La Lira ritorna tra le criptovalute. Ma anche migliaia di italiani truffati

Ritorna la lira italiana, ma in una forma diversa e più moderna. Ma occrre fare molta attenzione.

La Lira ritorna tra le criptovalute. Ma

Torna la lira italiana: ecco la criptovaluta ITL


Ritorna la liraitaliana come criptovaluta e vedremo se avrà il successo che in molti sperano. Ma nel frattempo c'è da sottolinere anche una truffa che ha colpito migliaia di italiani e dove sta indagando anche la magistratura italiana.
 

Magari ritornasse la lira in Italia, quante volte lo abbiamos entito dire, raccontando anche dei bei tempi andati. Discussioni tra amici, ma anche più serie, anche se l'euro per molti esperti è ormai irreversibile. Certo la lira ricorda almeno a molti una situazione economica, molto più tranquilla e fiorente, anche se non è spesso stato così e certe volte c'era solo apparenza rispetto ai problemi che covavano sotto la cenere...e che poi inevitabilmente sono emersi. Ma ora la Lira ritorna come criptovaluta....Ma le criptovalute in Italia sono state soggette anche di uno strano caso....dove sta indagando la magistratura.

Ritorna la lira come criptovaluta

Auspicando, di riflesso, il ritorno a quell’Eden immaginario che aveva nella Lira il suo cuore pulsante. E, in un certo senso, le attese di questi romantici sognatori, sono state premiate. Almeno dal punto di vista puramente formale.

Eh si perché il progetto ITL “Italian Lira”, che a breve vedrà la luce ufficiale, sancisce la rinascita della lira, seppur nella veste digitale attraverso l’utilizzo della Blockchain di Ethereum. Un progetto che si realizzerà in tre fasi.

La prima è terminata nel 2017 con la creazione del team di sviluppatori e dei primi token ITL. Il primo pilastro per questo progetto italoamericano che ha come scopo principale la creazione di sistema di pagamento che non dipenda dai governi. In questo panorama si deve inquadrare la nascita di una lira nuova virtuale e svincolata dai confini nazionali.

Da un anno poi è iniziata la seconda fase che prevede il raggiungimento di alcuni traguardi ben precisi entro la fine del 2019: creazione del sito web, dei listing dei token creati e della loro vendita. La terza ed ultima fase prenderà l’avvio subito dopo e prevede la distribuzione del prodotto agli utenti e lo sviluppo di terminali POS per i pagamenti, con soluzioni di scambio adatte anche a smartphone. POS che dovranno tenere conto della possibilità di effettuare transazioni in tutto il mondo in modo veloce e sicuro grazie alla blockchain di Ethereum.

Si tratta di un progetto molto ambizioso, come si può vedere. Non tutti gli esperimenti finora effettuato hanno avuto esiti positivi. I nostalgici della lira sperano che questa, invece, sia la volta buona.

E indagini su criptovalute in Italia

Spariti 17 milioni di Nano monete per un valore di circa 159 milioni di dollari, dalla piattaforma italiana Bitgrail. La vicenda è di per sé oggetto di preoccupazione e di interesse mediatico perché Nano è una delle tante criptovalute, al pari delle più note Bitcoin ed Ethereum, che fanno discutere e sono oggetto di attenzione e discussione sia in ambienti domestici e sia finanziari. Il punto è che a essere coinvolta è una piattaforma italiana di scambio di criptovalute, Bitgrail, che ha sede a Firenze. A presentare denuncia è stato lo stesso fondatore e proprietario della piattaforma, Francesco Firano, negli uffici della polizia postale.

I fatti sono allora noti e la stessa Bitgrail ha voluto fare alcune precisazioni pubbliche in favore di chi opera con la sua piattaforma. Nano a parte, di cui rimane solo il 20%, le altre criptovalute trattate sul sito di exchange vengono considerate al sicuro. Al di là delle rassicurazioni a utenti e investitori, il punto è un altro: per quali ragioni si è materializzato questo furto? O più semplicemente, come è stato possibile? La situazione è piuttosto delicata perché si assiste a un scambio di accuse a suon di comunicati stampa. Nano punta l'indice contro Francesco Firano, il trentunenne amministratore di Bitgrail, ritenendolo responsabile di aver nascosto la non solvibilità di Bitgrail. E a sostegno delle proprie tesi mette a disposizione una serie di screenshot di una conversazione con lo stesso Firano.

Quest'ultimo rigetta le accuse al mittente a ricorda di aver "proposto un fork come ipotetica soluzione al fine di restituire ai legittimi proprietari la coin rubate. La reazione dei due Dev di Nano è stata inaspettatamente di chiusura totale al dialogo". In pratica si sarebbe trattato di un furto non imputabile al loro software.