Titoli di Stato, attenzione le regole sono cambiate. Cosa si rischia

L'allarme lanciato dall'associazione a tutela dei contribuenti, consumatori e imprese prende le mosse dal cambiamento delle norme sul risparmio.

Titoli di Stato, attenzione le regole so

Risparmi a rischio, debito pubblico alle stelle


Il punto di partenza dell'allarme lanciato è rappresentato dai 2.323,3 miliardi di euro di debito pubblico. Una cifra record, che continua a ingrossarsi mese per mese, riportata fino all'ultimi centesimo nel Bollettino della Banca di Italia. Da qui la messa in guardia da parte dell'economista della Federcontribuenti Fabrizio Zampieri sui rischi che stanno correndo i risparmiatori italiani. Perché gli istituti di credito si sono formalmente mossi e chi ha acquistato titoli di Stato italiani correrebbe rischi concreti di vedere sfumati i propri soldi. Molti titoli di Stato dipendono dalle banche e in base alle nuove regole in vigore, potrebbero essere ancora i conti correnti dei risparmiatori italiani a ripianare le perdite

Risparmi a rischio, debito pubblico alle stelle

L'allarme lanciato dall'associazione a tutela dei contribuenti, consumatori e imprese prende appunto le mosse dal cambiamento delle norme sul risparmio e in particolare le clausole di azione collettiva, in base alle quali - fa notare l'economista in questo delicato periodo storico - i risparmiatori sono parte attive per ripianare le perdite. Più esattamente si tratta di clausole inserite nei prospetti o nei regolamenti dei titoli di Stato di nuova emissione che consentono a uno Stato in difficoltà finanziarie di ristrutturare il proprio debito. E i numeri da capogiro del debito pubblico italiano lascerebbero immaginare come questo scenario non sia poi così lontano.

Nel dettaglio, gli strumenti a disposizione sono l'allungamento delle scadenze, con tanto di riduzione dei tassi o della modifica (se non la cancellazione) dell'importo da rimborsare, oppure lo scambio con altre obbligazioni attraverso una procedura prestabilita. Insomma, una prospettiva che scoraggia sia i risparmiatori pochi avvezzi a queste manovre e sia quelli di lungo corso ed esperti. Il consiglio? Secondo l'economista della Federcontribuenti non c'è altra strada che attivarsi subito per rivedere i piani finanziari di medio-lungo periodo per evitare che in caso di difficoltà finanziarie e di default, lo Stato possa non pagare i titoli a chi li detiene.

Il mercato dei titoli di Stato in Italia

Zampieri mette allora in guardia i correntisti italiani sui rischi che corrono, facendo presente come i titoli venduti dagli investitori stranieri siano in gran parte ricomprati dalle istituzioni finanziarie italiane ma, le banche italiane hanno come garanzia il denaro di risparmiatori e obbligazionisti che risponderebbero con i propri capitali e risparmi in caso di dissesti finanziari, grazie alla procedura del bail in.

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