattere politico e valutazione strettamente economiche per il rilancio del Paese nel progetto di Matteo Orfini, maggiorente del Partito democratico senza cariche di governo, ma molto vicino ai piani alti. L'obiettivo è la risoluzione dei problemi di Tim, controllata per quasi un quarto dal gruppo francese Vivendi. Tradotto significa rilanciare una rete unica nazionale tecnologicamente avanzata con un modello di riferimento, quello inglese di Openreach. Nel quadro prospettato, continua a essere presente la mano dello Stato. Nel suo schema dovrebbe spingere parte dei concorrenti a ripensare le strategie e dunque a ricollocare gli investimenti per favorire l'unificazione tecnica e, perché no, societaria delle diverse reti a banda larga, complementari con la rete Tim. Un progetto articolato, dunque, nel quale non c'è alcun riferimento ai disagi infrastrutturali e di copertura di rete del nostro Paese. Il problema dell'infrastrutturazione di qualità a banda ultra larga del Paese, e in particolare delle zone meno redditizie non sostenute dai contributi pubblici, continua a essere molto avvertito.

Progetto Orfini per rilanciare Tim e le reti a banda larga

Il presidente del Partito democratico ha deciso di affidare a Left Wing l'illustrazione dei passaggi per integrare e sviluppare la rete a banda larga e rilanciare una delle principali aziende del Paese. Gli step sono quattro:

  1. separazione della rete di Tim
  2. fusione con Open Fiber
  3. affiancamento di un socio italiano a Vivendi nell'azionariato del gruppo italiano
  4. rilevamento da parte di Cassa depositi e prestiti della quota francese in Tim, anche solo in parte

Ma se di fusione con Open Fiber, la partecipata di Enel e Cassa depositi e prestiti per la fibra se ne parla già da tempo, occorre fare i conti - argomenta Orfini - con i problemi di instabilità di Tim. Fino a che punto è lecito parlare di passi indietro rispetto alla scelta di privatizzare Telecom Italia? Orfini con un gioco di parole preferisce raccontarla come ritorno alle intenzioni originarie, ma il senso dell'ipotesi di intervento non cambia.

A ogni modo, invoca un confronto pubblico nel merito delle scelte da compiere, anche per via del possibile esercizio dei poteri speciali da parte dell'esecutivo, trattandosi di una vicenda che coinvolge anche il valore di una infrastruttura e di un sistema industriale di rilevanza strategica. D'altronde, rileva, se si vuole procedere in modo spedito verso una rete unica nazionale integrata e tecnologicamente avanzata non si possono lasciare le cose come stanno.